
Politica e magistratura. Questo è il punto!
Si dice: ma non è un giudizio nel merito dell’inchiesta, non è una sentenza, è nel merito dell’esigenza della custodia cautelare.
Certo, vi sembra poco?
L’arresto, con motivazioni solo dell’accusa, in diretta nelle rotative dei giornali e nei titoli dei telegiornali e nell’acquitrino dei talk e dei social e’ già una condanna.
La “condanna anticipata”, come diceva Borrelli.
La sentenza fra 10 anni conta nulla.
Quell’impresa, quel professionista, quel funzionario, quel politico, sono già condannati. Per i più. A vita.
Quella città è già condannata. Gli investitori sono già condannati. Quelli in discussione.
Quelli che ci stavano pensando non ci pensano più. Fuggono. E’ fuori discussione.
Alcuni amici mi dicono che difendo Sala e compagnia. Non ci penso nemmeno.
Io vorrei che a Milano prima o poi possa arrivare di meglio.
Credo che in questo clima arriverà il peggio.
Credo che in questo clima non possa che arrivare il peggio.
Questo è il punto. Uno dei punti.
Non riesco a farmene una ragione.
Persone intelligenti, che stimo molto, non vedono ne testo ne contesto.
La disistima per Sala e la compagnia milanese prevale sul testo e sul contesto. E’ un errore.
Un secondo punto.
Dice il professor Lanza, su L’Altravoce di Alessandro Barbano, che bisogna vedere se il Riesame tocca anche la fattispecie del reato presunto. Corruzione e simili o conflitto di interesse? Cambia tutto.
Se ne occuperà anche il tribunale. Evidente.
Io credo ci sia un tema di conflitto di interessi. Che non ha automatica rilevanza penale.
Ma che non dovrebbe esserci. Evidente.
Credo però che se si dovesse stabilire che gli “accordi di programma” debbano essere considerati reati allora possiamo chiudere tutto.
Non si possono fare grandi opere e/o opere complesse in Italia senza accordi di programma capaci di mettere a sistema tutte le competenze e tutti gli interessi. Sullo stesso tavolo.
Se un amministratore non dovesse poter parlare con un imprenditore o un professionista possiamo ugualmente chiudere tutto. Tutto.
Bisogna riflettere su questo. Sala o non Sala.
Nessuno si senta escluso, direbbe De Andre’.
Altro punto.
I giudici del Riesame sono magistrati. Come quelli della Procura e i Gip.
L’uso mediatico delle intercettazioni e dei verbali e le strumentalizzazioni dei politici e dei partiti fanno sì che la curva dell’onta dell’inchieste e gli effetti immediati sulle carriere politiche e sulle amministrazioni, sono spostate tutte sui magistrati che comminano e non su quelli che revocano. E su quelli che magari domani assolveranno.
Questo è un punto enorme.
Che riguarda la politica, la magistratura e la ricaduta sull’economia e sugli equilibri democratici. Sulla tenuta stessa della democrazia.
Lanza dice una cosa vera. Verissima.
La magistratura, nella sua rappresentanza associativa, è compatta.
La Magistratura è professionalmente robusta, competente, preparata.
Anche quando non condividiamo alcune “linee eticizzanti”, comunque li c’è un pensiero robusto.
Il “primato della giurisdizione” sostenuto da una parte della magistratura, non lo condivido, naturalmente, ma è un pensiero. Robusto e diffuso. Non solo in Italia.
E viene espresso con competenza. E con intelligenza politica non banale. Tutt’altro.
Pensiero e competenze che si sono fatte avanti.
La politica ha fatto passi indietro. Da Tangentopoli in poi rincula.
Non è preparata. La selezione è verso il basso. I partiti non sono democratici e quindi fanno fatica a contrastare la “non democraticità” delle inchieste e degli squilibri che provocano.
Un Cossiga o un Pannella o un Chiaromonte, per non dire un Craxi, oggi direbbero cose forti. Farebbero cose forti. Di fronte a questo scenario.
I partiti si riunirebbero in congresso per dare forza a tesi e ad un pensiero forte all’altezza del momento.
E invece no. Si beccano fra di loro. E cercano di trarre vantaggio, effimero, dalle inchieste verso gli avversari.
Questo è il punto più grande.
Lo squilibrio è nella forza perché è anche nel pensiero e nelle competenze.
Se le forze politiche e i politici non riflettono su questo, lo scenario sarà questo.
E sarà sempre peggio.
Punto.





