
Il mostro politico burocratico che abita a Bruxelles è fallito.
Il motivo del fallimento è sistemico, in quanto questa Unione Europea è il portato dell’ideologia liberale neocon, della quale sono prodotto diretto i verdi e alla quale si sono venduti i socialisti.
L’ideologia neocon è fallita e, con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, si torna a rimettere i piedi per terra e a riscoprire Kissinger, ossia il pragmatismo.
Ursula von der Leyen finge di non capirlo, perché è il prodotto del sistema liberale neocon, nato e cresciuto con l’UE di Maastricht, e sa che ora si è giunti alla sua fine, ma sa anche che le viene richiesto di resistere.
I socialisti ormai ideologicamente suonati vanno diritti contro l’iceberg perché è meglio affondare che ammettere di aver sbagliato e di essersi venduti.
Del resto, in un mondo radicalmente diverso da quello immaginato dai liberali neocon, chi li vuole più?
La galassia green fa i conti con lo scandalo dei soldi dati dalla Commissione alle associazioni per fare propaganda. L’Europa, quella reale, affonda, mentre il socialista Sholz va a trovare il pupillo dei Rothschild per giocare all’asse franco – tedesco, ormai gioco da bar per disabili politici.
Il pupillo dei Rothschild fa scrivere al suo governo un documento che chiede di invertire a U la politica green. Documento che, attraverso la voce della Francia, significa la resa incondizionata dei Rothschild, di qua e di là della Manica.
L’Unione Europea è fallita perché, sicura, in base alle teorie stupide di Fukuyama e alle assicurazioni dei neocon, ha messo in piedi un mostro burocratico che si è dimostrato onnivoro e insensato, gestito dal Quarto Reich e dalla Grandeur alle spese degli altri partner. Ne sanno qualcosa i greci, distrutti, espropriati dei loro asset migliori, costretti a vendere il Pireo ai cinesi.
L’Unione Europea è travolta da scandali come il Qatar Gate (un bell’affare tutto socialista) o quello dei contratti per i vaccini, riguardo al quale i tribunali belgi hanno depositato una denuncia penale nei confronti del Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, per gli scambi di SMS privati da lei intrattenuti con l’amministratore delegato della nota casa farmaceutica Pfizer, Albert Bourla .
L’accusa mossa al Presidente è quella di aver agito personalmente, attraverso una negoziazione privata, senza il mandato degli Stati membri dell’Unione europea.
Tuttavia, questi aspetti di degrado sono solo epifenomeni di un fallimento che è sistemico e, pertanto, irreversibile.
Che il fallimento sia sistemico lo ha fatto capire l’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, alla conferenza annuale dell’Agenzia europea per la difesa (Eda) dicendo che “non abbiamo bisogno di un esercito europeo”, ma che “così come abbiamo integrato le nostre economie in passato, oggi abbiamo bisogno di integrazione nella difesa e interoperabilità sul campo”.
“Abbiamo bisogno – ha aggiunto la Kallas – di 27 eserciti europei capaci e in grado di lavorare efficacemente insieme per scoraggiare i nostri rivali e difendere l’Europa. Preferibilmente con i nostri alleati e partner, ma da soli quando necessario”.
E’ l’affermazione del sovranismo militare.
L’idea dell’esercito europeo è già finita. Anche la Nato rischia di essere un carrozzone obsoleto.
Quello che ci aspetta, secondo un acuto osservatore delle dinamiche americane, come è Roberto Mazzoni, è “un’ambiguità strategica”.
https://mazzoninews.com/2025/01/25/vaso-di-pandora-trump-ambiguita-totale/
La parentesi neocon liberale è chiusa e si torna a Kissinger, al realismo, alla difesa delle zone di influenza, con accordi multilaterali.
La novità è che la sottostante di questi accordi potrebbe essere una denuclearizzazione militare, con la fine delle velleità dell’Iran.
Trump mira alla “Fortezza America”, eliminando dalla sua zona di influenza Cina e Russia.
La grande isola americana tra i due oceani deve essere ripulita dalla presenza cinese e russa. Vale per Panama, il cui canale è gestito da una società cinese, con la Cina che ha due porti in prossimità, e vale per l’Artico, dove l’acquisizione della Groenlandia, ben vista dalla Russia, farà dell’area una zona disponibile per gli Usa e per la Russia con esclusione della Cina.
Un posizionamento Usa in Groenlandia (ci sono già delle basi da tempo) toglie anche all’Inghilterra la possibilità di porsi come protettrice dei Paesi baltici.
Sua Maestà britannica deve rendersi conto che l’idea imperiale inglese è finita da tempo.
La Germania potrebbe sopravvivere con un forte accordo militare con gli Usa che consenta di riaprire i gasdotti con la Russia.
Per l’Italia si apre un possibile partenariato che guarda al Mediterraneo.
Strategico l’accordo Usa con l’Arabia Saudita, anche in funzione della stabilizzazione del Medio Oriente.
Nel Medio Oriente, in una logica di denuclearizzazione potrebbe esserci spazio per un’espansione dell’influenza russa, in funzione di contenimento della Turchia (Siria, Iran).
Riguardo all’Europa, l’esclusione di ogni possibilità dell’Ucraina di aderire alla Nato e una ridefinizione degli accordi riguardanti lo spazio vitale russo, potrebbe vedere, secondo l’analisi di Roberto Mazzoni, una geometria variabile anche per i Paesi europei dell’Est, protetti da accordi bilaterali con gli Usa dal punto di vista militare e aperti a intrecci commerciali con la Russia.
In tutto questo l’Unione Europea, ultimo baluardo fallito e cocciuto delle logiche liberali neocon, non ha alcun ruolo.
Va inoltre considerato che la guerra in Ucraina ha dimostrato l’arretratezza delle dottrine e degli armamenti Nato, che verranno sostituite da chi guarda allo spazio come nuovo luogo dominus geopolitico. Qui le carte vincenti sono quelle di Elon Musk, che ha già vinto la guerra interna al Pentagono e, conseguentemente, quella che mette fuori gioco la Nato dei carri armati, delle artiglierie e via discorrendo.
Roberto Mazzoni, in un’intervista con “Il Vaso di Pandora” (vedi link supra) con una battuta: “Guerre calde in zone fredde”, ha spostato la necessaria attenzione allo spazio.
Se Musk spegnesse i satelliti di Starlink, l’esercito ucraino si troverebbe a doversi arrendere in due giorni. Conviene, dunque, a Zelensky, che secondo Trump “non è un angelo”, predisporsi a chiudere la partita.
C’è un’arma potente che Trump potrebbe usare e che ha già usato: la desecretazione degli atti relativi a molte storie degli anni della dominazione liberale neocon.
In tutto questo grande movimento l’Unione Europea uscita da Maastricht è completamente esclusa. E lo è perché, con la sua Commissione in formato liberal neocon e con il suo apparato mostruoso funzionale ad un sistema finito, non è in grado di giocare alcuna partita.
Lo hanno capito persino i Rothschild che, con la conversione a U della Francia sul green, si arrendono, mentre sono costretti a fare fino in fondo la guardia al bidone i socialisti, che si sono venduti e si sono convertiti al liberalismo neocon, diventandone, come tutti i convertiti, i sostenitori più intransigenti. Il loro camerierato, finito il sistema, significa la loro morte politica.
Non v’è dubbio, a questo punto, che la questione all’ordine del giorno è che l’Unione Europea, se vuole sopravvivere, deve essere profondamente riformata.
Per prima cosa va ridotto all’osso il bubbone burocratico, vero potere di un mostro giuridico nato male e vissuto peggio, centro di potere di un sistema che è finito.
L’UE ha diverse istituzioni come la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione Europea e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Ognuna di queste ha il suo ruolo specifico, ma la complessità delle loro interazioni può portare a processi decisionali lenti e burocratici.
Per ridare una possibilità di sopravvivenza ad un’Unione fallita è necessario tentare di recuperare il senso di quella che poteva e doveva essere un’Unione di Stati, abolendo la Commissione.
L’Unione Europea si avvierebbe lungo un processo difficile, ma possibile, di ricostruzione, riducendo al minimo il potere della burocrazia che si nasconde dietro il paravento della Commissione.
Un Parlamento, un Consiglio dell’Unione, nuovi trattati che rispettino la sovranità degli Stati in tutte le materie che oggi sono oggetto di una serie di deliberazioni demenziali, per concentrare l’azione dell’Unione sulle grandi decisioni riguardanti il posizionamento internazionale, la ricerca, i rapporti commerciali, la fiscalità (fine dei paradisi fiscali), l’approvvigionamento energetico, il coordinamento della difesa.
Tutto il resto rimane agli Stati sovrani. I burocrati rimangono senza lavoro e possono essere sfoltiti e con loro lobbisti, nani e ballerine che girano attorno al buro mostro.
La Corte penale, dichiarata inutile dalla realtà, va abolita. C’è già una corte di giustizia dell’Onu che basta e avanza, anch’essa consegnata in prossimità dell’inutilità.
Bisogna tornare vallo spirito iniziale, buttando nel cestino Maastricht e le manie di grandezza franco tedesche.
L’idea iniziale dell’Unione Europea risale ai periodi successivi alla Seconda Guerra Mondiale, con l’obiettivo primario di prevenire ulteriori conflitti devastanti in Europa. Ecco un breve riassunto dei passi chiave.
1950: Il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman propose il Piano Schuman, che suggeriva la creazione di una Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). L’idea era che la condivisione delle risorse industriali tra nazioni nemiche avrebbe reso la guerra materialmente impossibile.
1951: La CECA fu istituita con il Trattato di Parigi, firmato da sei paesi: Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Questo è considerato il primo passo concreto verso l’integrazione europea.
1957: I Trattati di Roma stabilirono la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell’Energia Atomica (EURATOM), ampliando la cooperazione economica e il controllo delle risorse nucleari.
L’idea iniziale era quindi centrata su: prevenzione di guerre tramite l’interdipendenza economica, la creazione di un mercato comune per facilitare il commercio e la crescita economica, la promozione della cooperazione tra stati sovrani in vari settori politici.
Va sottolineato il concetto di cooperazione tra Stati sovrani, la qual cosa significa togliere di mezzo la Commissione e dare potere a Parlamento e Consiglio, ridurre al minimo indispensabile il mostro burocratico, chiudere una fase deleteria, fallimentare, oppressiva.
Possibile? Forse no. L’abisso è in attesa di ingoiare chi non vuol capire.





