
di Marco Pugliese
Musk prima di Musk: perché il 90% non lo comprende? Semplice, negli anni ‘90 non era uno di noi…
Diciamolo: nell’ultimo anno sono tutti esperti di IA (ma dove stavano solo tre anni fa?) e soprattutto nell’ultimo mese non si contano più i commenti su Elon Musk.
Il nerd sudafricano (perché di questo si tratta) non è però comprensibile al 90% degli esperti commentatori, semplicemente perché non sono nerd tecnologici.
Nel 2012 Elon Musk è stato da molti soprannominato Tony Stark, protagonista di Iron Man. In quel momento è con SpaceX che iniziava a manifestarsi nella stessa molti (tra cui il sottoscritto) l’idea che le missioni su Marte diventassero una realtà scientifica e non più fantascientifica.
Musk è partito lavorando in un negozio di fumetti (uno dei lavori più nerd targati anni ‘90) ed è arrivato a fondare PayPal (startup venduta ad eBay per 1,5 miliardi di dollari), Tesla Motors e SpaceX.
L’analisi aziendale classica con Musk non è applicabile, lui è fuori dagli schemi classici e trasla icone, videogiochi, fantascienza nelle sue visioni (che però realizza, vedasi SpaceX).
Elon Musk si ispira alla fantascienza (ed alla cultura pop) pura per i suoi prodotti. Il Cybertruck? È l’auto d’acciaio di “Total Recall”, Grok è ispirato a Marvin di “Guida intergalattica per autostoppisti”, Optimus prende il nome dal personaggio di Transformers. Il profilo dei missili pesanti per Marte? Flash Gordon.
Un pomeriggio qualsiasi targato anni ‘90, dove speravi che l’umanità tornasse ad esplorare il cosmo (non ti bastavano più i racconti di papà e mamma) con una tecnologia ispirata ad Isaac Asimov ma con un profilo alla Star Strek, oltre ad una spruzzata western alla Star Wars (gli stivali utilizzati dagli astronauti nella Dragon fanno molto “Morte Nera”)
Del resto chi scrive stava davanti al computer con la canotta 23 di Jordan (e la maglia di Del Piero), saltellando tra un forum di presunti hacker etici della prima ora, l’allenamento di calcio (o di sci), la versione di latino, la fidanzata e molti sogni nel cassetto.
Ho scoperto Musk nel 2004, lo seguo da allora nelle sue avventure, sono 21 anni e lui in realtà è sempre uguale, è un ipervisionario, a differenze di personaggi etici come Adriano Olivetti, antepone la sua visione a tutto il resto. In modo differente (rispetto ad Olivetti ad esempio manca la parte di ruolo della fabbrica come produttrice di benessere) vorrebbe che l’umanità diventasse interplanetaria grazie alla tecnologia, di fatto rendendo i viaggi spaziali di massa. Musk non contempla la fabbrica, che già vede automatizzata, tanto che la sua idea di IA è generale dal principio (automi al servizio dell’umanità per conquistare lo spazio, Asimov). Ha in testa solo questo. Vuole questo. Lavora per ciò.
Starman-Musk è questa roba qua, è un nerd che ha follemente realizzato ciò che di teorizzava su quei vecchi forum anni ‘90, è una sorta di fumetto che si è materializzato.
Fidatevi, il 90% di chi analizza Musk non ha capito nulla.





