di Sergio Pizzolante
Pubblico, ripubblico, la lettera di Matteotti ai comunisti, che invitavano i socialisti, e non solo, al fronte unico.
I comunisti gli risposero che era un “Pellegrino del nulla”.
Gli eredi della storia comunista e post comunista,
in Italia, invitano un po’ tutti, al fronte unico contro gli eredi della storia fascista e post fascista.
Come se ci fosse un Governo fascista.
Forzando un tantino molto, diciamo…
E se non sei nel loro fronte unico sei un po’ fascista anche tu, diciamo….
Siamo ancora lì.
E lo fanno utilizzando Matteotti. Appropriandosene.
Così, con una operazione di marketing politico.
Calpestando la storia e la verità storica e i fatti e la realtà, storica e attuale.
E le lettere. Di Matteotti.
Se vai da Matteotti devi essere onesto con Matteotti.
Devi rendergli omaggio per la sua lotta frontale e quasi solitaria, negli ultimi tempi, al Fascismo.
Devi rendergli omaggio anche per la sua lotta frontale e solitaria al comunismo, alle pratiche e alle teorie violente del comunismo che lui accostava a quelle del fascismo.
Già allora per lui gli antifascisti non erano tutti uguali. Tutti cercatori di libertà.
Elly, i tuoi compagni ai quali ti ispiri, da Gramsci in giù, lo consideravano Socialfascista, per queste sue convinzioni ed azioni.
Quando vai da Matteotti vuoi dirgli che lui aveva ragione e Gramsci torto? No?
Se non glielo dici allora è un imbroglio.
Un unitarismo in cattiva fede come ti scriverebbe ancora Matteotti.
Elly, non ti chiedo di prendere le distanze dai tuoi che consideravano i socialisti riformisti di Matteotti, da Turati in giù, “putridi riformisti”, “social traditori”, “stracci mestruati”, “nemici della classe operaia”, “porci”, secondo la teoria gramsciana che i “servi dei capitalisti” dovevano essere chiamati con il loro nome proprio: “porci”!
Togliatti arrivò addirittura ad associare, fra i nemici, Mussolini, Sturzo e Matteotti. Come fossero sullo stesso fronte, del male, opposto al bene. Il suo. Quello della sua Unione Sovietica, il comunismo in terra, gli unici al mondo fra le grandi potenze, a non condannare pubblicamente l’assassinio di Matteotti.
Elly non ti chiedo di prendere le distanze da tutto questo come voi chiedete, ossessivamente,
a quelli di destra, di prendere le distanze da tutta la loro storia.
Quando andrai sulla tomba di Turati, credo mai, te lo chiederò.
Quando andrai sulla tomba, sicuramente mai, del suo erede, Craxi, trattato dai tuoi peggio di Turati e Matteotti, te lo chiederò.
Ma visto che sei andata da Matteotti te lo chiedo.
Elly, un po’ di serietà. E di dignità.
LETTERA DI GIACOMO MATTEOTTI AL PCI
«Alla Direzione del Partito Comunista – Roma.
Riceviamo la vostra lettera contenente la solita proposta poligrafata per tutte le occasioni. L’esperienza delle altre volte, e dell’ultima in particolare, ci ha riconfermati nella convinzione che codeste vostro proposte, apparentemente formulate a scopo di «fronte unico», sono in sostanza lanciate ad esclusivo scopo di polemica coi partiti socialisti, e di nuove inutili dispute. Ciò può recare piacere o vantaggio a voi, come al Governo fascista, dominante con gli stessi metodi di dittatura e di violenza che voi auspicate. Ma non fa piacere né a noi né alla classe lavoratrice che subisce il danno delle vostre disquisizioni e dei riaccesi dissensi.
Chi ha moltiplicato e inasprito le ragioni di scissione di discordia nella classe lavoratrice, è inutile e ridicolo si torni a camuffare da unitario e da «fronte unico».
Restiamo ognuno quel che siamo: voi siete comunisti per la dittatura per il metodo della violenza delle minoranze: noi siamo socialisti per il metodo democratico delle libere maggioranze.
Non c’è quindi nulla di comune tra noi e voi.
Voi stessi lo dite ogni giorno, anzi ogni giorno ci accusate di tradimento contro il proletariato. Se siete quindi in buona fede, è malvagia da parte Vostra la proposta di unirvi coi traditori; se siete in malafede, noi non intendiamo prestarci ai trucchi di nessuno.
Perciò, una volta per tutte, vi avvertiamo che a simili proposte non abbiamo nulla da rispondere.
Tanto per vostra norma e definitivamente.
GIACOMO MATTEOTTI




