Fede, ragione e libertà di coscienza
Le recenti parole di Papa Leone XIV in Francia sul tema della laicità ci offrono l’occasione per una riflessione che riguarda profondamente anche la Libera Muratoria.
La parola laicità viene spesso interpretata in modi differenti.
Per alcuni significa tenere la religione completamente fuori dalla vita pubblica. Per altri rappresenta, invece, la condizione attraverso la quale uomini di fede diversa, o anche privi di fede religiosa, possono vivere insieme nella libertà e nel reciproco rispetto.
È proprio questa seconda interpretazione che merita la nostra attenzione.
La laicità non dovrebbe essere una barriera contro la religione, così come la religione non dovrebbe diventare uno strumento per imporre la propria verità agli altri.
La vera laicità potrebbe essere vista come uno spazio comune nel quale ogni uomo è libero di cercare la propria verità.
Ed è qui che il tema incontra uno dei principi fondamentali della Massoneria: la libertà di coscienza.
Nel Tempio possiamo incontrare uomini che professano religioni differenti e uomini che vivono la propria spiritualità in maniera diversa. Ciò che li unisce non è l’uniformità del pensiero, ma la possibilità di confrontarsi senza che nessuno pretenda di possedere completamente la Verità.
La Massoneria non chiede all’uomo di rinunciare alle proprie convinzioni.
Gli chiede, piuttosto, di rispettare quelle dell’altro.
Una società laica non deve avere paura dell’uomo religioso, così come l’uomo religioso non dovrebbe avere paura della società laica.
Entrambi possono concorrere al bene comune, purché nessuno pretenda di trasformare la propria convinzione personale in una verità obbligatoria per tutti.
In questo senso, la laicità può diventare non un muro, ma un ponte.
Un ponte tra fede e ragione, tra credenti e non credenti, tra tradizione e modernità.
Un ponte, soprattutto, tra uomini che pensano diversamente ma riconoscono nell’altro la stessa dignità.
Questo è uno degli insegnamenti più profondi che si può trarre dall’esperienza massonica: non è necessario pensare allo stesso modo per camminare insieme.
Il simbolismo stesso del Tempio ci ricorda che la costruzione non è mai opera di un solo uomo. Ognuno porta la propria pietra.
Ma perché il Tempio possa elevarsi, le pietre devono trovare il loro posto accanto alle altre
Così come uno Stato laico non deve escludere la spiritualità dalla vita dell’uomo.
La laicità nasce per garantire la libertà di coscienza: significa che lo Stato non deve imporre una religione, ma neppure imporre il rifiuto della religione.
La spiritualità appartiene alla dimensione più profonda dell’essere umano. Essa, può esprimersi attraverso una fede religiosa, attraverso la ricerca filosofica, attraverso la meditazione, attraverso la ricerca della Verità e del significato dell’esistenza.
Per questo la laicità dovrebbe essere intesa come neutralità dello Stato, non come negazione della spiritualità.
Uno Stato laico non deve dire all’uomo cosa credere.
Ogni uomo è libero di credere e di non credere e lo Stato deve garantire che entrambi possano vivere insieme, nel rispetto reciproco.
Uno spazio comune nel quale ragione e spiritualità, credenti e non credenti, possano convivere senza che nessuno debba rinunciare alla propria coscienza.
Dobbiamo anche dire che la spiritualità non appartiene necessariamente alle istituzioni religiose. È anche ricerca interiore, desiderio di conoscenza, tensione verso il bene, verso ciò che l’uomo considera più alto di sé.
La laicità, allora, non dovrebbe significare cancellare la spiritualità dalla società.
Dovrebbe significare garantire a ciascuno la libertà di viverla secondo coscienza, senza imposizioni e senza discriminazioni.
Ed è forse qui che il messaggio di una laicità attuale diventa possibile.
In un’epoca nella quale le contrapposizioni sembrano diventare sempre più forti, difendere la laicità può significare difendere uno spazio di libertà nel quale la coscienza individuale possa respirare.
Dove fede, ragione e libertà di coscienza possano incontrarsi senza che nessuna pretenda di annullare l’altra.
Non separare gli uomini, ma creare le condizioni affinché uomini diversi possano costruire insieme.





