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L’INCONTRO TRUMP PUTIN A BUDAPEST

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Incontro Trump – Putin a Budapest: l’Europa osserva, ma cambia il palcoscenico del potere

Il vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin sta per svolgersi a Budapest  e non è solo un incontro diplomatico: è un segnale chiaro della nuova geometria della geopolitica occidentale. L’Ungheria ha annunciato che è “pronta” ad accogliere Putin, nonostante il mandato d’arresto dell’International Criminal Court.  

Potremmo domandarci lecitamente perché  incontrarsi a Budapest? Perché ora? E cosa cambia per l’Europa?

Gli Stati Uniti, con la presidenza di Trump, appaiono motivati a proporre un accordo rapido con la Russia, forse con l’intenzione di reclamare il risultato come “fine della guerra” in Ucraina. Secondo fonti giornalistiche internazionali , Trump avrebbe già esercitato pressione su  Zelenskyy affinché accetti condizioni più favorevoli a Mosca, la quale dal canto suo, accoglie l’occasione: un summit in territorio europeo in un Paese della NATO. Ecco il momento che potrebbe segnare il suo ritorno alla negoziazione “ufficiale”, senza dover cedere troppo. L’Ungheria, che ha finora mantenuto una linea più “dialogante” con la Russia, diventa la sede perfetta.  

Bruxelles ha accolto con cautela l’annuncio dell’incontro, sottolineando che l’European Union resterà impegnata in supporto all’Ucraina. Ma dietro le dichiarazioni ufficiali si legge un timore: che l’Europa possa essere messa da parte in un negoziato tra Stati Uniti e Russia.  

Il summit mette sotto stress la coesione EU/NATO: Paesi come Germania e Polonia già richiedono chiarezza e partecipazione diretta di Kiev. Se l’Europa non sarà parte integrante del processo, rischia di diventare spettatrice di decisioni che riguardano la sua sicurezza e i suoi valori.  Se Trump e Putin decidessero assetti territoriali senza Kiev, si creerebbe un precedente pericoloso: un grande Paese europeo negoziato senza la sua partecipazione. Un accordo stati Uniti -Russia senza l’Europa potrebbe spingere l’UE a cercare autonomia strategica, magari rafforzando una “difesa europea” separata dalla NATO. Se poi un leader ricercato dall’ICC viene accolto senza conseguenze, si indebolisce la credibilità dell’ordine basato sulle regole. Qualsiasi accordo cambia le dinamiche dei flussi energetici e delle sanzioni verso la Russia, con ripercussioni sull’Europa dell’Est e sulla diversificazione energetica.

Nel coro degli annunci, Budapest diventa simbolo di una scelta: l’Europa sarà protagonista del futuro o ne sarà marginale? Un summit stati Uniti, Russia in una capitale europea mette questo tema al centro. L’Europa non può più limitarsi a reagire: deve decidere se partecipare da attore o subire come spettatore. 

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  • Redazione

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