Quando la società accoglierà l’invito all’azione del Papa?
Il richiamo di Papa Leone XIV, nella sua enciclica, a quella di Leone XIII, quella “Rerum Novarum”, che possiamo definire storica, è tanto rilevante che mi fa sorgere il dubbio sia stata propria quella tematica, ben presente nei pensieri dell’attuale Pontefice, a fargli scegliere il nome di Leone.
La “Rerum Novarum”, un’enciclica sociale diffusa il 15 maggio 1891 in risposta alle tensioni sociali provocate dalla Rivoluzione industriale, auspicava che operai e ricchi industriali raggiungessero accordi di mediazione per la reciproca tutela dei diritti.
L’enfasi era sulla dignità del lavoro dell’uomo e sulla tutela dei diritti dei lavoratori e più in generale un impegno per la giustizia sociale.
Questa nuova enciclica ha le stesse caratteristiche: non è solo un invito all’utilizzo “umano” dell’AI, ma anche il richiamo al fatto che la sua introduzione nel mondo del lavoro – e non solo in quello – può provocare sconvolgimenti del patto sociale che vanno gestiti prima del loro sorgere.
Sembra che Leone XIV sia stato capace di individuare meglio di chiunque altro non uno ma più temi di discussione. Quelli che conformeranno il futuro prossimo e quello lontano.
Solo un’osservazione. Bisogna riconoscere la luminosità della visione del Pontefice e la validità, non solo pastorale, delle sue indicazioni sul cosa è giusto e cosa è assolutamente da evitare. Ma cosa fare e come farlo in pratica, per poter raggiungere quegli obiettivi, non c’era e non poteva esserci nell’enciclica.
Immiserire, allora, il valore del messaggio – sì, ma, in fondo, è facile dire cosa sarebbe giusto – è profondamente sciocco: e questo immiserimento può avvenire in molti modi, soprattutto dimenticando tutti gli elogi il giorno dopo averli fatti e proseguendo nei rapporti sociali e nel progetto di società futura così come sinora fatto. E che il Papa, senza dirlo espressamente, boccia a tutto campo.
Ma anche esaltare l’enciclica come fosse la panacea dei mali è sbagliato. Una strada è stata disegnata. Bisogna dire, con chiarezza, se si accetta di perseguirla e poi comportarsi di conseguenza. Vale per le forze politiche, per quelle intermedie, per ogni nucleo sociale, per gli individui.
Bisogna “fare”: il Papa ha indicato problemi e auspicato soluzioni, non ha risolto la bomba che si è innescata. Tocca all’intera società disarmarla.
Stavolta, più di altre, il comodo scaricabarile non è possibile





