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La sovranità italiana in bilico

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La sovranità italiana in bilico

Le colpe di un’Europa miope, stolta, anacronistica e fuori dal tempo

Maastricht 1992 è una data che, ancora oggi, è attuale.

L’Europa, essenza impalpabile, oggi, sulla base dei parametri di Maastricht 1992, impone all’Italia, Stato sovrano, o a sovranità limitata, regole finanziarie sulla scorta di accordi di 34 anni fa.

Accordi prima dell’entrata in vigore dell’euro del 2002, e prima dell’allargamento a est dell’Unione Europea, della crisi del 2008, della pandemia, della guerra in Ucraina, della guerra in Iran e chi più ne ha più ne metta.

Un’Europa miope, stolta, anacronistica e fuori dal tempo, che imporrebbe delle regole strette allo scostamento di bilancio richiesto dall’Italia – e non solo – in virtù di accordi di 34 anni fa.

Basterebbe questo per sollevare un polverone enorme, che metterebbe in crisi l’Europa stessa.

Ma non basta.

Quanto sta accadendo è la dimostrazione del fatto che l’Europa economico-centrica ha fagocitato la sovranità nazionale dei Paesi aderenti senza creare un’identità politica e istituzionale diversa e federata.

Un mostro con fauci mangia soldi e le gambe di sabbia incapaci di muoversi.

Non è possibile che la Commissione e la sua Presidente impongano a uno stato fondatore dell’Europa e fondamentale nello scacchiere geopolitico di sacrificare il bene dei propri cittadini per meri capricci a fronte dei cataclismi mondiali che abbiamo sopra citato.

Non esitiamo a dire che tutto questo è un attacco serio e grave alla sovranità nazionale e deve fare riflettere tutti i partiti dell’arco costituzionale, nessuno escluso.

La sovranità nazionale riguarda l’Italia e non è negoziabile.

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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