
di Giulio Galetti
Nel rimbalzo delle attribuzioni per la distruzione della diga Nova Kakhovka emerge un dato di fatto:
danneggia la controffensiva Ucraina che non è in grado di incalzare la ritirata in atto dalle posizioni occupate fino a pochi giorni fa dai russi;
danneggia in modo grave la linea di difesa russa e comporta perdite ingenti nell’esercito russo sua materiali che umane.
Esiste una terza possibilità che si fonda sulla osservazione della diga stessa prima della sua distruzione. Che ci fosse un problema lo dimostra l’immagine satellitare di Maxar del 28 maggio 2023, dove possiamo notare i danni presenti nella parte del ponte stradale nel lato ovest.
La struttura era da tempo danneggiata e priva di manutenzione, inoltre non vi sono prove evidenti di un bombardamento o di un’esplosione. Lo stesso sindaco di Kakhovka aveva inizialmente negato il tutto sostenendo che la città fosse tranquilla. Le immagini satellitari dimostrano che la struttura risultasse danneggiata nelle ultime settimane esattamente nell’area dove attualmente fuoriesce la maggior parte dell’acqua raccolta nel bacino. Tra i primi a diffondere gli scatti è il giornalista Evan Hill del Washington Post, mostrando le differenze tra le foto scattate dai satelliti Maxar tra il 28 maggio e il 5 giugno 2023, ossia il giorno prima del disastro.
28 maggio 2023 – il ponte stradale è ancora “integro”
5 giugno 2023 (alle ore 12:15) il ponte ha ceduto. Dal confronto è possibile osservare (evidenziato in verde) il punto probabilmente danneggiato durante le esplosioni avvenute nel novembre 2022, quando l’artiglieria russa colpi la diga nel corso delle operazioni che portarono l’offensiva russa a conquistare la Diga considerata strategica.
C’è inoltre da considerare le strane reazioni russe. Attraverso RIA Novosti (alle 5 del mattino fuso orario italiano), il sindaco di Nova Kakhovka Vladimir Leontiev (imposto dagli occupanti russi) smentisce le voci sulla distruzione della diga definendo il tutto come «sciocchezza senza fondamento», sostenendo che in città regnasse la calma e che nessuna esplosione si fosse verificata in peossimità della diga.
Cinquanta di minuti dopo, il sindaco smentisce se stesso e inizia a parlare di un’esplosione di lieve entità che avrebbe danneggiato però solo la parte superiore della centrale elettrica.
L’unica operazione riscontrata per ovviare allo stato critico della diga era stata quella dell’apertura di alcune paratie che controllano il flusso dell’acqua.
C’era un elevato rischio inondazione a causa di una situazione preoccupante del lago Kakhovka. Secondo le analisi effettuate tramite i satelliti, i livelli dell’acqua nel bacino idrico avevano raggiunto il picco massimo negli ultimi 30 anni, ma inspiegabilmente si registra un improvviso minimo storico nel mese di febbraio. Segno evidente di una “apertura” delle paratie. Risulterebbe plausibile che, di fronte a una situazione del genere, in assenza di manutenzione o consolidamenti, il rischio crollo e inondazione esisteva.
In mancanza di prove che dimostrino un bombardamento o un’esplosione, risulta plausibile considerare l’opzione che la diga sia crollata a causa della mancata manutenzione e della scarsa gestione da parte degli occupanti.





