IA – Intelligenza Artificiale
L’Intelligenza Artificiale (IA) è la capacità delle macchine di simulare funzioni cognitive umane come apprendimento, ragionamento, problem-solving e creatività, analizzando grandi quantità di dati per riconoscere schemi e prendere decisioni autonome, utilizzata in applicazioni che vanno dai motori di ricerca agli assistenti vocali e alle auto a guida autonoma, ma con la crescente attenzione sull’IA generativa che crea contenuti originali.
(Fonte e foto Web).
“Il tempo non esiste” di Carmine e Paradiso
Intelligenza Artificiale
Capitolo XXXVIII
L’umanità ha un grande futuro dietro le spalle.
IA – Intelligenza Artificiale, digitale, cibernetica che consente ai computer di eseguire funzioni avanzate, comprendere, vedere, scegliere, tradurre, trasformare il linguaggio parlato e scritto, costruire immagini e video dal nulla o modificando l’originale, analizzare dati, fornire informazioni e molto altro ancora.
Secondo la definizione scientifica, “IA” è la spina dorsale dell’innovazione nel computing moderno, che permette di generare valore con il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), estrarre testo e dati da immagini e documenti, trasformare contenuti non strutturati in dati pronti, offrendo insight strategici”.
È una definizione generica e semplificata di IA – AI (artificial intelligence in idioma anglosassone), che è molto di più e d’altro, un grande caleidoscopio d’informazioni di ogni genere da rielaborare, ordinare e archiviate in database pronti all’uso.
Una gigantesca enciclopedia digitale e strumento creativo al contempo, senza confini fisici, temporali e di utilizzo che accelera semplificando le ricerche, trova soluzioni a problemi e calcoli di varia natura.
IA si dovrebbe sostituire al lavoro umano, alla sua intelligenza neuronica creativa, alla ragione, al raziocinio, al possibile genio. Nulla di apparentemente negativo, come ogni subdola espressione umana, in concreto è l’archiviazione e riproduzione in serie di informazioni digitalizzate che diventeranno sempre più numerose e superate se non aggiornate dall’intelligenza umana che le alimenti.
Entrando in simbiosi con altri sistemi mediatici, video, vocali, di calcolo e informazione, potrà creare, simulare, modificare contenuti di ogni genere, video, immagini in successione come si trattasse di realtà, quindi, anche falsificando immagini, parole, persone, oggetti, quindi, fatti.
Il sistema non potrà prescindere dall’intervento umano, in assenza del quale IA non sarà più “intelligenza”, sfuggendo al suo controllo, assumendo, involontariamente, autonoma iniziativa, con possibili conseguenze negative inimmaginabili, come nella letteraria metamorfosi del Dottor Jekill in Mr. Hide.
Sembra di vivere tra le pagine di romanzi di fantascienza che per decenni hanno raccontato le più incredibili fantasie. Forse è giunto il momento del loro avverarsi.
La gestione di miliardi di dati e informazioni di cui sarà depositaria IA, richiederà una specifica competenza e un severo controllo, diversamente non irreggimentata nell’ambito di un sistema tecnico e normativo certo, la tecnologia potrebbe impazzire, indipendentemente dalla volontà umana.
I sistemi di scrittura digitale su smartphone e PC, forniscono suggerimenti che la memoria del dispositivo (device) offre all’utente, nella scelta dei vocaboli prima del completamento di una frase.
Il sistema, però, può sbagliare per motivi tecnici ovvero per erronea scelta dello scrivente, suggerendo un termine inappropriato, facendo assumere alla frase, al pensiero un significato diverso, magari inverso al desiderato o incomprensibile, con rischio di confusione ed ogni possibile negativa conseguenza.
Se un fenomeno simile accadesse in un processo di IA, nascerebbe l’equivoco, un errore dalle conseguenze imprevedibili, persino tragiche.
La materia è giovane, anche se già molto avanzata, richiede interventi oculati e saggi per impedire possibili devianze, un’involuzione tanto rapida da potere sfuggire al controllo umano e al suo corretto utilizzo. L’auspicio è che non debba mai verificarsi l’incidente che possa far dire che l’umanità ha avuto un grande futuro dietro le spalle, equivalente alla sua fine.
In materie di alta pervasività e delicatezza per il futuro dell’umanità, non è lecito coltivare solo speranza, dovendosi impegnarsi con la massima competenza e avvedutezza programmatica.
La divaricazione delle rette parallele costituite dal presente momento storico rispetto al più nobile passato, si aggrava sempre più per la scarsa presenza di Maestri, di menti illuminate, Guide in ogni campo dello scibile che insegnino, indicando il giusto cammino, la retta via da seguire nella ricerca e acquisizione di Saggezza e Conoscenza.
La memoria digitale è immediatamente fruibile, ma comporta rapida assuefazione rispetto ai metodi classici cartacei di apprendimento, com’era per le vecchie enciclopedie cartacee nelle polverose biblioteche, nello studio e ricerca nella scienza dei grandi pensatori, scienziati e scrittori.
La facilità d’uso della IA non potrà mai prescindere dall’intervento umano nell’innovare, inventare prospettive utili all’umanità, gli esperti cui sarà affidato il compito di alimentarla sono e saranno sempre espressione dei tempi, quindi, meno dotati di specifiche capacità innovative perché essi stessi figli di I A. Un circolo vizioso.
Trattandosi di macchina ad “alimentazione umana”, attraverso l’introduzione di miliardi di dati, in assenza della mente umana andrà in stallo, unico strumento capace di fornire il carburante cognitivo e risorsa per alimentarla. L’assenza di Maestri farà venire meno la materia prima di soggetti in grado di istruirla.
IA, come ogni nuova invenzione, possiede grandi potenzialità di crescita in prospettiva ma i risultati positivi risiedono nel corretto modo di formazione, controllo e utilizzo.
È l’equivalente della caldaia di una locomotiva ferroviaria d’antica memoria, funziona se nella fornace è immesso carbone da ardere e acqua nella caldaia, altrimenti si ferma, in assenza dei due elementi propulsivi per produrre il movimento.
Il processo d’integrazione e perfezionamento sarà lungo e laborioso, attraverserà fasi di perfezionamento per portarla a regime, nella speranza che, durante il cammino di crescita, non si producano devianze, poiché le innovazioni sono sempre armi a doppio taglio, se usate in modo errato possono produrre danni irreversibili.
La dinamite, l’energia nucleare, le automobili, le industrie, sono strumenti di miglioramento e semplificazione della vita ma diventano mezzi pericolosi di distruzione se utilizzati in maniera negativa, posti a disposizione di speculatori, incapaci o ambienti malavitosi.
La nascente IA, con le sue potenzialità e rischi, non dev’essere gestita dall’iniziativa privata, ma essere sottoposta al controllo di organi pubblici preparati allo scopo.
Come la produzione e vendita di esplosivi e armi sono regolati da leggi specifiche, così la futura cibernetica dovrà essere inquadrata in un’opportuna legislazione internazionale.
È impensabile che uno strumento dal dirompente potenziale, incontrollabile e smisurato, in grado di condizionare il mondo intero, possa dipendere dalla disponibilità privata senza regole e controlli.
Diversamente, accadrà quanto già in atto con il mondo digitale contemporaneo privo di regole e norme che lo disciplinino, con lacune e devianze di cui si stanno già verificando gli effetti negativi.
IA, è un’ulteriore, potentissima filiazione del mondo cibernetico, che si evolve alla velocità della luce, i cui risultati entusiasmano tecnici e utilizzatori, ora senza controllo sugli effetti, settori di utilizzo, mezzi e modi per studiare e risolvere le problematiche che ne nasceranno.
Ogni aspetto della vita contemporanea è amplificato rispetto al passato, le conseguenze positive e negative assumono un impatto repentino, superiore a qualsiasi altra passata esperienza, motivo che deve indurre gli Stati a prepararsi, disciplinando la materia in modo idoneo ed esaustivo.





