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IL SOVRANISMO IDEOLOGICO E GLI ANNI DI PIOMBO

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di Francesco Pontelli 

Al netto della considerazione del disastro della Seconda Guerra Mondiale, il fascismo sotto il profilo ideologico predicava e tentava di imporre il pensiero unico, mostrando di non tenere  in alcuna considerazione le posizioni differenti, arrivando fino a sopprimerle anche fisicamente, esattamente come nel nostro paese è successivamente accaduto durante gli anni di piombo.

La democrazia, invece, a differenza dell’ideologia fascista e comunista, lascia la completa ed assoluta libertà di pensiero fino allo stesso negazionismo assoluto (*), in quanto la libera espressione della mente non può essere assolutamente perseguibile a norma di legge.

La democrazia, infatti, punisce le azioni che possano scaturire da un pensiero ma mai le intenzioni, e la stessa apologia di reato colpisce chi voglia “esaltare o difendere pubblicamente, un’azione riconosciuta reato dalle norme del codice penale nella nazione in cui si vive e nel caso specifico”, quindi la ricostruzione del partito fascista e non certo il pensiero fascista”( XII Norma transitoria della Costituzione italiana).

Tornando alla libertà di pensiero si può essere intimamente fascisti pur mantenendo  il rispetto per lo Stato, esattamente come si può essere comunisti senza attentare alla vita della istituzione centrale. 

Viceversa, la richiesta da parte del comune di Vicenza o di esponenti politici e del mondo della “cultura”  di una  dichiarazione di antifascismo a prescindere, riedita la pseudo logica del politicamente corretto, ormai classico atteggiamento fasciocomunista massimalista molto apprezzato a sinistra,  della quale molti esponenti, in pieno delirio ideologico, sovente si dimostrano non  in grado di comprendere il senso reale di una democrazia che prevede comunque il rispetto anche per gli avversari politici, che per questo si considerano addirittura nemici. 

Tutto questo esce dal perimetro del rispetto ideologico, non rappresentando più una democrazia, in quanto siamo di fronte all’applicazione di una dottrina massimalista, sia a destra che a sinistra, lontana anni luce da ogni principio di  democrazia come dal proprio concetto istitutivo.

Quando si sceglie un simbolo, come ora lo scrittore Scurati, si cerchi di individuarne uno veramente democratico, perché questa continua contrapposizione tra il bene ed il male ideologici pone solo le basi per una nuova stagione degli anni di piombo, in quanto sono già entrate nella retorica politica le basi giustificative per i compagni o camerati che si accingono a “sbagliare”.

A molti sfugge come si sta giocando con il fuoco attraverso questa esasperazione della contrapposizione politica, espressione di un vero e proprio sovranismo ideologico, per ora rimasta   solo tale, ma che in un attimo può diventare armata.

(*) tanto delle Foibe che dello stesso Olocausto 

Autore

  • Redazione

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