
di Paola Bergamo
Orribili cartelli sono stati sventolati per le vie delle nostre citta’. Chi non si dissocia e tace se ne rende complice. Le manifestazioni di piazza che da giorni imperversano per l’Italia, sotto l’ala del sindacato intento a bloccare tutto come protesta contro il massacro di Gaza, portano in se’ terribili ombre. Se da una parte la partecipazione popolare è segno delle vivacità di un popolo e di democrazia, tuttavia non si può sorvolare che in questi giorni abbiamo assistito anche a cruenti scontri con la Polizia, mettendo a ferro e fuoco zone delle città in una vera e propria guerriglia urbana a suon di spranghe e bombe carta. Ma ancor più disperante e insopportabile e’ quel grido ululato sguaiato e feroce : “FREE FREE PALESTINE FROM THE RIVER TO THE SEA”! Elevati a bandiere vi erano cartelli inneggianti all’impiccagione di Sionisti , o altri che definivano “Resistenza” il giorno del 7 ottobre dove fu inumana e feroce la carneficina perpetrata contro la popolazione civile e inerme trucidata nei loro kibbutzim al confine di Gaza. Un pogrom che non risparmio’ nemmeno quei giovani, ignari di tutto, che si erano riuniti in un party per ballare insieme e che invece trovarono violenza e morte ad attenderli! E’ chiaro che i giovani scesi in piazza in questi giorni, cosi’ come adulti e anziani in quello che è sembrato un forte patto inter-generazionale, lo hanno fatto sulla comprensibile e condivisibile ondata emotiva di uno smarrimento, forte sconcerto e grande stanchezza nel vedere cosa sta quotidianamente succedendo a Gaza ! Tutti siamo offesi nell’intimo nell’incrociare, attraverso i pixel dei nostri schermi, gli sguardi di chi ha fame , del dolore negli occhi di chi ha perso affetti, casa, radici! Perché non c’è dubbio che quello che accade a Gaza tormenta l’animo! Cosi’ come sconcerta anche constatare che le due parti in causa, sotto sotto sperino che l’altra faccia naufragare l’ ennesima proposta di Pace, questa volta definita eterna ma che se fallisce sara’ fonte di un inferno inaudito, secondo le parole dello stesso Presidente americano Donald Trump. Ma la guerriglia urbana e le urla sconsiderate con slogan che ripetono e echeggiano gli slogan dei terroristi vanificano lo sforzo di chi ha manifestato in buona fede. “Libera Palestina dal fiume, cioè dal Giordano, e fino al mare, cioè il Mar Mediterraneo! “ Ma questo altro non significa che inneggiare alla eliminazione di Israele dalla faccia della terra; significa manifestare per sostenere Hamas, Hezbollah, Houti, Iran e tutti coloro che non mirano alla pace tra i popoli ma eliminare un preciso popolo presente in quella terra, uno Stato, quello che ha subito il pogrom del 7 ottobre, Israele! Un conto è manifestare pacificamente inneggiando alla conciliazione tra le genti che vivono la’ dove si incrociano le tre grandi religioni monoteiste, altra cosa è propendere per il terrorismo incendiando nel nome dell’odio le nostre città ! Nella migliore delle ipotesi ci troviamo innanzi a piazze in cui regna sovrana l’ ignoranza storico-geografica; gli ignoranti sono facilmente manipolabili (!); nella peggiore delle ipotesi siamo innanzi a piazze infiltrate dal terrorismo e di giovani che si rendono complici dello stesso, come di quegli incoscienti facinorosi che, con spranghe manganelli e bombe carta, sfogano la loro rabbia, esacerbano le cose, sono spinti dall’odio e distruggono tutto quello che incontrano, quale probabile manovalanza al soldo di chi cerca anche di destabilizzare il Paese.





