Intanto, l’Arabia Saudita chiede aiuto contro gli Houthi
Sempre più incertezze e versioni sovrapposte si addensano sull’accordo o, forse, si potrebbe dire gli accordi tra Trump e Putin.
All’annuncio dei 4,8 milioni di tonnellate di diesel in arrivo sui mercati dalla Russia, si era detto che la contropartita era l’allentamento delle sanzioni USA sul commercio petrolifero russo.
Poi si è aggiunta la dichiarazione del Presidente americano sulla necessità che Zelensky si facesse da parte.
La si era attribuita alla reazione sdegnata di Zelensky sull’accordo per il diesel e qualcuno lo aveva visto come contropartita dell’accordo.
In realtà, la motivazione può essere rappresentata dalle distruzioni operate dall’Ucraina in Russia.
Poi la Reuters aveva rivelato che l’accordo avrebbe anche un sottofondo “familiare”.
Jared Kushner, genero di Trump, avrebbe, nei suoi colloqui con KIRILL Dimitri – stretto collaboratore di Putin, incontrato nell’ambito delle trattative per la pace in Ucraina – discusso la possibilità di fare entrare investitori americani nei gasdotto Nord Stream 2, quello distrutto dagli ucraini nel settembre 2022.
L’importanza dell’accordo sta nei vantaggi economici che potranno arrivare dopo la fine della guerra dalla ripresa dei flussi. Per questo pare che Nord Stream abbia sempre fatto parte dell’Ordine del giorno dei colloqui, come altre relative ad accordi economici.
Un funzionario della Casa Bianca in proposito ha dichiarato che “Qualsiasi accordo dovrà essere negoziato dalla Russia con la DFC (US International Development Finance Corporation) e con il dipartimento del Tesoro, e dovrà andare a vantaggio dei contribuenti e delle aziende statunitensi”.
In questo quadro, già abbastanza articolato, si inserisce la notizia di una nave, partita da San Pietroburgo il 22 ottobre, quindi molto prima dell’annuncio dell’accordo sul diesel, che si pensava trasportasse petrolio, invece è carica di UAN, un fertilizzante azotato. La nave è attraccata a Wilmington, in North Carolina.
È lecito, a questo punto, pensare che gli accordi tra Trump e Putin siano più ampi del diesel e che per questo Trump si sia sentito in diritto addirittura di proclamare una “tregua energetica”, ovviamente ignorata da ambo le parti.
Ma, all’orizzonte di Trump, arriva un’altra nuvola: l’Arabia Saudita chiede aiuto contro gli Houthi.





