Home Cronaca “Freedom Shield 26”: esercitazione militare congiunta di USA e ROK

“Freedom Shield 26”: esercitazione militare congiunta di USA e ROK

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esercitazione militare

La più grande esercitazione militare congiunta in un contesto di crescenti tensioni regionali

Lunedì 9 marzo 2026, Stati Uniti e Repubblica di Corea, ROK, hanno dato il via alla loro grande esercitazione militare annuale congiunta, dal nome in codice “Freedom Shield 26”, con una dimostrazione di forza su larga scala volta a rafforzare le loro capacità di difesa combinate contro le minacce nucleari nordcoreane.

L’esercitazione, della durata di dieci giorni e che si svolgerà fino al 19 marzo, coinvolge migliaia di soldati e giunge in un momento di complesse manovre geopolitiche nella penisola coreana e di mutevoli impegni militari statunitensi all’estero.

Secondo i Capi di Stato Maggiore Congiunti della Corea del Sud, circa 18.000 soldati sudcoreani stanno partecipando all’esercitazione.

Le Forze Armate Statunitensi in Corea (USFK) non hanno rivelato il numero esatto di personale americano coinvolto, ma l’esercitazione è progettata per migliorare la prontezza operativa in un “ambiente operativo combinato, interforze, multidominio e interagenzia”.

“Freedom Shield 26” è in gran parte un’esercitazione simulata al computer, ma è accompagnata da una componente di addestramento sul campo. Quest’anno, gli alleati condurranno 22 esercitazioni sul campo, una riduzione significativa rispetto alle 51 condotte nello stesso periodo dell’anno scorso.

I funzionari di entrambe le nazioni sottolineano che le esercitazioni sono di natura difensiva e si concentrano sulla deterrenza delle armi di distruzione di massa.

L’esercitazione di quest’anno punta a valutare le capacità dell’alleanza nel trasferire il controllo operativo in tempo di guerra (OPCON) da Washington a Seul.

Durante l’esercitazione, i militari condurranno una valutazione congiunta per determinare se il futuro Comando Congiunto delle Forze (CFC) potrà operare efficacemente nell’ambito del trasferimento del controllo bellico all’attuale amministrazione.

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung si è impegnato a raggiungere una transizione OPCON prima della fine del suo mandato nel 2030.

Gli scenari di addestramento comprendono esercitazioni operative complesse e realistiche. L’Ottava Armata statunitense ha evidenziato che l’esercitazione includerà un’operazione aviotrasportata combinata, con paracadutisti dell’11ª Divisione Aviotrasportata schierati dall’Alaska.

Questa dimostrazione sottolinea la capacità americana di proiettare rapidamente la propria potenza nel teatro coreano. Altre manovre previste includono assalti aerei combinati con fuoco vivo, operazioni di attraversamento di varchi ed esercitazioni di evacuazione medica.

Con una dimostrazione di unità internazionale, diversi stati membri del Comando delle Nazioni Unite (UNC) stanno contribuendo con il proprio personale all’esercitazione. Gli “Augmented” dei Paesi membri dell’UNC sono arrivati ​​sulla penisola nei giorni precedenti l’esercitazione, partecipando a sessioni di orientamento che includevano visite alla Joint Security Area (JSA) di Panmunjom.

Esistono molte teorie su cosa costituisca deterrenza. Ma una cosa che sappiamo è che molte bandiere fanno la differenza nella mente dei potenziali avversari, cioè il potere simbolico della presenza multinazionale.

In conformità con l’Accordo di Armistizio, la Commissione di Supervisione delle Nazioni Neutrali, composta da rappresentanti di Svezia e Svizzera, sta monitorando le esercitazioni per garantirne il rispetto.

L’inizio dell’esercitazione coincide con l’intensificarsi del conflitto statunitense in Medio Oriente, portando a ipotizzare che Washington stia ridistribuendo risorse dalla penisola coreana.

I media locali, tra cui l’agenzia di stampa Yonhap, hanno riportato movimenti insoliti di aerei da trasporto militari statunitensi e il trasferimento di batterie di difesa missilistica Patriot all’interno della penisola, alimentando le speculazioni sulla possibile destinazione di alcune attrezzature in Medio Oriente.

Le Forze Armate statunitensi in Corea hanno rifiutato di commentare specifici movimenti di risorse, citando motivi di sicurezza operativa.

Tuttavia, la portavoce del Ministero della Difesa sudcoreano, Jeong Bit-na, ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica, affermando: “L’esercitazione congiunta Corea del Sud-Stati Uniti si sta svolgendo normalmente, indipendentemente dalla situazione in Medio Oriente… C’è una comunicazione costante tra le forze armate statunitensi e la nostra parte per garantire che non vi siano problemi o lacune in materia di sicurezza”.

Come prevedibile, le esercitazioni congiunte hanno suscitato una dura condanna da parte di Pyongyang, che le ha a lungo denunciate come prove generali per un’invasione. Le esercitazioni seguono un importante congresso del Partito dei Lavoratori, in cui il leader nordcoreano Kim Jong Un si è impegnato ad ampliare il suo arsenale nucleare e ha descritto la Corea del Sud come “l’entità più ostile”.

Gli analisti hanno notato un cambiamento sottile nella retorica di Pyongyang. Pur inasprendo la sua posizione nei confronti di Seul, Kim Jong-un ha lasciato la porta aperta al dialogo con Washington e ha suggerito che gli Stati Uniti dovrebbero abbandonare la richiesta di denuclearizzazione come precondizione per i colloqui.

I funzionari sudcoreani stanno osservando attentamente se la visita programmata del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Cina alla fine di questo mese possa creare un’opportunità per una rinnovata azione diplomatica.

Questa speranza potrebbe aver influenzato la decisione di Seul di ridurre il numero di esercitazioni militari quest’anno per evitare di provocare la Corea del Nord.

Nonostante tali considerazioni di carattere diplomatico, l’alleanza sottolinea l’importanza della prontezza militare dimostrata durante l’esercitazione “Freedom Shield 26”.

Con il proseguire dell’esercitazione, sarà opportuno osservare attentamente se tale dimostrazione di forza consoliderà la deterrenza o infiammerà ulteriormente le tensioni con una Corea del Nord dotata di armi nucleari.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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