
di Giuseppe Muratore
Si sono chiusi i seggi elettorali in Sardegna e finalmente c’è stato un seppur bradipesco spoglio.
Abbiamo avuto in realtà la sagra del nulla, ovviamente. Da una parte il Partito Democratico alleato di Conte, una infida consorteria che odia gli italiani, per i quali Bruxelles ha sempre ragione e che in Sardegna, e non solo in Sardegna, ha distrutto la Sanità pubblica, dando 110 milioni di euro l’anno al Mater Olbia di proprietà dell’Emiro del Qatar che dispone di argomenti molto… persuasivi.
Un Soru che non è esente della reale pochezza del Partito Democratico, come pure soprattutto il Centrodestra con un candidato mediocre, che da sindaco ha trasformato Cagliari in un campo di battaglia e che francamente appare di natura meno che modesta.
Ma la Sardegna è ovviamente solo un riflesso dell’intero paese. Il centrodestra ha avuto la sua occasione ma si è rivelato incapace di produrre una classe dirigente degna di questo nome, con un Governo che è solo la continuazione di quello di Draghi con altri mezzi e che è più filoamericano e a favore di Confindustria di quanto lo fossero i Repubblicani di Spadolini.
Finirà il Centrodestra e torneranno quelli del Partito Democratico, falsi, mediocri e distruttori di questo paese. E così sarà, in una eterno Helter Skelter, una eterna alternanza di queste tragiche comparse. Così è dal 1992, anzi dal 1978 quando Moro lucidamente previde che la sua morte avrebbe segnato la fine della Democrazia Cristiana e della Prima Repubblica.
Ma basta che ci sta o Sole…





