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Eh no. Non è solo la CO₂

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CO₂

Il paradosso della qualità dell’aria

A disturbare la narrazione monocorde dell’usual villain, ossia del biossido di carbonio, è arrivata sul finire degli anni ’80, la sorpresa del ruolo di forzante climatico negativo, ossia raffreddante, rappresentato dagli aerosol, le particelle, naturali o antropiche, in sospensione nell’aria, e dalla loro interazione nella formazione delle nuvole basse.

L’IPCC riconosce che, oggi, circa 0,5 gradi di maggior riscaldamento globale, rispetto all’epoca preindustriale, sono attribuibili, direttamente o indirettamente, alla drastica riduzione degli aerosol.

Grazie, infatti, alle stringenti politiche antinquinamento, soprattutto europee, introdotte a partire dagli anni ’80, sono state tagliate le emissioni di solfati, nefaste sì per la nostra salute ma, anche, potenti forzanti climatici che schermavano l’irradiazione solare.

Inoltre, rispetto al XIX secolo, sono anche venute meno le grandi attività vulcaniche (Tambora e Krakatoa) che liberavano in atmosfera enormi quantità di ceneri, anch’esse riflettenti la radiazione solare verso lo spazio e, quindi, con effetto raffreddante sulle temperature globali.

La cessazione delle eruzioni, insieme alla ripresa dell’attività solare, aveva segnato la fine della piccola era glaciale attorno al 1850, ossia nel periodo di transizione tra la prima e la seconda Rivoluzione industriale.

A partire dall’ultimo quarto di secolo XX, man mano che questi aerosol diminuivano – e pur in presenza di un relativo rallentamento dell’attività solare – la superficie terrestre iniziava a essere raggiunta da più energia irradiata dalla nostra stella.

La diminuzione degli aerosol riduceva, inoltre, il supporto per la condensazione delle particelle di vapore acqueo, che formano le nubi basse che costituiscono, a loro volta, un ulteriore ombrello riflettente verso lo spazio l’energia solare in arrivo.

È il paradosso della qualità dell’aria: atmosfera più pulita ma anche più trasparente all’irradiazione solare, maggior assorbimento da parte di oceani e suolo e innesco di una serie di retroazioni che amplificano il riscaldamento delle temperature globali.

Eh no. Non è solo la CO₂…

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