Home Politica C’È UN INCENDIO NEL CUORE DELL’UE MA NON SI VOGLIONO CHIAMARE I...

C’È UN INCENDIO NEL CUORE DELL’UE MA NON SI VOGLIONO CHIAMARE I POMPIERI

0

Nell’Ue, ha detto la baronessa Ursula c’è qualcuno che vorrebbe “riaprire i rubinetti del gas e del petrolio” russi. Sarebbe “un errore storico”, che “non permetteremo”.

Frasi riportate con crudezza da Silvano Danesi direttore del Nuovo Giornale Nazionale per dimostrare come la Ue abbia ormai perso il contatto con la realtà dell’evoluzione geopolitica in corso.

C’è da domandarsi come possa essere possibile che non venga presa in considerazione l’apertura dei gasdotti e oleodotti con cui la Russia fornisce alla Cina giornalmente a prezzi che condizionano il mercato mondiale.

Questo “è il punto centrale “che la sclerotica burocrazia Ue, che fa capo ad una incapace presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, non è mai stata in grado di affrontare e gioca con parole sconsiderate come fossero bambole, pensando solo prioritariamente ad un riarmo dei Paesi europei con il portafoglio dei cittadini.

Un disastro politico palese se si osserva quali effetti produce. Effetti che si ripercuotono contro l’Ue su più piani, con una brutale risposta. E non leggere il significato della risposta che danno gli elettori in ogni Paese è da suicidio acclarato .

Lo spettacolo indecoroso dell’elezione del governo tedesco attraverso una manfrina da cabaret ne è stata una palese dimostrazione in diretta tv. Il governo francese viene cacciato a pedate da tutti i paesi africani e privato dello storico controllo coloniale delle loro materie prime.

Gli Usa con Trump hanno acquistato il monopolio dell’Ucraina, mortificando l’Europa che non è più in grado di toccare palla ma partecipa al sostegno finanziario ad una guerra che di fatto politicamente la imprigiona per l’oggi e per il prossimo futuro.

Questo tema strategico fondamentale la Ue non è mai stata in grado di affrontare con il dovuto senso di responsabilità, marcando come oggettivamente vi sia una carenza di visione geopolitica.

In tutto questo contesto – i demenziali consiglieri ottimati, cooptati della Ue sembrano sempre più gattini ciechi, privi di un reale contatto con la realtà.

Si è affermato e terminato di costruire il gasdotto collega Russia e Cina, con i cinesi che pagano il gas una frazione di quello che costa in Italia e tutto questo è stato ed è preso spudoratamente alla leggera senza avere la capacità di valutarne le conseguenze.

Le nostre imprese non potranno essere competitive con la tassazione più alta al mondo e il costo dell’energia 10 volte quello cinese.

La dinamica dei salari in Italia non può andare solo in parallelo con gli aumenti della tassazione delle bollette di luce e gas e trasporti, il tutto per sostenere la mirabile follia di una Ue che vuol imporre politicamente con modalità istituzionali un handicap come è il Green Deal.

C’è un incendio politico in corso e vi sono dei responsabili che hanno implementato l’incendio ma, ancora, non si ha coscienza di chiamare i pompieri.

In questo caso i pompieri sono gli elettori europei che hanno diritto di avere voce in capitolo

L’Europa è una immensa Alcatraz, ci hanno isolato dal mondo e siamo in balia delle lobby della finanza internazionale che muovono guerre a pretesto.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui