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Cateno De Luca al centro della politica siciliana

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Sicilia

Dopo le elezioni a Messina e in Sicilia il “Governo di Liberazione” alla Regione

Il trionfo di Federico Basile a Messina e di Melangela Scolaro, nelle elezioni del sindaco a Messina e a Barcellona Pozzo di Gotto, primo comune della provincia peloritana, e le significative affermazioni nel resto della consultazione amministrativa in Sicilia, pongono, inequivocabilmente, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, oltre che deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, al centro della politica siciliana.
Intollerabili sono al riguardo le dichiarazioni di chi, sconfitta clamorosamente nel sostegno a un candidato nella corsa per il sindaco a Messina e sempre bocciata nelle elezioni al parlamento nazionale nel collegio del capoluogo peloritano, ma con rilevanti posizioni di governo, afferma che Sud chiama Nord, il movimento di De Luca, sarebbe “un’anomalia”, dimostrando di non rispettare, in alcun modo, la volontà degli elettori e la stessa concezione della democrazia, basata sulla sovranità popolare.

Non vi è dubbio che Cateno De Luca abbia, adesso, quella posizione politica di leader coalizzante – secondo la definizione politologica di Norberto Bobbio – lasciando agli schieramenti di centro-destra e di centro-sinistra il ruolo di coalizzati in Sicilia.

De Luca, forte del suo “coalition power”, pone, legittimamente, al centro delle dinamiche politiche siciliane la sua candidatura alla Presidenza delle Regione siciliana, anzi, secondo la prospettiva sturziana a “Sindaco della Sicilia”, con la proposta, politica e programmatica, del “Governo di Liberazione”.

Una proposta di rilancio dell’Autonomia statutaria, ma non secondo il vecchio autonomismo di tipo riparazionista e rivendicativo, che, attraverso l’ascarismo politico, ha consegnato i siciliani alla subalternità centralistica.

Una proposta di rilettura dello Statuto speciale finalizzato, prim’ancora che alla sua riforma, a un’attuazione al passo con i tempi, integrato nelle dinamiche politiche, economiche e sociali nazionali, europee e globali, come si suol dire con un efficace slogan “tra globale e locale”, guardando, con attenzione, all’ipotesi di Macroregione mediterranea.

La proposta di Cateno De Luca è quella dell’autorganizzazione politica e sociale e della responsabilità dal basso, di un nuovo comunitarismo nel quale il termine “comunità” non è riducibile a un semplice fatto sociologico o geografico.

Esso indica, piuttosto, un orizzonte etico, una visione strategica, un contesto normativo nel quale le persone trovano significato, che, però, abbisogna di una classe dirigente credibile ma anche, e forse soprattutto, di consapevolezza della gente sul territorio, che, in Sicilia, deve rivolgersi alla difesa delle radici storiche e delle identità culturali, al sostegno ai corpi intermedi sociali tra istituzioni pubbliche e mercato, al decentramento dell’economia, in primo luogo delle banche in funzione dell’accesso al credito dei singoli cittadini e delle piccole imprese, al welfare locale messo a rischio in termini di secessione sociale dal mercato globalizzato.

Vengono alla mente le teorie del filosofo americano Michael Walzer, con il rispetto simbolico, culturale e politico delle identità collettive.

Esiste una Sicilia che vuol cambiare ed è formata dalla maggioranza delle cittadine e dei cittadini, nei cui confronti la proposta di un “Governo di Liberazione” si rivolge, che rappresenta il contrario del campanilismo e del localismo e costituisce l’incontro tra globale e locale, tra una visione non provinciale e la riscoperta delle radici storiche e culturali dei luoghi.

La visione di una regione baricentro del Mediterraneo, che crea prospettive di sviluppo attraverso il confronto e l’alleanza con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e un nuovo meridionalismo.

È, in definitiva, una proposta di liberare le siciliane e i siciliani attraverso loro stessi, su cui si basa l’azione politica e amministrativa di Cateno De Luca.

Autore

  • Maurizio Ballistreri

    Maurizio BallistreriMaurizio Ballistreri, Ordinario ab. di Diritto del Lavoro Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell'Università di Messina. Delegato della Rettrice dell'Università di Messina alle Relazioni sindacali. Direttore degli "Annali" della Facoltà di Economia dell'Università di Messina. Componente del Centro de Estudos, Jurídicos Económicos e Ambientais dell'Universidade Lusíada di Lisbona. Rank Full Teaching Professor International Academy of Social Sciences of Catholic University of New Spain, Florida, USA. Presidente Istituto di Studi sul Lavoro, Roma.

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