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L’altra metà del cielo

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L'altra metà del cielo

Sono i numeri a fare la presunta realtà

Attualmente, nel mondo, i numeri sono più o meno questi.

2,4 miliardi di individui cristiani, cattolici protestanti e ortodossi; 4,4 miliardi di individui che ancora credono – e, quindi, si affidano alla scienza e alla fede corrispondente – nel Dio di Abramo e da cui discendono le diverse forme religiose dell’ebraismo, cristianesimo e islamismo; rispetto al dato complessivo di 8,1 miliardi di individui che dimorano attualmente nel mondo.

I numeri non sono la realtà, ma è con essi che noi umani (e non solo) diciamo le cose che accadono.

Infatti, sono i numeri a fare la presunta realtà e, cioè, crediamo alla realtà quale che sia, ovvero misuriamo la realtà quale che sia appositamente mediante i numeri; in quanto capaci, in qualche modo, che lo stesso Pitagora non sapeva come dire, di misurare la realtà, pertanto supposta tale, che circonda ogni cosa e, quindi, comprende anche noi stessi, che ancora ci diciamo umani.

Le macchine e l’IA, autonomamente e ammesso che possano in qualche modo esserlo, non fanno ancora parte di questo “nostro” discorso.

Allora, un esempio può servire almeno in parte a fare un po’ di chiarezza: in un mondo causale, i principi logici non concernono più la verità, ma l’azione: con 2 euro posso comprare sia un litro di benzina che un litro di latte, ma non tutti e due.

E, pertanto, il principio matematico secondo cui A è l’equivalente di A & A è dinamicamente falso (cfr. J. Y. Girard, Il sogno del segno o il fallimento del riduzionismo, 1989).

Una parafrasi – permettetemi di dire – per dire, e scusate la ripetizione senz’altro voluta (repetita iuvant), che attualmente le “due metà del cielo” sono queste: da una parte il cielo di Abramo, dall’altra il cielo di tutti coloro che non credono alla realtà di un Dio unico.

Ma, sia chiaro per tutti: in entrambi i casi, i numeri e così le diverse realtà presunte o immaginate non sono altro che assiomi, postulati o dogmi. E, quindi, potremmo anche azzardare di dire “veri fino a prova contraria”.

Ciò detto, molti, ma non ancora abbastanza, si interrogano sul/i perché siamo giunti alla situazione del mondo attuale, di nuove divisioni e separazioni, qui e ora.

E, allora, c’è di vero che la storia comunque continua: Baldr e Hodr escono di nuovo insieme dal regno di Hel, a dispetto di tutti i “millenaristi” di ogni tempo e luogo e delle schiere di scienziati e fedeli seguaci della “fine della storia e l’ultimo uomo”.

Salvo poi scoprire, questi ultimi, che la realtà e i numeri dicono altro, esattamente l’Altro rispetto a ciò che accade e, quindi, si manifesta.

E anche qui, sul punto, vorrei proporvi un solo esempio, credo bastevole: come conciliare la realtà presunta dell’avvento messianico con il celibato sacerdotale della “prima Roma” e le sorti magnifiche e progressive del nuovo “sole nascente”, ovvero una “quarta Roma”?

Delle due, l’una o l’altra; anche se potrebbe trattarsi di un “mistero buffo” anche questo.

Ma, quel che è certo, non un vero mistero.

Autore

  • Angelo Giubileo

    Angelo GiubileoAngelo Giubileo, filosofo, giurista, giornalista e scrittore. Si è occupato e si occupa principalmente della divulgazione e comprensione del pensiero di Parmenide.

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