Home Politica FINMECCANICA, CACCIA E BASI IN KUWAIT: L’AFFARE-SLALOM E MISTER GHANIM

FINMECCANICA, CACCIA E BASI IN KUWAIT: L’AFFARE-SLALOM E MISTER GHANIM

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SU Il Fatto Quotidiano nel gennaio 2016, Marco Lillo scriveva: “Si chiama Fouad Al Ghanim ed è la chiave usata da Finmeccanica per portare a casa la vendita da 8 miliardi di euro di 28 cacciabombardieri Eurofighter Typhoon al governo del Kuwait. L’accordo definitivo sarà firmato probabilmente lunedì 18 gennaio a Kuwait City. Sarà bene ricordare questo nome quando ripartiranno le polemiche e Alessandro Di Battista del M5s riproporrà la domanda a Renzi: “Come puoi dire che contrasti il terrorismo se stai vendendo armi a Paesi che sostengono il terrorismo?”. Effettivamente il sottosegretario per la lotta al terrorismo degli Usa, David Cohen, ha definito il Kuwait “l’epicentro della raccolta di fondi per i gruppi terroristici in Siria”. Al Fatto però risulta che il partner prescelto da Finmeccanica sia una sorta di agente commerciale degli americani in Kuwait. Non solo. Secondo i report dell’ambasciata Usa pubblicati da Wikileaks, Al Ghanim non finanzia l’Isis ma la lotta all’Islam estremista”.
Lillo ricorda che “i particolari dell’accordo sono coperti dal segreto” ma che al “Fatto risulta che, accanto alla fornitura di aerei dal consorzio Eurofighter al Kuwait, ci sarebbe un secondo affare inedito: la creazione di una joint venture della sola Alenia (parte del consorzio con tedeschi, spagnoli e britannici) con il gruppo Fouad Al Ghanim & Sons, per costruire e gestire la base aerea. Al Ghanim, 71 anni, è laureato all’Università dello Iowa e rappresenta molte società americane in Kuwait nel settore difesa (Sikorsky Aircraft) e automobili (General Motors). Al Ghanim è membro dell’Usmep (l’US-Middle East Project del think tank Usa Council on Foreign Relation) di cui fanno parte l’ex presidente della Trilateral e prima ancora della Federal Reserve, Paul Volcker, e l’ex premier italiano Giuliano Amato, oltre allo storico uomo di Eni negli Usa, il vicepresident senior Enzo Viscusi. Insomma Fouad, a dispetto del turbante in testa, è un kuwaitiano made in Usa”.

 

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  • Redazione

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