Le radici di questo processo affondano in Italia
Hanno criticato l’Europa, ma il mondo moderno ha adottato il suo modello.
Nel dibattito pubblico è frequente sentire che l’Europa rappresenti ormai il passato, mentre il futuro apparterrebbe ad altre potenze.
Teoria che, paradossalmente, è veicolata da Bruxelles, che descrive il continente dimenticandosi della sua storia, omettendola alle nuove generazioni. Un gioco che ha svuotato la società europea.
Eppure, osservando la storia di lungo periodo, emerge un dato: tutte le grandi potenze contemporanee hanno costruito la propria modernizzazione adottando, in misura diversa, istituzioni, tecnologie e modelli di organizzazione sviluppati in Europa.
Le radici di questo processo affondano in Italia. Roma non fu soltanto una potenza militare, ma realizzò un sistema amministrativo senza precedenti: diritto scritto, cittadinanza, infrastrutture, fiscalità, organizzazione territoriale e una pubblica amministrazione capace di governare milioni di persone.
Dopo la caduta dell’Impero d’Occidente, buona parte di questa eredità sopravvisse attraverso il diritto romano, la Chiesa, i comuni, le università medievali e le monarchie europee.
Tra Rinascimento, Rivoluzione scientifica, Illuminismo e Rivoluzione industriale, l’Europa elaborò un modello destinato a trasformare il mondo: lo Stato moderno, la ricerca scientifica organizzata, il capitalismo industriale, il sistema bancario, le grandi università, la navigazione oceanica e una capacità produttiva senza precedenti.
Fu questo insieme di innovazioni, più ancora della sola forza militare, a consentire all’Europa di esercitare un’influenza globale.
Anche il Regno Unito, protagonista della prima rivoluzione industriale e della costruzione del più vasto impero della storia, rappresentò una prosecuzione di questa tradizione. Molti storici hanno evidenziato le analogie tra Roma e Londra: due potenze capaci di creare reti commerciali, sistemi giuridici e amministrazioni estese ben oltre i propri confini.
Gli Stati Uniti nacquero all’interno della civiltà europea. La lingua, il diritto di common law, il costituzionalismo, la filosofia politica illuminista e perfino l’architettura monumentale di Washington richiamano apertamente il patrimonio classico europeo e romano. L’innovazione americana si è sviluppata su queste fondamenta, contribuendo poi ad ampliarle.
Lo stesso percorso si ritrova in Asia. Dopo la Restaurazione Meiji del 1868, il Giappone modernizzò rapidamente esercito, industria, scuola e amministrazione studiando i sistemi britannico, francese e tedesco.
La Cina del XX e XXI secolo ha mantenuto un proprio sistema politico, ma la sua crescita economica si è basata sull’industrializzazione, sull’università moderna, sulla ricerca scientifica e sull’organizzazione produttiva sviluppate in Occidente.
La Russia, a partire da Pietro il Grande, cercò a sua volta di importare tecnologia, amministrazione e competenze europee, pur conservando una propria identità politica e culturale.
Povera Europa.





