La macchina statale italiana una bomba pronta a esplodere
Immaginate di essere catapultati alla scrivania del governo del Paese (io l’ho fatto nel mio libro “Come ti salvo il paese”).
Il giorno successivo al vostro arrivo dovranno essere versati gli stipendi di oltre 4 milioni di dipendenti pubblici e gli assegni di oltre 16 milioni di pensionati e circa 3 milioni di assegni per sussidi di varia natura e dovranno essere rimborsati 400 miliardi di euro di titoli pubblici in scadenza proprio quando vi siete insediati.
E questo mentre fuori dalla finestra del palazzo le opposizioni avanzano richieste assurde e promettono manifestazioni e scioperi, scandali e dossieraggi, dall’estero i vari scenari geopolitici di conflitti nel mondo chiedono il vostro posizionamento e magari le vostre risorse, e i mercati finanziari aspettano le vostre performances sullo spread, e l’UE è pronta a sanzionarvi per un eccesso di deficit, i giornali inventano ogni nefandezza sul vostro conto per screditarvi, e altri soggetti sono pronti a bloccare ogni vostra iniziativa per migliorare l’ordine pubblico o per la difesa dei confini, o semplicemente per migliorare e razionalizzare il funzionamento della macchina pubblica.
Pochi hanno davvero il coraggio di prendersi simili responsabilità e tra quelli, purtroppo, in prima fila c’è sempre proprio chi ha fatto saltare i conti del bilancio pubblico con bonus fuori controllo e sussidi erogati a chi non aveva voglia di lavorare, ha bloccato imprese e lavoratori con chiusure imposte, causando un PIL negativo del 9 %, oppure chi ha accettato di far sbarcare un milione di clandestini tutti in Italia per avere meno vincoli europei, perché costoro non hanno una coscienza che li frena, ma solo la sfrenata ambizione di comandare pur nella consapevolezza di non esserne capaci.
La macchina statale italiana è una bomba pronta a esplodere sotto chiunque decida di guidarla con poca saggezza.
Quindi, va fatto uno sforzo di realismo e va capito che (a meno che non vogliate competere con la creazione di un vostro partito, cosa quasi impossibile nel sistema italiano e io ho provato anche quello sulla mia pelle) potete condizionare, influenzare, indicare, consigliare (attraverso strumenti culturali e associativi) la parte politica che è meno distante dalle idee liberali, che sono il fondamento della Repubblica, come pure fare per meglio riportare il paese su binari senza condurlo a schiantarsi.
Considerato che, a meno che non stiate per emigrare, su quel treno ci state viaggiando anche voi.
Questo quanto dice una mia amica che non ama essere citata, ma che trovo molto brava. Ovviamente il tutto fa presupporre che la maggioranza degli italiani abbia il necessario equilibrio per comprendere e divulgare la corretta direzione da prendere, e che sia consapevole del fatto che per uscire da questa situazione drammatica, a qualcosa dobbiamo rinunciare tutti.
Questo è il vero anello debole di tutto questo ragionamento: gli italiani, pur stando mediamente bene grazie al lavoro dei loro padri, sono in maggioranza preda di follie ideologiche e di forti contrasti sociali, incapaci di un ragionamento razionale come questo.
La speranza è sempre l’ultima a morire, ma oggi per un analista come me l’Italia è perduta, e ogni giorno che passa il trend diventa sempre più irreversibile.





