
di Nino Orlandi
C’è chi portava avanti al fianco di Craxi le battaglie per:
– la riforma costituzionale in senso presidenziale;
– una profonda riforma della giustizia che prevedeva la responsabilità personale dei magistrati e la separazione delle carriere.
Siccome quelle battaglie le ho fatte e pagate anch’io, mi meraviglio quando, chi fu protagonista di quegli anni indimenticabili, vinto da una sorta di Sindrome di Stoccolma, si oppone a quelle stesse riforme, schierandosi a fianco dei boia di Bettino.
Questo per dire che progressista è chi crede sia giusto cambiare quello che non va, mentre chi non vuole toccare nulla, nemmeno le manovre di palazzo e nemmeno la casta padrona dell’ANM, anche se si vernicia di rosso, progressista non lo è per nulla.
A meno che non si sia, lui, convertito all’idea che il progresso sta dalle parti di chi, pur avendo a parole – e non sempre – condannato il comunismo, continua a praticare il leninismo.





