
di Giulio Galetti
I terroristi del clima hanno colpito ancora.
A farne le spese due monoliti di Stonehage conficcati nella brughiera del sud britannico da circa 5 millenni.
Il sito archeologico piú vecchio delle piramidi, é stato deturpato da un paio di estintori caricati a vernice arancione manovrati da altrettanti terroristi climatici che intendono cosí richiamare l’attenzione del mondo attraverso questi delitti contro il patrimonio collettivo.
Il problema di fondo é che ci riescono visto che si vedono post pubblicati sui social, ove trovano uno spazio riguardante questo atto esecrabole.
Il dilemma é sempre attinente allo spazio che si concede a queste performance, tanto piú esteso quanto é grave l’affronto alle opere d’arte o ai reperti magnifici del passato, rispettati dai nostri avi fino a noi, per essere oggetto di cotal oltraggio.
É necessario annullare questi episodi togliendo acqua alla notorietà che l’eclatanza del gesto genera, siccome gramigna.
I terroristi del clima vanno definiti con il loro sostantivo appropriato, non attivisti ma appunto terroristi autentici, che dovrebbero essere ridotti a un silenzio tombale, ignorandoli del tutto, non postando i video o le istantanee delle loro gesta o peggio intervistandoli, ancora trafelati e adrenalinici.





