di Gianvito Caldararo
Sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita il governo Meloni fa marcia indietro. Dopo che il presidente del Consiglio Meloni, il ministro del MEF Giorgetti e il Commissario europeo Gentiloni, si espressero positivamente sull’accordo del nuovo Patto di Stabilità, in sede di approvazione in Parlamento europeo del nuovo Patto di Stabilità, tutti i partiti italiani si sono astenuti e il M5S ha votato contro.
Eppure, il governo italiano, con la Meloni e il ministro Giorgetti, appena qualche mese prima si erano espressi in maniera favorevole, con una buona dose di entusiasmo per i risultati raggiunti. La Meloni, tuonava con le seguenti parole: “Patto migliorativo per l’Italia”. Aggiungeva, inoltre, che si era in presenza di un “compromesso di buon senso” e che per l’Italia il nuovo Patto di Stabilità e Crescita era “migliorativo rispetto alle condizioni del passato”.
Buona parte della stampa italiana riferiva con titoli del tipo: “Nuovo Patto di Stabilità, intesa dei ministri dell’economia U.E.(Unione Europea), l’Italia ha ottenuto molto. Via libera anche dall’Italia. Era evidente che la stampa sposava le dichiarazioni del ministro Giorgetti, il quale dichiarava: “L’Italia ha concordato con le nuove regole. Abbiamo partecipato all’accordo politico per il nuovo Patto di Stabilità e Crescita con lo spirito del compromesso inevitabile in Europa che richiede il consenso dei 27 Paesi”. Lo stesso ministro Giorgetti, affermava che “ci sono cose positive e altre meno”. “L’Italia ha ottenuto molto “, aggiungeva il buon Giorgetti.
Accanto a queste entusiastiche dichiarazioni di esponenti del governo italiano, giungeva la notizia che l’Ecofin (Consiglio di Economia e finanza della U.E.) ha dato il via libera alla riforma del nuovo Patto di Stabilità che prevede “nuove regole realistiche, equilibrate, adatte alle sfide presenti e future”. Solo la segretaria del PD, Elly Schlein, non si associava alle entusiastiche dichiarazioni degli esponenti del governo italiano, ma dichiarava quanto segue: “il nuovo Patto di Stabilità farà molto male al nostro Paese”. I parlamentari del PD si sono astenuti insieme a quelli della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, nel mentre il M5S ha votato contro. E un minuto dopo aver votato contro, il M5S ha chiesto le dimissioni del ministro Giorgetti, che dalla vicenda esce fortemente ammaccato, unitamente alla Meloni e all’intero governo.
Come si fa ad astenersi sul nuovo Patto, dopo aver diffuso dichiarazioni positive e anche entusiastiche sull’intesa raggiunta sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita? Cosa è cambiato nel giro di qualche mese dalla intesa raggiunta in sede di Ecofin? Il nuovo Patto, che pure conteneva norme di flessibilità, è stato esaminato con superficialità e con scarsa attenzione? La verità è che il governo italiano esce dalla vicenda come un governo inaffidabile, contraddittorio e superficiale.
Cresce giorno dopo giorno il pericolo che questo governo porti l’Italia a sbattere di fronte ad una pericolosa crisi economica, sociale e istituzionale. Troppi ministri si vanno rivelando inadeguati, molti provvedimenti si presentano poco efficaci, senza sottacere che prevale più la propaganda che non la promessa azione riformatrice e di cambiamento. Ma all’orizzonte non si intravede alcuna alternativa all’attuale maggioranza, dal momento che l’opposizione è divisa e impegnata in continue polemiche e rivalità, mentre è urgente la ricerca di un autorevole federatore capace di porre fine ai veti che producono solo sconfitte, come avvenuto nelle recenti elezioni regionali della Basilicata.




