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L’INUTILITÀ ECLATANTE DEGLI ORGANISMI SOVRANAZIONALI

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In poco più di due giorni le organizzazioni internazionali che vorrebbero dettare le regole di governo del mondo hanno dimostrato la loro totale inutilità.

L’Onu, che per bocca del suo segretario generale chiedeva il cessate il fuoco a Gaza ha dovuto registrare il veto degli Stati Uniti.

Il messaggio più che chiaro è una dichiarazione di impotenza di un carrozzone i cui organismi (vedi Oms) sono ormai solo dediti a soffocare la libertà degli Stati in funzione di un rapporto di subordinazione agli interessi delle multinazionali e di sedicenti filantropi paranoici.

La Corte penale internazionale dell’Aja, che internazionale non è, non essendo riconosciuta dai principali attori mondiali (Usa, Cina Russia) è uno strumento della paranoia europea in un contesto dove la stessa Unione è un nano strategico e, ultimamente, un mendicante politico ed economico (vedi missione in Cina della von der Leyen).

In barba alla Corte penale internazionale e ai suoi mandati di cattura, Vladimir Putin è volato negli Emirati e in Arabia Saudita (che non riconosce la Corte dell’Aja), dove ha incontrato Bin Salman, al pari di lui definito paria dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il quale, da buon esponente democratico, pensa di essere di una casta superiore mentre esprime con boria espressioni degne dell’osteria di un angiporto. Biden li ha insultati non mettendo nel conto che con loro dovrà trattare.

Paria è un termine che riguarda gli intoccabili, i quali devono vivere isolati dal resto della comunità perché possono rendere impuro un membro di un’altra casta anche solo sfiorandolo con lo sguardo.

Il paranoico complesso di superiorità dei democratici ha fatto dire a Hillary Clinton che gli elettori di Trump erano dei miserabili. Fu sconfitta da Trump e i miserabili la mandarono a quel paese.

Biden, con immane coerenza democratica, forte della sua superiorità di casta, è  poi andato a baciare la pantofola di Bin Salman, l’intoccabile, per garantirsi prezzi di petrolio favorevoli agli Usa. Un mendicante che si rivolge a un paria pensando di essere di una casta superiore non è male.

Mentre negli angiporti i democratici americani, imitati dai loro seguaci europei, si esercitano nell’insulto e nell’insulso, l’intoccabile Putin e l’intoccabile Bin Salman hanno discusso di assetti del Medio Oriente e non a caso Putin è poi volato a Teheran.

Non è difficile intuire che mentre Joe Biden è alle prese con l’impeachment dovuto ai rapporti del figlio Hunter con ucraini, cinesi e russi, ovviamente a suon di dollari, il paria Putin stia svolgendo un ruolo di dialogo tra paesi arabi e Iran che ha evidentemente un valore geopolitico e che fa pensare che sarà assai difficile che gli sceriffi della Corte dell’Aja possano portarlo sul banco degli imputati.

Mentre gli europei giocano a fare i giudici e Joe Biden, con allegato coretto europeo, impreca come si usa nei bar degli angiporti, i due paria costruiscono alleanze economiche e geopolitiche, dietro le quali si affaccia l’ombra del Dragone.

Nonostante la schiacciante prova del nove della realtà c’è ancora chi invoca l’intervento degli organismi internazionali, non volendosi rendere conto, come è, che non contano più nulla.

Il mondo è cambiato. E’ necessario prenderne atto, anche per i rappresentanti della casta superiore.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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