È ora di aprire gli occhi
Il diritto internazionale e la diplomazia servono a poco per fermare conflitti, specie quando si ha a che fare con l’odio radicale generato da una qualche ideologia, esplicitamente o implicitamente religiosa, che pretenda di conquistare il mondo intero “purificandolo” dalla satanica presenza di altri esseri umani, considerati “incarnazione del Male”.
Gli inevitabili conflitti generati da quel tipo di odio irriducibile non trovano quasi mai una soluzione pacifica e ne scaturisce sempre una guerra.
Nel ‘900 abbiamo avuto tragiche esperienze dell’esito bellico e violento che si genera quando quel tipo di ideologie rivoluzionarie riescono a giungere al potere.
Nel 1979 un analogo delirio rivoluzionario, sia pure in forme esplicitamente religiose (musulmane-sciite), è andato al potere in Iran con la vittoria della rivoluzione dell’ayatollah Khomeini.
Quest’ultimo dichiarò subito guerra alla civiltà cristiana e liberale occidentale ed in particolare agli USA (da lui definiti il “grande Satana”) e ad Israele (“piccolo Satana”).
L’idea di base era una volontà di dominio globale attraverso una presunta purificazione del mondo intero dalla presenza dei due Satana e, anzi, di tutti gli “infedeli” inclusi gli arabi musulmani sunniti, tra cui, in particolare, dei Sauditi che – secondo Khomeini- “usurpavano” e reggevano indebitamente i luoghi santi dell’Islam.
Di questo delirio rivoluzionario-religioso Khamenei è stato l’ultimo leader insieme politico e religioso. Egli ha continuato ed esteso la implacabile guerra permanente degli ayatollah sciiti iraniani al mondo intero, inclusa la parte più moderna della stessa popolazione iraniana.
La guerra tra il regime iraniano e il resto del mondo è quindi cominciata 45 anni fa. La novità allarmante degli ultimi mesi è che quel delirio religioso-rivoluzionario si stava impossessando di tecnologie belliche nucleari e informatiche.
Continuare a denunciare le inevitabili violazioni del diritto internazionale per condannare la risposta (tardiva) ad una guerra totale anche militare – sia pure attraverso gruppi terroristici “proxy” – apertamente dichiarata e praticata dagli ayatollah al mondo intero negli ultimi 45 anni, immaginando impossibili soluzioni negoziali e diplomatiche, significa fare del diritto internazionale e della diplomazia un feticcio per poter continuare a praticare un’illusoria e miope politica degli struzzi.
L’Occidente ha praticato quella politica con l’Iran per quasi mezzo secolo. Molti europei, con i loro continui appelli al diritto internazionale e alla diplomazia, sembrano voler perseverare in quella politica.
Ma fino a quando sarebbe stato possibile continuarla?






