A cura di Agenzia Nova
Ucraina: a Hryshyne i russi tentano l’avanzata nella nebbia ma pesa l’esclusione da Starlink
Il presidente ucraino Zelensky segnala un aumento dell’uso dei droni e una riduzione degli attacchi diretti contro il personale, indicando possibili difficoltà nell’addestramento e nella gestione delle truppe.
Nel settore di Pokrovsk, nella regione sudorientale ucraina di Donetsk, le forze russe continuano a concentrare gli sforzi offensivi lungo l’asse che conduce a Hryshyne, a nord ovest della città, ma senza ottenere risultati decisivi.
Nelle ultime 24 ore, secondo lo Stato Maggiore ucraino, sono stati respinti 56 assalti lungo questa direttrice, che resta una delle più attive dell’intero fronte orientale. Gli attacchi hanno interessato un’ampia fascia di località, da Bilytsky e Rodynsky fino a Myrnograd e Pokrovsk, ma l’obiettivo principale degli occupanti rimane il controllo dell’area di Hryshyne e, più in generale, dell’agglomerato urbano Pokrovsk-Myrnograd.
Le forze russe stanno operando con tattiche flessibili e su più direttrici simultanee, impiegando gruppi di fanteria, veicoli fuoristrada e mezzi leggeri. In questo contesto, uno degli elementi più evidenti emersi negli ultimi giorni è il tentativo di sfruttare le condizioni meteorologiche per ridurre la visibilità e avvicinarsi alle posizioni ucraine.
Secondo il Comando operativo “Est”, i reparti russi hanno utilizzato nebbia e foschia per tentare avanzate furtive verso Hryshyne, ricorrendo anche a piccoli gruppi mobili su quad e motociclette e cercando in alcuni casi di aggirare le difese ucraine. Tuttavia, anche queste manovre non hanno prodotto risultati concreti: gli attacchi sono stati intercettati e respinti prima di raggiungere l’insediamento.
Le difficoltà russe non sembrano limitarsi alla dimensione tattica. Le forze ucraine affermano di riuscire a colpire sistematicamente gli obiettivi nemici già sulle vie di accesso al villaggio, impedendo agli assalitori di consolidare posizioni avanzate.
In uno degli scontri più recenti, nella zona sarebbe stato ucciso un ufficiale russo, episodio che avrebbe provocato disorganizzazione nelle unità impegnate e una riduzione della loro capacità di combattimento.
A questo si aggiungono problemi logistici rilevanti: secondo il Settimo Corpo di reazione rapida delle truppe d’assalto aviotrasportate ucraine, le unità russe nell’area lamentano carenze di acqua e cibo, con difficoltà crescenti nel sostenere operazioni offensive prolungate e nel muoversi all’interno e nei pressi dell’insediamento.
Il quadro che emerge è quello di un’offensiva che continua a esercitare pressione ma che fatica a trasformare gli attacchi in progressi territoriali stabili. Anche nelle aree urbane più ampie, come Pokrovsk e Myrnograd, le forze ucraine mantengono posizioni, in particolare nelle periferie settentrionali, mentre una parte significativa dell’agglomerato resta contesa.
“Il nemico è bloccato”, ha dichiarato il portavoce del gruppo di forze “Est”, Hryhoriy Shapoval, sottolineando che la Russia non sarà in grado di sviluppare operazioni su larga scala in altre direzioni finché non riuscirà a ottenere risultati in questo settore.
La situazione in quest’area del fronte resta comunque fluida.
Le Forze armate russe ieri hanno sventato un tentativo delle forze ucraine di sfondare nel settore di Dobropillya. Il ministero della Difesa russo ha riferito, infatti, che una colonna di veicoli blindati del reggimento d’assalto ucraino si sarebbe mossa dal villaggio di Sergeyevka verso Krasnoarmeysk, anche in questo caso cercando di sfruttare la fitta nebbia per nascondere le proprie attività.
Secondo Mosca, il convoglio, composto da quattro mezzi e circa 30 militari, sarebbe stato individuato da droni da ricognizione e colpito con mine anticarro piazzate dai reparti del Gruppo di forze del Centro.
Dopo essere scesi dai veicoli, i militari ucraini sono stati attaccati con artiglieria e droni, tra cui dei Molniya-2, quadricotteri con sistemi di lancio e droni radiocomandati e a fibra ottica. Il ministero della Difesa russo riferisce che nell’azione sono stati distrutti un carro armato, tre veicoli blindati e circa 30 militari ucraini.
Alle difficoltà operative e logistiche si aggiunge un fattore meno visibile ma decisivo: il deterioramento delle comunicazioni sul campo. Dall’inizio di febbraio, i terminali Starlink utilizzati dalle forze russe sono stati progressivamente disattivati, causando problemi significativi nella trasmissione delle informazioni e nel coordinamento delle operazioni.
Dal mese di febbraio la disattivazione dei terminali aveva già provocato interruzioni nelle comunicazioni tattiche russe, con effetti diretti sulla capacità di condurre assalti coordinati.
Queste interruzioni hanno inciso sulla consapevolezza situazionale delle unità sul terreno e sulla gestione delle operazioni in prima linea.
Le Forze armate russe, in questo contesto, sono costrette a operare in piccoli gruppi, ricorso crescente a mezzi leggeri, tentativi di infiltrazione sotto copertura meteorologica e difficoltà nel mantenere continuità operativa sono tutti segnali compatibili con un sistema di comando e controllo indebolito.
In questo contesto, anche la perdita di ufficiali sul campo può avere un impatto amplificato, rendendo più difficile il coordinamento tra reparti e la gestione dinamica delle operazioni.
Parallelamente, si osserva un adattamento delle tattiche russe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha segnalato un aumento dell’uso dei droni e una riduzione degli attacchi diretti contro il personale, indicando possibili difficoltà nell’addestramento e nella gestione delle truppe.
Secondo Zelensky, dall’inizio dell’anno al 26 marzo la Russia avrebbe perso circa 89 mila militari tra morti e feriti gravi e avrebbe reclutato solo una quota limitata degli uomini previsti per il 2026, dati che contribuiscono a delineare un contesto di pressione crescente sulle forze russe.
Nel complesso, la situazione attorno a Hryshyne mostra come la Russia stia continuando a cercare di avanzare verso un obiettivo strategico chiave per il controllo della regione di Donetsk.
Al contempo, tuttavia, le forze di Mosca si trovano di fronte a una combinazione sfavorevole di fattori – resistenza ucraina, difficoltà logistiche, perdite tra i quadri e problemi nelle comunicazioni – che ne rallentano l’offensiva.
In questo scenario, il ricorso alla nebbia come copertura tattica appare più un tentativo di compensare vulnerabilità strutturali che un elemento in grado di ribaltare l’equilibrio sul terreno.





