
di Francesco Pontelli
Non passa giorno nel quale le più alte cariche istituzionali nazionali ed europee non intervengano in relazione al pericolo derivante dalla fake news considerate in grado, attraverso la forza dei social media, di condizionare l’opinione pubblica e di conseguenza sembrerebbe addirittura le elezioni.
A questo appello comune tanto alla maggioranza che all’opposizione ovviamente fa riscontro una volontà di creare una sorta di controllo dell’universo mediatico attraverso istituti che applicherebbero un protocollo creando un controllo molto simile ad una sorta di censura.
All’interno di questo contesto, quindi, con un presunto attacco alla democrazia, l’Italia si sta dilaniando a causa della contrapposizione squisitamente ideologica, in relazione alla Riforma del Premierato come alla Autonomia Differenziata.
Due involucri ancora vuoti al loro interno, in quanto la prima non indica neppure il sistema elettorale attraverso il quale i cittadini potrebbero esprimere il proprio eventuale consenso. Mentre la seconda rappresenta solo una cornice all’interno della quale non sono ancora chiaramente definiti, non solo gli attori che dipingeranno la tela, ma neppure i colori.
Facendo un passo indietro rispetto all’attuale confusione istituzionale, nel maggio 2023 feci presente i pericoli ai quali sarebbe andato incontro il nostro paese, in relazione alla politica energetica adottata dal governo in carica e confrontandola con quella francese (*).
Dopo poco più di un solo anno, nel giugno 2024, emergono evidenti gli effetti di quella disastrosa strategia energetica, confermata ancora oggi dall’intenzione di cedere altre quota delle principali società energetiche partecipate dal governo (**).
In buona sostanza, dal 2023 al 2024 il differenziale pagato in più per l’energia elettrica dalle imprese quanto dalle famiglie italiane è passato rispetto alla Francia da un +27% (2023) ad un +71% (2024). Contemporaneamente lo stesso differenziale con la Spagna si è innalzato da un + 30% (2023) ad un +68% (2024), con la Germania si passa da un +23% ad un +29 % tra il 2023/24.
Andrebbe, poi, ricordato come nel medesimo anno il costo dell’energia elettrica sia scesa in Italia del – 10% mentre in Germania si è ridotta del – 18% in Spagna del -59% e infine in Francia del -69%.
All’interno di un contesto internazionale difficile e articolato caratterizzato ancora dagli effetti della pandemia e da due conflitti in corso, questi numeri dimostrano come il futuro del nostro paese sia fortemente compromesso da una scellerata politica energetica, basata sul principio speculativo nel quale i fondi privati esercitano un ruolo attivo acquisendo sempre maggiori quote delle principali società energetiche italiane.
Risulta inevitabile e giustificata, allora, la flessione di 15 mesi consecutivi della produzione industriale e soprattutto la mancanza di uno scenario futuro proprio a causa di simili costi energetici rispetto alla stessa concorrenza Europea.
Ciononostante, la politica si fronteggia in relazione ad embrionali riforme costituzionali, contemporaneamente dimostra il proprio di interesse in relazione ai disastrosi effetti causati dalla propria politica energetica, perfettamente in linea con quella dei governi precedenti.
Dimostrando ancora una volta di operare per il solo rafforzamento del proprio potere i cui oneri ricadranno sulle spalle dei cittadini come costi aggiuntivi nelle bollette, i quali indeboliranno ancora di più il potere d’acquisto e di conseguenza la domanda interna: diventando così, la stessa politica, energetica un elemento che contribuisce alla stagnazione economica.
Il che significa ignorare che le imprese italiane dovranno subire un ulteriore indebolimento della propria capacità competitiva all’interno di un mercato globale ed ovviamente una minore attrattività per gli investimenti esteri nel territorio italiano.
Questo è il modello di “fake democracy”, intesa come una sorta di moto perpetuo, all’interno della quale la classe politica opera solo ed esclusivamente per il mantenimento delle proprie posizioni con costi sempre più insostenibili.
(*) https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/12205-il-diverso-destino-di-italia-e-francia.html
(**) https://www.ilnordestquotidiano.it/2024/06/19/energia-elettrica-il-costo-italiano-tra-i-piu-alti-deuropa/





