
a cura di Franco Polito
Tommaso Palamidessi (Pisa, 16 febbraio 1915 – Roma, 29 aprile 1983) è stato un astrologo ed esoterista italiano.
Formatosi come astrologo autodidatta e studioso di discipline orientali, nella seconda fase della sua ricerca spirituale approdò a una forma originale di esoterismo cristiano, l’Archeosofia, fondando nel 1968 a Roma l'”Associazione Archeosofica”.
Il Libro Cristiano dei Morti di Tommaso Palamidessi è un’opera unica nel suo genere, che si propone di offrire una guida spirituale per le anime dei defunti e per coloro che li assistono nel trapasso. Pubblicato per la prima volta nel 1985, il libro è dedicato a Dismas, il “buon ladrone” crocifisso accanto a Gesù.
Infatti Dismas, essendo ancora «in possesso delle sue energie corporali” (p. 4), si dona a Dio, salvandosi. È questo un punto così centrale, che viene ripreso da Dante nella Divina Commedia.
Il re Manfredi, pur essendo scomunicato, ferito mortalmente in battaglia, si pentì nell’ultimo attimo di vita, salvandosi (Dante, Purg. III). Analogamente (Purg. V), Bonconte da Montefeltro, ferito a morte anch’egli in battaglia, invocò Maria: fu salvo, e il diavolo fece scempio del suo corpo per stizza. I cadaveri di entrambi i personaggi spariscono in prossimità dello scorrere dalle correnti, simbolo del fluire del divenire della materia, rispetto all’ascesa dell’anima.
Questo libro è quindi incentrato sul momento sublime del distacco, quando è data l’estrema occasione di scelta fra il Cielo e la caduta nella terra, ovvero la dannazione dell’altro ladrone, che osò perfino sfidare Gesù sulla croce. Esso rappresenta un tentativo di colmare una lacuna nella ritualistica cristiana, relativa a quest’attimo conclusivo, combinando elementi della tradizione cristiana con pratiche esoteriche.
La materia trattata è suddivisa in diverse sezioni che descrivono i passaggi che l’anima affronta dopo la morte, quali sono lo “stato crepuscolare,” l’incontro con la Luce e la visione dello stato soprasensibile. Palamidessi offre una guida dettagliata su come assistere spiritualmente i morenti, con preghiere e rituali specifici da eseguire sia durante il trapasso che nei giorni successivi.
Una delle caratteristiche distintive di quest’opera è l’approccio esoterico di Palamidessi, fondatore dell’Archeosofia che integra gli insegnamenti dei primi Padri della Chiesa con pratiche mistiche e sperimentazioni extrasensoriali, offrendo una visione completa e profonda della vita dopo la morte. Si presenta così una guida pratica, ma anche un prezioso testo di studio per chi è interessato alla spiritualità e all’esoterismo cristiano.
Rispetto ad altri testi simili, come il Libro Egiziano dei Morti e il Libro Tibetano dei Morti, l’opera di Palamidessi si distingue per il suo radicamento nella tradizione cristiana e per l’integrazione di pratiche esoteriche occidentali. Mentre il Libro Egiziano dei Morti è una raccolta di formule e incantesimi per proteggere l’anima nell’aldilà, e il Libro Tibetano dei Morti offre istruzioni per riconoscere le visioni post-mortem e raggiungere l’illuminazione, il Libro Cristiano dei Morti si concentra sulla guida spirituale e sul conforto delle anime attraverso la luce della fede cristiana.
Il libro è un testo che può essere utilizzato da sacerdoti o persone qualificate per assistere spiritualmente chi è in punto di morte, infatti l’autore crede fermamente che, anche nello stato agonico, il morente possa ancora udire la voce dell’istruttore e trarne forza e consolazione.
A tale scopo, il libro fornisce preghiere, meditazioni e riflessioni che aiutano a prepararsi al passaggio dalla vita terrena alla vita eterna.
In sintesi, Il Libro Cristiano dei Morti di Tommaso Palamidessi è un’opera preziosa per chi cerchi comprensione più profonda della morte e della vita dopo la morte dal punto di vista cristiano ed esoterico. L’originale combinazione di rituali, preghiere e insegnamenti spirituali lo rende un testo unico e significativo nel panorama della letteratura trascendente.





