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Il bipolarismo ha fallito

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Il pareggio è l’unica cosa ragionevole

Il bipolarismo ha fallito.

Tifo per il pareggio.

Il bipolarismo italiano ha seppellito i partiti e la politica. E ha reso la democrazia una disfida fra culture morte. Risorte in farsa.

Quando c’erano i partiti e la politica andavo al Liceo, il primo anno, dopo pochi giorni mi trovai in una assemblea permanente, un’occupazione, dove gli insegnanti di destra e quelli cattolici di destra non potevano entrare a scuola e quelli di sinistra si sedevano sui banchi degli alunni mentre gli alunni andavano in cattedra.

Lo scontro, le botte anche, le spranghe, era fra fascisti e comunisti. Negli anni successivi le cose peggiorarono. Tutto era gridato, tutto estremo. Ogni ragionamento era la copia ciclostilata del sentito dire.

Ecco. I talk di oggi. Più o meno. Con gli alunni di allora.

Però, c’era una cosa buona, usciti da scuola c’era un mondo governato dai democristiani, dai socialisti, dai repubblicani, dai liberali.

C’erano le Confindustria di Carli, le Cgil di Lama, le Coldiretti e le Confcommercio di grandi leader di categoria.

Adesso. Esci dai talk e non c’è nulla.

Colpa del bipolarismo? In buona parte sì.

Stai di qua o stai di la ci ha portato a stare nel nulla. Tutti i partiti storici si sono spaccati, per poi dissolversi. Con l’aiuto del giustizialismo. Che è il carburante principale del bipolarismo estremo.

Perché l’avversario in galera o alla gogna è la libidine più grande del bipolarismo.

Perché il bipolarismo senza partiti è diventato bipopulismo. E il populismo è il ponte fra democrazia e dittatura. O fra democrazia e forme farsesche, ma tragiche, di dittature surrogate. Poco visibili. Giudiziarie, burocratiche, mediatiche.

La Schlein non vuole il pareggio, dice che non vuole il cambio della legge elettorale, ma lo vuole assolutamente, perché quella attuale porta al pareggio e, quindi, alla sua crisi. Pensa.

Meloni vuole la modifica della legge perché non vuole questa che porta al pareggio. Ragiona così: vinco vinco, perdo perdo. Bipolare al massimo.

Ma così andiamo a schiantarci definitivamente.

Un governo di sinistra con tutti dentro sarebbe una catastrofe.

Un governo di destra sarebbe possibile con un Vannacci dentro. Orrore. Ce ne sono anche altri.

Quindi, il pareggio è l’unica cosa ragionevole.

Un compromesso. Perché costringerebbe i leader a parlarsi, al compromesso. Alla ragione.
Compromesso utile anche per l’elezione del Capo dello Stato. E per la Meloni, che rimarrebbe primo partito, una occasione per liberarsi di un po’ di stracci vecchi. In Italia e in Europa.

Ma capisco che in questo quadro politico attuale il pazzo sono io.

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