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AISE, UN ECCELLENTE RISULTATO

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di Savino di Scanno

L’AISE ha realizzato una eccellente operazione. Lo dobbiamo scrivere in modo chiaro ed inequivoco dando la necessaria e dovuta importanza alla notizia.

Sono rientrati in Italia Maria Donato Caivano, Rocco Langone, Giovanni Langone rapiti da una fazione riconducibile ad Al Qaida nota come fazione Jnim il 19 maggio 2022 a Koutiala, località a sud est della capitale del Mali Bamako.

Il rientro è merito esclusivo del lavoro realizzato dagli Uomini e Donne di Forte Braschi che hanno dimostrato una elevata professionalità in aree ad alto rischio.

La notizia impone alcune riflessioni.

“Ab initio” è tutto da dimostrare che la nostra Agenzia sia meno brava o capace di più blasonate sigle a partire dal DGSE che in Africa ha sempre fatto da padrona, come per i cow boy di Langley o gli snob di Vauxall Cross. Discorso a parte per il Mossad che opera con modalità che scrivere “meno urbane” è puro eufemismo.

I nostri dell’AISE sono stati all’altezza del compito e ciò significa che quando si concede la possibilità di operare poi i risultati arrivano.

A seguire è la dimostrazione che le attività cosiddette di intelligence sono il braccio operativo delle attività diplomatiche, ed in tal senso il raccordo con la Farnesina è stato fondamentale.

Non basta. L’operazione del Mali dimostra ancora di più quanto sia importante il lavoro “sul campo” dove la creazione di reti informative costituisce l’architrave di ogni struttura di spionaggio. Si scrive, quindi, di politica internazionale a supporto dei nostri reali interessi sociali, economici e politico militari.

È corretta la norma che l’AISE operi esclusivamente all’estero e che le attività in territorio nazionale siano in concorso con l’AISI, unica Agenzia deputata alla relazione con le forze dell’ordine e la magistratura, lasciando come unico interlocutore agli uffici di Via della Pineta Sacchetti il 2° Reparto dello SMD, erede degli uffici SIOS di militare memoria.

In tal senso forse l’idea della creazione di un’unica Agenzia potrebbe essere controproducente.

Chi scrive, da ragazzo studentello di Giurisprudenza, quando questi temi erano mal visti, elaborò presso l’Istituto di Diritto Pubblico una tesina che trattava in modo separato e complementare il “Servizio di Sicurezza” dal “Servizio Segreto”. All’epoca esistevano il SISDE ed il SISMI con attribuzioni che si ispiravano a tale differenziazione.

Poi con l’ultima riforma della legge del 3 agosto 2007 n.124 abbiamo avuto il DIS che sostituiva il Cesis, l’AISE con le attribuzioni del SISMI e l’AISI con le competenze del SISDE a cui aggiungere le operatività dei centri di controspionaggio del SISMI.

Le vicende mutano con il mutare degli scenari geo politici, degli equilibri internazionali, della presenza di ben due conflitti come l’invasione russa dell’Ucraina e la vicenda in Medio Oriente determinata dalle feroci azioni dei macellai di Hamas.

Sono scenari complessi, difficili, dove abilità e competenze devono tener conto del terreno di inganni ed ombre tipico del settore.

Bravissimi. È la dimostrazione che servono più operativi e meno analisti, perché questi lasciamoli ai centri studi della Confindustria o della Banca di Italia oltre che alle medagliate università italiche. Il vecchio maresciallone ex SISMI che magari non avrà titoli dietro la scrivania ma conosce “mari e monti” è sempre più efficace anche di chi, di questi tempi, appare in lezioni da gastronomia da ristorante romagnolo o della Versilia.

Grazie AISE.

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  • Redazione

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