Carlo Martello e la battaglia di Poitiers o Tours (732) – La battaglia di Lepanto (1571) – La battaglia di Vienna
La storia dei momenti in cui l’Europa cristiana fermò o respinse eserciti musulmani è una vicenda lunga quasi mille anni, dal VII secolo alla fine del XVII.
Non si tratta di una guerra continua fra due blocchi compatti: l’Europa cristiana non fu mai un soggetto politico unitario, così come il mondo islamico era diviso fra califfati, emirati, sultanati e imperi spesso in conflitto fra loro.
Possiamo individuare una sequenza di passaggi decisivi: l’arresto dell’espansione araba in Occidente, la riconquista della penisola iberica, la resistenza degli Stati cristiani mediterranei e, infine, il contenimento dell’espansione ottomana verso l’Europa centrale.
L’espansione islamica e la prima difesa dell’Europa (VII – VIII secolo)
Dopo la morte di Maometto, nel 632, gli eserciti dei califfati arabi conquistarono in pochi decenni territori immensi: Siria, Palestina, Egitto, Nord Africa e, successivamente, gran parte della penisola iberica. L’Impero bizantino, erede dell’Impero romano d’Oriente e principale potenza cristiana del Mediterraneo, perse progressivamente territori fondamentali.
La difesa di Costantinopoli (717-718)
- L’esercito e la flotta del califfato omayyade assediarono Costantinopoli.
- L’imperatore bizantino Leone III Isaurico organizzò la resistenza.
- La flotta araba subì gravi perdite, anche per l’impiego del cosiddetto fuoco greco.
- L’assedio fallì e l’avanzata araba verso i Balcani e l’Europa orientale venne temporaneamente arrestata.
Fu uno degli eventi più importanti dell’intera storia europea: se Costantinopoli fosse caduta in quel momento, gli equilibri militari e politici dell’Europa sud-orientale sarebbero stati profondamente diversi.
La battaglia di Poitiers o Tours (732)

Carlo Martello, capo dei Franchi, affrontò un esercito musulmano proveniente dalla penisola iberica.
- Lo scontro avvenne nell’area compresa fra Poitiers e Tours, nell’attuale Francia.
- L’esercito franco fermò la spedizione guidata da ʿAbd al-Raḥmān al-Ghāfiqī, che morì durante la battaglia.
- L’espansione musulmana oltre i Pirenei non cessò immediatamente, ma la battaglia ebbe un forte valore politico e simbolico.
Non fu la battaglia che da sola salvò l’Europa, ma rappresentò un arresto significativo delle incursioni musulmane nel territorio franco.
La lunga riconquista della penisola iberica (VIII – XV secolo)
Nel 711 le forze musulmane, composte in larga parte da contingenti arabo-berberi, attraversarono lo stretto di Gibilterra e sconfissero il regno visigoto. In pochi anni conquistarono quasi tutta la penisola iberica, dando origine ad al-Andalus.
La reazione cristiana partì dalle regioni settentrionali e si sviluppò attraverso una pluralità di regni: Asturie, León, Castiglia, Navarra, Aragona e Portogallo.
I momenti principali furono:
- 722 – Covadonga: secondo la tradizione, Pelagio (Pelayo) guidò una resistenza cristiana nelle Asturie. L’importanza militare dello scontro è discussa, ma la sua memoria divenne fondamentale nella costruzione dell’identità della Reconquista.
- 1085 – Conquista di Toledo: Alfonso VI di León e Castiglia conquistò una città di enorme valore strategico e simbolico. Il dominio cristiano si estese verso il centro della penisola.
- 1118 – Conquista di Saragozza: Alfonso I d’Aragona conquistò uno dei principali centri della valle dell’Ebro.
- 1147 – Conquista di Lisbona: il sovrano portoghese Alfonso I, con l’aiuto di contingenti crociati diretti in Terrasanta, conquistò la città.
- 1212 – Las Navas de Tolosa: una coalizione cristiana sconfisse l’esercito almohade in una grande battaglia nel sud della penisola.
- 1236 – Conquista di Cordova: la città che era stata capitale del califfato omayyade di al-Andalus passò sotto il controllo cristiano.
- 1248 – Conquista di Siviglia: Ferdinando III di Castiglia conquistò un altro grande centro politico e commerciale musulmano.
- 1492 – Caduta di Granada: i Re Cattolici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, posero fine al regno nasride di Granada, ultimo Stato musulmano della penisola iberica.
Las Navas de Tolosa merita una particolare attenzione.
Il 16 luglio 1212, Alfonso VIII di Castiglia, con il sostegno di contingenti di altri regni cristiani e di ordini militari, sconfisse le forze almohadi del califfo al-Nasir. La vittoria contribuì a modificare gli equilibri della penisola e aprì la strada alle successive conquiste cristiane.
Non fu una battaglia che risolse da sola la Reconquista. Gli studi sottolineano che la successiva crisi almohade, le divisioni interne musulmane e la capacità politica e militare dei regni cristiani furono altrettanto importanti.
La Reconquista durò quasi otto secoli, con avanzate, arretramenti.
Il Mediterraneo: la difesa delle isole e delle coste
La conquista musulmana non riguardò soltanto la Spagna. Per secoli il Mediterraneo fu teatro di guerre, incursioni, conquiste e riconquiste.
Sicilia (827 – 1091)
La conquista musulmana della Sicilia iniziò nell’827, quando gli Aghlabidi, provenienti dall’Africa settentrionale, sbarcarono sull’isola. Palermo cadde nell’831 e Siracusa nell’878.
La riconquista normanna cominciò nell’XI secolo: Ruggero I e Roberto il Guiscardo conquistarono progressivamente l’isola, completando l’operazione nel 1091. Fu un passaggio fondamentale per il controllo cristiano del Mediterraneo centrale.
L’assedio di Malta (1565)

Nel maggio 1565 l’Impero ottomano inviò una grande spedizione contro Malta, allora possedimento dell’Ordine di San Giovanni, i Cavalieri Ospitalieri.
- Gli Ottomani tentarono di conquistare l’isola, strategica per il controllo del Mediterraneo centrale.
- I Cavalieri, guidati dal gran maestro Jean de la Valette, resistettero per mesi.
- Dopo combattimenti durissimi, l’arrivo dei rinforzi cristiani contribuì a costringere gli Ottomani alla ritirata, nel settembre 1565.
La resistenza di Malta impedì agli Ottomani di stabilire una base permanente nell’arcipelago e fu celebrata in tutta la cristianità europea.
La battaglia di Lepanto (1571)
Il 7 ottobre 1571, nel golfo di Patrasso, la flotta della Lega Santa – composta principalmente da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato pontificio – affrontò la flotta ottomana.
La coalizione cristiana era comandata da don Giovanni d’Austria.
La vittoria cristiana fu netta e provocò gravissime perdite alla flotta ottomana. Ebbe un enorme impatto psicologico e politico: dimostrò che la potenza navale ottomana poteva essere battuta.
Ma non significò la fine della potenza ottomana nel Mediterraneo: gli Ottomani ricostruirono rapidamente la flotta e conservarono importanti posizioni. Inoltre, Cipro era già stata conquistata dagli Ottomani nel 1570-1571. Lepanto fu quindi una grande vittoria navale, non una riconquista territoriale generale.
L’avanzata ottomana nei Balcani e la difesa dell’Europa centrale (XIV-XVII secolo)
Con la crescita dell’Impero ottomano, a partire dal XIV secolo, il centro del confronto si spostò progressivamente verso i Balcani, il Danubio e l’Europa centrale.
Gli Ottomani conquistarono progressivamente territori dell’Impero bizantino e dei regni balcanici. La caduta di Costantinopoli nel 1453 fu una delle più grandi sconfitte della cristianità orientale: la città divenne la capitale ottomana e l’Impero bizantino cessò di esistere.
Prima e dopo quella data ci furono però importanti resistenze.
1456 – Assedio di Belgrado
Il sultano Maometto II, conquistatore di Costantinopoli, tentò di impadronirsi di Belgrado, una fortezza strategica sul Danubio, porta d’accesso all’Europa centrale.
La città fu difesa dalle forze cristiane guidate dal nobile ungherese Giovanni Hunyadi, con il contributo del predicatore francescano Giovanni da Capestrano.
L’assedio ottomano fallì. La vittoria cristiana arrestò temporaneamente l’avanzata ottomana verso l’Ungheria e l’Europa centrale.
1526 – Mohács: la grande sconfitta ungherese
È importante ricordare anche le sconfitte cristiane.
Il 29 agosto 1526, l’esercito del sultano Solimano il Magnifico annientò quello del regno d’Ungheria nella battaglia di Mohács. Morì il re Luigi II.
L’Ungheria fu successivamente divisa fra influenza ottomana, dominio asburgico e principati autonomi. La strada verso Vienna diventò molto più accessibile agli Ottomani.
1529 – Primo assedio ottomano di Vienna
Solimano il Magnifico arrivò alle porte di Vienna nel settembre 1529.
La città era difesa dalle forze asburgiche. Gli Ottomani non riuscirono a conquistare le fortificazioni e, anche a causa delle condizioni meteorologiche, delle difficoltà logistiche e delle perdite, dovettero ritirarsi.
Vienna rimase in mani cristiane. Ma la minaccia ottomana non scomparve: l’Impero continuò a controllare una parte consistente dei Balcani e dell’Ungheria.
Il grande assedio di Malta e Lepanto: il Mediterraneo resiste (1565-1571)
Questi due episodi, già ricordati, meritano di essere letti insieme.
Nel 1565 Malta resistette all’attacco ottomano. Sei anni dopo, nel 1571, la Lega Santa sconfisse la flotta ottomana a Lepanto.
La sequenza è importante:
- Malta impedì agli Ottomani di conquistare una base strategica nel Mediterraneo centrale.
- Lepanto dimostrò che la flotta ottomana poteva essere sconfitta in uno scontro navale di grandi dimensioni.
- La vittoria rafforzò la fiducia militare e politica delle potenze cristiane mediterranee.
- Le divisioni fra Spagna e Venezia impedirono però di trasformare la vittoria in un’offensiva cristiana duratura.
Lepanto fu un evento di enorme rilevanza simbolica e militare, ma non pose fine alla presenza ottomana nel Mediterraneo.
1683: la seconda battaglia di Vienna e l’inizio della ritirata ottomana
Passaggio decisivo. Il 14 luglio 1683 l’esercito ottomano, guidato dal gran visir Kara Mustafa, pose nuovamente l’assedio a Vienna.
Questa volta il pericolo era particolarmente grave. La città era circondata e sottoposta a un assedio prolungato. La sua caduta avrebbe potuto aprire agli Ottomani una strada verso i territori asburgici e la Germania meridionale.
La risposta fu una coalizione cristiana. Le forze imperiali asburgiche, polacche e di altri Stati tedeschi si unirono per liberare la città. Il comando supremo dell’esercito di soccorso fu affidato al re polacco Giovanni III Sobieski.

12 settembre 1683: battaglia di Vienna.
La cavalleria polacca, compresi i celebri ussari alati, partecipò all’attacco decisivo contro le forze ottomane.
L’esercito di Kara Mustafa fu sconfitto e l’assedio venne spezzato.
La vittoria non fu soltanto austriaca o polacca: rappresentò una delle più importanti operazioni militari comuni delle potenze cristiane europee contro l’espansione ottomana.
Dopo Vienna: la controffensiva cristiana
La battaglia del 1683 non fu un episodio isolato. Seguì una lunga campagna militare:
- 1686: riconquista di Buda, capitale dell’Ungheria occupata dagli Ottomani per circa un secolo e mezzo.
- 1688: conquista asburgica di Belgrado.
- 1697: il principe Eugenio di Savoia sconfisse gli Ottomani nella battaglia di Zenta, in Ungheria.
- 1699: pace di Karlowitz. L’Impero ottomano cedette agli Asburgo gran parte dell’Ungheria e della Transilvania.
La pace di Karlowitz segnò una svolta: l’espansione ottomana nell’Europa centrale lasciò il posto a una fase di arretramento territoriale.
Cronologia complessiva dei momenti fondamentali

Che cosa emerge da questa lunga storia?
Prima fase: la sopravvivenza dell’Europa romano-cristiana.
Tra VII e VIII secolo, l’Impero bizantino e i Franchi affrontarono l’espansione dei califfati. La resistenza di Costantinopoli e la battaglia di Poitiers furono due momenti di grande rilievo. L’Europa occidentale e quella orientale conservarono la propria autonomia politica e religiosa.
Seconda fase: la riconquista dei territori occidentali.
Tra VIII e XV secolo, i regni cristiani della penisola iberica avanzarono progressivamente verso sud. La caduta di Granada nel 1492 concluse un processo durato secoli. Nel Mediterraneo, la riconquista della Sicilia e la resistenza di Malta rappresentarono altri passaggi importanti.
Terza fase: il contenimento dell’Impero ottomano.
Tra XV e XVII secolo, il confronto si spostò soprattutto nell’Europa sud-orientale e centrale. Belgrado, Vienna, Malta e Lepanto sono i principali riferimenti militari. La vittoria di Vienna del 1683 e la pace di Karlowitz del 1699 segnarono il passaggio dall’espansione ottomana alla sua progressiva ritirata nell’Europa centrale.
Una precisazione storica importante
Non bisogna immaginare che la storia europea sia stata una guerra ininterrotta fra cristiani e musulmani. Ci furono anche alleanze fra potenze cristiane e musulmane, come quella fra la Francia e l’Impero ottomano contro gli Asburgo nel XVI secolo. Ci furono inoltre conflitti fra gli stessi Stati cristiani e fra le diverse potenze musulmane.
La dimensione religiosa fu certamente importante: crociate, guerre sante, difesa della cristianità e legittimazione religiosa del potere furono elementi reali. Ma agirono insieme a interessi territoriali, commerciali, dinastici e strategici.
Il dato storico complessivo è comunque inequivocabile: l’espansione dei grandi imperi musulmani raggiunse in diversi momenti il cuore dell’Europa, ma incontrò una resistenza che, attraverso processi lunghissimi e spesso conflittuali, ne arrestò l’avanzata e recuperò progressivamente territori.
Questo è il filo storico che collega Costantinopoli, Poitiers, la Reconquista, Malta, Lepanto e Vienna.





