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Caro case, rendiamo i paesi minori vivibili

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Riofreddo Arco di Santa Caterina
Riofreddo Arco di Santa Caterina

Rilancio dei piccoli borghi e dei paesi minori è una delle sfide più affascinanti e urgenti del nostro tempo

Se le grandi città hanno affitti troppo alti serve collegare meglio i piccoli centri, paesi, borghi che le circondano, dove i costi sono più accessibili.

A Roma l’emergenza abitativa non riguarda soltanto il prezzo degli affitti.

C’è anche un altro problema: molti proprietari preferiscono non mettere i propri appartamenti sul mercato, per il timore di non riuscire a rientrarne in possesso in caso di morosità o di controversie con gli inquilini.

Nel frattempo, a poche decine di chilometri dalla Capitale, esistono piccoli comuni e borghi dove le abitazioni costano molto meno e dove interi immobili restano sottoutilizzati.

Perché non trasformare questa apparente contraddizione in un’opportunità?
Serve garantire i proprietari che in caso gli affittuari non rispettano i contratti lo sfratto sia veloce e l’esecuzione possa essere affidata a società accreditate

Ma la casa, da sola, non basta.

Occorre collegare questi territori alle grandi città con treni frequenti, veloci e affidabili. Un paese a poche decine di chilometri chilometri da Roma può diventare una vera alternativa abitativa se il posto di lavoro è raggiungibile in tempi ragionevoli.

Una politica di questo tipo avrebbe però un effetto molto più ampio.
Significherebbe valorizzare decine di piccoli paesi e borghi, riportando abitanti, attività commerciali e servizi in territori che rischiano altrimenti di spopolarsi.

E non sarebbe un modello valido soltanto per Roma: lo stesso ragionamento potrebbe essere applicato attorno a Milano, Torino, Bologna, Napoli e alle altre grandi città italiane.

L’emergenza abitativa potrebbe così diventare anche un’occasione per migliorare le infrastrutture, potenziare le ferrovie regionali e rendere più efficiente il collegamento tra città e territori circostanti.

Soprattutto, significherebbe non rassegnarsi a una crescita delle grandi città sempre più congestionate, costose e difficili da abitare e da governare.

Non bisogna congelare la città dentro i suoi confini attuali: bisogna allargare le possibilità di vivere, lavorare e abitare.

Significa rendere più accessibili, collegati e convenienti i territori che già abbiamo, trasformando la crisi della casa in un’occasione per far crescere tutto il Paese.

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