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Garlasco: a pezzi la credibilità dello Stato

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Processo Garlasco

“Il DNA sui pedali non era di Chiara, ma non finì nel processo Stasi”

La procura di Pavia ventila che quella prova sia stata occultata dai carabinieri nel 2007.

Si va verso il processo per Andrea Sempio, con l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.

La Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007.

Dopo aver disposto accertamenti integrativi a fine maggio, seguiti a una prima chiusura e alle consulenze difensive, i PM hanno depositato ora nuovi atti tra cui consulenze, come quella sulla nota impronta della scarpa, e un’altra sul DNA, per rafforzare le accuse.

E hanno notificato a Sempio un altro avviso di conclusione dell’inchiesta, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.

La chiusura delle indagini rappresentava un passaggio formale particolarmente atteso, perché consentirà alle parti di conoscere nel dettaglio il materiale raccolto dalla Procura negli ultimi mesi.

Dopo la notifica del 415 bis, la difesa di Sempio avrà la possibilità di esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documentazione e chiedere ulteriori accertamenti.

Il secondo avviso di chiusura delle indagini è comunque identico al primo ricevuto, a maggio. Si apprende da fonti legali. L’indagato è quindi accusato di omicidio pluriaggravato di Chiara Poggi con lo stesso capo d’imputazione di maggio. La difesa ha venti giorni di tempo per presentare delle memorie.

La scarpa modello Frau taglia 42 “è compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio” spiega la Procura di Pavia in una nota in cui da’ conto degli esiti delle nuove consulenze, tra cui quella antropometrica sui piedi dell’indagato.

Il procuratore Napoleone spiega che “ai consulenti del PM Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, è stato conferito l’incarico di esaminare la memoria difensiva con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa, relativa alla cosiddetta impronta 33 e una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco. I consulenti incaricati dalla Procura hanno rilevato come le osservazioni formulate dalla difesa non introducano elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della impronta 33, mentre con riferimento alla traccia di scarpa hanno eseguito accertamenti sulle calzature che non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi. Da ultimo, i medesimi consulenti tecnici, sollecitati all’analisi di un’ulteriore consulenza inoltrata dalla difesa Poggi il 24/09/26, hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”.

“Il DNA sui pedali non è di Chiara ma il dato non finì nel processo Stasi”

Il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 “ricavato dai pedali della bicicletta”, e attribuito all’epoca dai consulenti dei PM a Chiara Poggi, “era risultato totalmente negativo il giorno successivo” ma di queste “due corse elettroforetiche” non si “è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”.

Un dato scoperto dai consulenti della difesa per “scagionare” l’ex bocconiano, e che i consulenti tecnici della Procura di Pavia “hanno confermato”, parlando della “esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007”.

Lo scrive, tra le altre cose, il procuratore Fabio Napoleone.

Il mistero dell’audizione di Garofano.

Tra gli ultimi a essere sentiti dagli investigatori c’è stato Luciano Garofano, ex comandante del RIS di Parma, ascoltato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. Al termine dell’audizione Garofano ha confermato l’incontro con i magistrati, mantenendo però il massimo riserbo sul contenuto.

Secondo quanto riportato da diverse ricostruzioni stampa, riporta l’ADN Kronos, il confronto avrebbe riguardato anche alcuni aspetti delle indagini scientifiche svolte nel 2007, compresi i reperti relativi ai pedali della bicicletta di Alberto Stasi e le successive analisi del materiale genetico.

Proprio sulla natura e sull’interpretazione di alcuni reperti si è concentrata negli ultimi mesi una parte del confronto tra consulenti e investigatori.

Tra le questioni discusse vi sarebbe anche la qualificazione del materiale rinvenuto, indicato in alcune ricostruzioni come riconducibile a sudore anziché a sangue, oltre alla lettura dei dati genetici grezzi.

Garofano, che in passato aveva già commentato pubblicamente i nuovi accertamenti, aveva espresso forti riserve sulla consistenza degli elementi scientifici emersi a carico di Sempio, definendoli “deboli se non nulli”.  Aveva inoltre sostenuto che l’impronta al centro delle contestazioni dovesse essere ricondotta al sudore e non al sangue.

Se non sarà chiesta una proroga dei termini, entro partirà la richiesta al Gip per il rinvio a giudizio (o in alternativa teorica, l’archiviazione), richieste che comunque non è la Procura a dover rendere note alle parti ma direttamente il GIP.

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  • Redazione

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