Ottima cosa, però ora passiamo alle zucchine
Non si può essere ipocriti. I prezzi di tutte le merci e dei servizi salgono e scendono e non è che l’idraulico o il ristoratore sono dei santi e le società petrolifere sono sciacalli.
Gli extra profitti non esistono. Ogni soggetto che mette un prezzo a ciò che vende sfrutta le possibilità che ha di guadagnare di più col limite di vendere senza strozzare il compratore, sennò smette di comprare (vale anche per i Paesi produttori di materie prime presentati come vittime di sfruttamento ma che senza i compratori morirebbero di fame).
Sono ridicole le continue richieste al governo (anzi, ai governi) di fare qualcosa per abbassare i prezzi.
Lo si può fare nelle economie a totale proprietà statale. Per esempio a Cuba nel passato tutto era statale. Non era permessa nessuna attività privata. Nemmeno una gelateria.
In quel mondo sì che si poteva chiedere di tutto al governo ma i cubani facevano la fame perché l’economia era estremamente inefficiente. E in URSS lo stesso.
Quindi, bisogna andarci cauti. Governare società ed economie complesse non è facile. È come pilotare una mega nave che scivola sull’acqua lentamente.
Inutile continuare a trasmettere servizi TV che drammatizzano l’aumento dei prezzi dando voce a persone semplici che chiedono tutte la stessa cosa: il governo faccia scendere i prezzi.
L’economia vista dal basso può sembrare semplice ma è un delitto che i giornalisti non spieghino che è un imbroglio buono solo per fare da podio ai demagoghi come il sindaco che ha preso i voti a New York promettendo tutto gratis. Poi ha giurato, per di più sul Corano, passando a fare politica, cioè ha messo da parte le promesse assurde.
A Berlino la stessa cosa. La sindaca eletta ha seguito il metodo Mamdani e l’hanno votata perché gli elettori sono così.
Comunque, i governi possono fare molto, ma il problema è che nessuno può fare a meno del consenso e, quindi, bisogna regalare qualcosa da vendere come grande successo in TV.





