Dallo Spirito alla materia allo Spirito. La testimonianza rivoluzionaria di un gigante della scienza: la Coscienza è la chiave di tutto
Nel percorso di ricerca interiore che da millenni caratterizza ogni vera tradizione iniziatica, la domanda fondamentale e ineludibile è sempre stata una sola: chi siamo in realtà, al di là del velo dell’illusione e della forma?
Nel corso della prestigiosa conferenza promossa a Catania dall’Associazione Fratello Maggiore 3, nata da un’ispirata intuizione di Alessandro Noto e sapientemente moderata dal biologo e ricercatore Giancarlo Guerreri, il Professor Federico Faggin ha offerto una testimonianza straordinaria che ben si coniuga con le più profonde e millenarie verità ermetiche.

Un incontro reso ancora più intimo e significativo dalla presenza in sala della moglie Elvia e del figlio Eric, a testimonianza di un percorso umano e intellettuale condiviso anche all’interno della Fondazione Federico e Elvia Faggin, organizzazione no-profit dedicata specificamente allo studio scientifico e rigoroso della coscienza e della sua natura fondamentale.

Scienziato di fama planetaria e padre incontestato della rivoluzione informatica – a cui dobbiamo l’invenzione del primo microprocessore al mondo (l’Intel 4004), della rivoluzionaria tecnologia Silicon Gate (SGT), fino al touchpad e al touchscreen capacitivi sviluppati con Synaptics -, Faggin ha vissuto un momento cruciale di svolta, esistenziale e concettuale, a metà degli anni Novanta.
Durante un’esperienza di risveglio spontaneo e folgorante, un’intensa energia d’amore incondizionato, unita a una luce vivida e trasparente, lo ha portato a percepirsi, d’un tratto, oltre i confini ristretti del proprio corpo fisico.

Questa esperienza, forte e diretta, ha lasciato una pace intima e una chiarezza interiore mai vissute prima, rivelandogli la natura illusoria dell’isolamento individuale.
Nelle vie iniziatiche, questa sorta di “morte simbolica” del riduzionismo egoico rappresenta il passaggio indispensabile dalla cecità, che caratterizza la vita profana, alla visione consapevole della realtà ultima.
Faggin ha dimostrato, attraverso il rigore del suo percorso intellettuale e umano, che l’essere umano è ben altro che un mero meccanismo biologico, né si può descrivere compiutamente come un semplice aggregato casuale di atomi soggetto al degrado inesorabile della materia.
Al contrario, l’uomo si rivela come una vera e propria scintilla divina, un campo quantistico di coscienza autocosciente che preesiste e sopravvive all’involucro fisico.
In questo suggestivo parallelo tra gli antichi misteri e la scienza d’avanguardia, il sapere scientifico – quando viene finalmente purificato dai dogmi opprimenti e limitanti del materialismo riduzionista – cessa di porsi come antagonista dello Spirito per farsi alleato e strumento di svelamento dell’Universo.
La parabola di Faggin, condivisa in maniera molto generosa con l’accogliente pubblico di Catania, costituisce una prova tangibile che la vera gnosi non risiede certo nell’accumulo passivo di nozioni o dati informatici bensì nell’esperienza diretta, viva e trasformativa dell’Essere.
Riconoscere la priorità della coscienza significa riappropriarsi del sacro, risvegliando nell’Uomo la consapevolezza della propria origine immortale.



Mariarosaria Murmura abita comunicazione e formazione come ponti verso l'essenziale, promuovendo una consapevolezza che attinge alle radici dell'umano. Autore di narrativa e saggi, dedica la sua ricerca alle Tradizioni e alle Vie iniziatiche, temi che approfondisce in seminari e conferenze.


