Nel Multisala del Campo Largo è in programmazione un film interessante dal titolo “War and desertion” – Nel metaverso piddino Mattarella, D’Alema e Napolitano sono uomini di estrema destra – AfD è partito pacifista di sinistra
Non siamo in guerra, ma un pochino sì. È come dire che la signora Cesira è un pochino incinta. Solo un pochino.

Va che Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici (PD), ha dichiarato alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia che i giovani non faranno i soldati in caso di conflitto e che i giovani PD organizzeranno i disertori.
«Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto – ha detto la Libero -, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori».
Libero ha contestato l’aumento delle spese militari, chiedendo di spostare le risorse su sanità, salari e stato sociale e ha detto di stare dalla parte dell’Ucraina e di condannare Vladimir Putin.
L’uscita ha acceso un forte dibattito interno. L’ala riformista del Partito Democratico e figure come Giorgio Gori hanno preso le distanze, criticando l’analogia e richiamando i valori della Resistenza. Altri esponenti, come Arturo Scotto, hanno difeso le sue parole, interpretandole come la voce di una generazione che crede fermamente nella pace.
Il problema è che il virginale libero pensiero dell’esponente del PD (Partito democratico o Parrocchia democratica?) ha sconvolto in questo esordio di Terzo millennio i concetti stessi di sinistra e di destra.
AfD (Alternative für Deutschland), ad esempio, dal virginale libero pensiero esce come un partito pacifista di estrema sinistra.
La posizione del partito di estrema destra tedesco AfD sulla guerra in Ucraina e sul riarmo della Germania è nettamente critica rispetto alla linea ufficiale tenuta dai governi di Berlino e dalla NATO. Il partito propone una revisione radicale della politica estera e di difesa tedesca.
AfD chiede la cessazione immediata di ogni invio di armi e finanziamenti a Kiev e sostiene che l’invio di armi prolunghi inutilmente il conflitto e aumenti il rischio di un’escalation diretta tra la NATO e la Russia.
Il partito si oppone fermamente alle sanzioni economiche contro Mosca, sostenendo che abbiano danneggiato l’economia tedesca (soprattutto per l’aumento dei costi energetici) più di quella russa e propone la riapertura dei canali commerciali e il ripristino delle forniture energetiche dalla Russia (come il gasdotto Nord Stream).
AfD sollecita inoltre un cessate il fuoco immediato e l’avvio di trattative di pace, opponendosi all’ingresso dell’Ucraina nella NATO o nell’Unione Europea.
AfD critica l’impostazione data al piano straordinario di riarmo tedesco (Zeitenwende e le successive riforme della difesa), accusando la classe politica di sottomettere la sicurezza nazionale agli interessi strategici degli Stati Uniti e della NATO.
Che dire?
Tra AfD e il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte c’è poca differenza.
Il Movimento 5 Stelle (M5S), guidato da Giuseppe Conte, esprime infatti sulla guerra in Ucraina e sul riarmo una linea politica nettamente pacifista e contraria all’escalation militare. La posizione del movimento si articola attorno a punti fondamentali ben precisi.
In primo luogo, stop all’invio di armi. Il M5S sostiene la cessazione immediata dell’invio di forniture militari a Kiev, affermando che “continuare a inviare armi significa solo allontanare la pace” e prolungare la sofferenza delle popolazioni e l’instabilità globale.
Il M5S chiede poi un cambio di passo radicale nelle politiche estere italiana ed europea, sollecitando l’avvio immediato di negoziati di pace e la promozione di una Conferenza internazionale che recuperi lo “spirito di Helsinki”.
Il movimento condanna l’aggressione russa ma ritiene che le ragioni dell’Ucraina debbano essere difese tramite iniziative multilaterali e la forza del diritto internazionale, non con la via delle armi.
Il M5S di Conte si oppone con decisione ai piani di riarmo dell’Unione Europea (come il piano Rearm EU), sostenendo che le risorse debbano essere destinate al welfare, alla sanità pubblica, alle scuole e al sostegno sociale piuttosto che al settore bellico.
Inoltre, rifiuta l’innalzamento della spesa per la difesa verso il target del PIL richiesto dall’alleanza atlantica, definendolo insostenibile per i bilanci pubblici e incompatibile con il modello sociale europeo.
Quindi AfD e M5S sono di sinistra.
Vediamo chi è di destra e guerrafondaio pericoloso nei confronti del quale organizzare la diserzione.
Sono sicuramente di estrema destra i Volonterosi, guidati dal centrista Emmanuel Macron e dal laburista Andy Burnham. Di estrema destra è Ursula von der Leyen. Non parliamo del democristiano Friedrich Merz, cancelliere tedesco.
Ci sono poi dei precedenti italiani da tenere in considerazione.
Nel marzo 1999 la NATO avviò l’operazione militare Allied Force (durata dal 24 marzo al 10 giugno 1999) lanciando attacchi aerei contro la Repubblica Federale di Jugoslavia (composta allora da Serbia e Montenegro).
L’obiettivo dichiarato dalla NATO era fermare la pulizia etnica e la repressione condotta dalle forze di Slobodan Milošević nei confronti della popolazione albanese del Kosovo.
Durante l’intervento NATO del 1999, l’Italia era governata dal Governo D’Alema I: Massimo D’Alema era il Presidente del Consiglio dei Ministri e Sergio Mattarella ricopriva la carica di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri (diventerà poi Ministro della Difesa nel successivo Governo D’Alema II nell’ottobre 1999).
Il governo italiano prese la decisione di sostenere l’azione multilaterale della NATO e l’Italia fornì l’uso delle proprie basi aeree militari (come Aviano e Amendola) per i jet dell’alleanza e partecipò direttamente alle operazioni di sorvolo e bombardamento con i propri velivoli dell’Aeronautica Militare.
La scelta di partecipare alla campagna aerea fu un momento di fortissima tensione politica sia all’interno della maggioranza dell’epoca (con forti resistenze da parte della sinistra radicale, ad esempio Rifondazione Comunista) sia nel dibattito pubblico.
D’Alema e il suo governo sostennero che la partecipazione italiana fosse un obbligo vincolante derivante dall’appartenenza alla NATO e che fosse una misura estrema ma necessaria per fermare le atrocità umane e la catastrofe umanitaria in Kosovo.
In base al virginale libero pensiero il comunista Massimo D’Alema e il democristiano di sinistra Sergio Mattarella sono due pericolosi esponenti dell’estrema destra guerrafondaia, quella che ci condurrà alla guerra e nei confronti della quale sarà organizzata la diserzione.
Nel 2011, durante la crisi libica e l’intervento militare contro il regime di Muammar Gheddafi, l’Italia autorizzò le proprie basi per bombardare la Libia.
Nel febbraio-marzo 2011, in seguito alla repressione sanguinosa delle proteste da parte del regime di Gheddafi, l’ONU approvò la Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza, che autorizzava una no-fly zone e “tutte le misure necessarie” per proteggere i civili libici.
Su questa base, la NATO lanciò l’operazione Unified Protector.
In qualità di Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio Supremo di Difesa, Giorgio Napolitano sostenne con decisione la linea dell’intervento a fianco degli alleati internazionali.
L’Italia mise a disposizione della NATO sette basi aeree (tra cui Trapani Birgi, Sigonella, Amendola e Gioia del Colle) per consentire le operazioni di pattugliamento e bombardamento.
Napolitano sottolineò a più riprese che l’Italia non poteva sottrarsi ai propri obblighi internazionali e alle decisioni delle Nazioni Unite, della NATO e dell’Unione Europea, definendo la partecipazione italiana una risposta d’obbligo a una risoluzione ONU.
L’allora governo guidato da Silvio Berlusconi era inizialmente cauto e riluttante all’intervento militare, per via del trattato di amicizia firmato con la Libia nel 2008.
Tuttavia, di fronte alle pressioni degli alleati (in particolare della Francia e degli USA) e al forte impulso istituzionale giunto da Napolitano, l’esecutivo diede il via libera.
Successivamente, oltre all’uso delle basi e alla sorveglianza aerea, l’Italia partecipò anche direttamente con i propri velivoli militari alle missioni di attacco al suolo contro gli obiettivi del regime libico.
Ne consegue, secondo il virginale libero pensiero, che il comunista Giorgio Napolitano era un pericoloso esponente dell’estrema destra.
Nel metaverso del Multisala Campo Largo, una giovane piddina, ha distrutto ogni interpretazione obsoleta della destra e della sinistra e ci ha finalmente consegnato la verità: AdD e M5S sono di sinistra, mentre il comunista D’Alema, il democristiano di sinistra Sergio Mattarella e il comunista Giorgio Napolitano sono pericolosi esponenti dell’estrema destra.
Viene da pensare che nel PD si sia nella fase di disertare la realtà che, evidentemente, è di estrema destra o, forse, si sia già disertato il cervello.
Allo spettatore il giudizio.





