L’Italia sempre più ai margini
Mi dispiace per Giorgia Meloni che, dal 2022, è schierata a fianco dell’Ucraina invasa, ma che guida un governo inquinato dai filorussi e, soprattutto, un Paese molto concentrato sui suoi affari quotidiani e menefreghista sulla collocazione internazionale dell’Italia.
La situazione è seria, perchè una parte importante degli stati europei e la stessa UE stanno sostenendo lo sforzo bellico ucraino dopo l’abbandono degli USA, ma l’Italia è sempre più ai margini.
L’esito della guerra in Ucraina determinerà l’assetto europeo per molti anni e, quindi, la stessa possibilità che l’Europa divenga una potenza geopolitica in grado di difendere la sua economia e i suoi commerci.
Il ritardo da colmare è spaventoso ed è testimoniato dalle minacce esplicite di Mosca di usare contro gli stati europei le armi della guerra aperta invece di quelli già in uso della guerra ibrida, inclusi disinformazione, attentati e sabotaggi, ma anche dall’estromissione dell’Europa dal controllo della Libia dove ora stazionano russi e turchi e che manovra l’afflusso dei migranti altra arma di destabilizzazione di massa che colpisce il cuore della convivenza civile.
Strabilianti sono sia le posizioni pseudo pacifiste ignare della ferma determinazione di Putin di conquistare spazi per la ricostituzione dell’impero russo/sovietico, sia quelle di una Chiesa cattolica votata al martirio, che inneggia all’amore e lo presenta come una strategia politica.
Non riconoscere la realtà e pensare che delle buone parole possano modificarla va ben oltre il limite della stupidità.
Il pericolo è che queste posizioni assurde indichino agli italiani la via della sottomissione e della rinuncia a difendere la propria libertà, favoleggiando che la pace possa essere disarmata e disarmante.
Nulla di meglio per vellicare il servilismo e la mancanza di identità che caratterizza tanti in quest’epoca di soggetti forti in caccia di prede.
Nel febbraio 2022 avevo detto che l’invasione dell’Ucraina era lo spartiacque che separava il mondo nel quale ci si poteva mascherare da paladini dei diritti, inseguendo micro minoranze o anche solo proclamandosi antifascisti senza dover dimostrare nulla.
La linea di frattura rispetto alla quale tutti avrebbero dovuto dimostrare la loro identità. Ebbene è avvenuto.
Chi si definiva di sinistra ha preso le difese del regime putiniano e, in seguito, anche di quello iraniano e di Hamas. Un clamoroso capovolgimento di fronte, pur spacciandosi come eredi dell’antifascismo storico.
Altri come Giorgia Meloni, collocati a destra, hanno dimostrato di avere ben chiara cosa sia la lotta per la libertà.
Oggi c’è anche una destra asservita a Mosca, così come c’è una pseudo sinistra progressista che vuole la resa dell’Ucraina per poi contrattare il favore con l’ipotetico nuovo impero russo.
In questa situazione bisogna avere il coraggio di parlare di nazione e di interessi nazionali. Ebbene, oggi, questi non possono che stare con la trasformazione dell’Europa in una potenza anche militare.
L’Italia senza l’Europa non sarebbe nulla, ma bisogna starci non per retorici idealismi, bensì per interesse nazionale. Ai giovani bisogna insegnare che solo in quest’ambito possiamo difenderci e svilupparci.
Agli immigrati bisogna insegnare che sono ospiti obbligati a rispettare le leggi e il nostro stile di vita e solo con il rispetto di entrambi possono integrarsi e rimanere con noi.





