L’intento principale dell’incontro è consolidare i rapporti di sicurezza e cooperazione strategica tra i due Paesi
Si è tenuta il 21 agosto 2026 a Giacarta la seconda riunione ministeriale del Dialogo congiunto tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Cina e Indonesia.
Il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il Ministro della Difesa Dong Jun hanno copresieduto gli storici colloqui con il Ministro degli Esteri indonesiano Sugiono e con il Ministro della Difesa indonesiano Sjafrie Sjamsoeddin, consolidando un partenariato strategico che, secondo i funzionari, ha un significato che va ben oltre la sfera bilaterale.
L’incontro segna un momento cruciale nelle relazioni e nella cooperazione politica, economica e di sicurezza tra le due potenze del Sud globale poiché il meccanismo “2+2” è il primo del suo genere istituito dalla Cina a livello globale.
Si tratta di un significativo incremento della cooperazione in materia di sicurezza politica e difesa tra due delle nazioni più influenti del Sud del mondo.
Entrambe le delegazioni hanno sottolineato l’urgenza di una maggiore solidarietà tenuto conto del contesto internazionale in rapida evoluzione, caratterizzato da profondi cambiamenti e nuove sfide.
Il Ministro degli Esteri Wang Yi ha evidenziato il valore simbolico dell’incontro, osservando che, in quanto principali Paesi in via di sviluppo e membri chiave del Sud del mondo, la partnership Cina – Indonesia funge da “indicatore” per la stabilità regionale e globale.
Il Ministro Wang ha richiamato l’eredità storica della Conferenza di Bandung del 1955, pietra miliare nella solidarietà afro-asiatica ed ha esortato entrambe le nazioni a portare avanti lo “Spirito di Bandung” e i Cinque Principi di Coesistenza Pacifica (noti anche come Panchsheel) criteri fondamentali della politica estera cinese, formulati per la prima volta nel 1953 da Jawaharlal Nehru (Primo Ministro dell’India) e Zhou Enlai (Primo Ministro della Cina) per unire i Paesi in via di sviluppo e promuovere un sistema di governance globale più giusto ed equo.
Il Ministro della Difesa Dong Jun ha fatto eco a tale sentimento, affermando che la cooperazione bilaterale in materia di difesa è diventata un “modello” per i principali Paesi in via di sviluppo e per il Sud del mondo, e ha esortato entrambe le parti a utilizzare la lungimiranza strategica per approfondire i legami militari e infondere la necessaria stabilità in un mondo turbolento.
Il dialogo ha prodotto risultati concreti significativi, in particolare nei settori della difesa e della sicurezza e le due parti si sono impegnate ad approfondire la cooperazione in materia di attrezzature e tecnologie per la difesa, compresi i piani per impianti di produzione congiunti e trasferimento tecnologico in Indonesia, segnalando un passo avanti verso una maggiore integrazione industriale.
Il rafforzamento dei meccanismi di cooperazione militare, le esercitazioni e l’addestramento congiunti e la cooperazione in materia di sicurezza marittima per salvaguardare le principali rotte marittime sono stati temi al centro dell’agenda dei lavori e sui quali è stata raggiunta una piena concordants di vedute.
Una forte enfasi è stata posta sulla lotta alla criminalità transnazionale e i ministri hanno concordato di ampliare la cooperazione in materia di antiterrorismo, applicazione della legge e lotta contro le frodi informatiche, il gioco d’azzardo online e le truffe nel settore delle telecomunicazioni, anche potenziando la condivisione di informazioni e lo sviluppo delle capacità.
I colloqui hanno avuto anche una chiara dimensione geopolitica, incentrata sulla stabilità regionale e sull’autonomia strategica.
Il Ministro degli Esteri indonesiano Sugiono ha ribadito la ferma adesione dell’Indonesia alla politica “Una sola Cina” e l’opposizione alle interferenze esterne, esprimendo al contempo apprezzamento per il sostegno della Cina in merito alla sovranità nazionale indonesiana.
Le due parti hanno congiuntamente sostenuto un “modello di sicurezza asiatico” che privilegia il dialogo e la consultazione, puntando al mantenimento della pace e della stabilità nel Mar Cinese Meridionale e supportando la piena attuazione della Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar Cinese Meridionale (DOC).
I ministri hanno sottolineato l’importanza di opporsi alle interferenze esterne e di rafforzare il coordinamento in seno a piattaforme multilaterali come le Nazioni Unite, l’APEC e i BRICS dove Cina e Indonesia si stanno ponendo come figure chiave nella costruzione di un ordine mondiale multipolare più inclusivo e rappresentativo degli interessi dei paesi in via di sviluppo.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


