In attesa che l’America reagisca
L’America è una nazione importante, tutte le nazioni espressioni dei popoli lo sono questo è sotto inteso, ma l’America dal 1776 in poi è stata (forse) la nazione che ha più condizionato il mondo occidentale in tema di valori, principi e diritti.
Ora l’America, come nazione, ha un presidente (e un’amministrazione) imbarazzante.
Molti osservatori si soffermano sugli ultimi momenti e sulle ultime esternazioni del Presidente, ma se analizziamo nel tempo il tutto dalla sua elezione le situazioni imbarazzanti si sono susseguite.
La prima anomalia è stata quella dei dazi, che veniva sdoganata come una misura economica di contenimento delle ricchezze americane rispetto al mondo esterno.
Tutto ciò, come se la globalizzazione non esistesse e come se ogni Paese non dipendesse dal mercato mondiale e, quindi, dai comportamenti degli altri Paesi.
I dazi sono stati visti dapprima come una misura economica-politica di attacco alla Cina e alla Russia, ma poi Trump ha riservato lo stesso atteggiamento nei confronti dell’Europa con un intento di disgregare l’unità europea ed in parte riuscendoci.
I dazi, sebbene abbiano un fondo economico, sono una stranezza piuttosto forte e, peraltro, a conti fatti, non hanno aiutato alcuna economia né quella Americana né quella degli altri Paesi.
I dazi alla Cina si sono poi sgretolati con l’ultimo visita dell’amministrazione americana a Pechino, dove, di fatto, Trump ha fatto un viaggio di natura economica basato sul rinnovamento di rapporti con il colosso cinese e con l’intento di avere il via libera per una pace in Medio Oriente (palude in cui il Titano americano sta affondando).
Altra alzata d’ingegno di Trump è quella illazione di “conquistare” la Groenlandia, territorio della Danimarca, paese della NATO, ritenendo che tale lembo di terra sia da considerare parte del territorio americano.
E senza che nessun leader europeo aprisse bocca, il Presidente Americano ha potuto affermare che o la Groenlandia sarebbe diventata territorio americano con le “buone” o lo sarebbe diventato con le “cattive”: intendendo una conquista (anche) non pacifica dell’isola.
Nessun capo di stato assennato avrebbe sostenuto ciò con tanto vigore, nessuna amministrazione gli sarebbe stata accanto.
Non si tratta solo di imbarazzo internazionale, ma una vera e propria follia.
Sull’Iran e sui vari volta faccia e le offese a chi (a detta sua) non lo aveva appoggiato (si veda l’Europa e, in primis, l’Italia) sono piene le pagine dei quotidiani mondiali.
Gli annunci apocalittici di una guerra globale si sono succeduti ad annunci altrettanto azzardati di una pace già sottoscritta (fino a quando non c’era la smentita della controparte).
L’ultima a Ginevra dove ha annunciato la pace con l’Iran e la firma dell’intesa per il 19/06/2026, ma non aveva fatto i conti con Netanyahu ed i suoi generali che hanno ordinato un ulteriore e nuovo nonché sistematico bombardamento del Libano.
Un Presidente azzoppato e in preda a vaneggiamenti fantasiosi, per non dire ridicoli e folli; e come se non bastasse ostaggio del governo israeliano che ha come unico scopo quello di rendere “pan per focaccia” ai terroristi di Hamas che infestano le terre circostanti ed in primo luogo il Libano.
Trump è non solo inaffidabile, non solo incapace, non solo folle nelle sue esternazione, ma è anche profondamente narcisista.
L’ultima uscita nella stanza ovale, nella quale un giornalista del Times ha potuto apprendere che il Presidente si paragona, e spiega i motivi della sua grandezza rispetto a personaggi della storia come Napoleone, Alessandro Magno, Hitler ed altri.
Asserendo che lui è di gran lunga il più grande perché dispone della più grande aviazione del mondo.
Tutto ciò, può ampiamente bastare e fare riflettere che il Congresso degli Stati Uniti d’America deve mettere in stato d’accusa il Presidente per Alto Tradimento e per comportamenti contro lo Stato d’America.
Quest’uomo dispone del potere di sganciare le oltre 1000 testate nucleari in possesso degli Stati Uniti ed uno che si dice superiore a Napoleone o Alessandro Magno in Paesi “normali” viene messo in una struttura di salute mentale.
Non possiamo tollerare che il più grande Paese del Mondo, la Nazione che esprime i valori di libertà, uguaglianza e giustizia possa essere guidata da un soggetto che ha “alzate” di ingegno del genere.
Il Mondo, sino a oggi, si è poggiato anche sul livello di ponderatezza e sobrietà dei governanti dei Paesi più importanti.
Per la prima volta siamo di fronte ad un Presidente che ha tradito il suo mandato e che è totalmente in mano ai poteri finanziari ed economici dell’industria mondiale.
L’America ha gli anticorpi per reagire e deve farlo: il Congresso batta un colpo o potrebbe essere troppo tardi.





