Ma dove sono le prove di quello che affermiamo?
Nei confronti politici un po’ di strumentalizzazione c’è sempre stata. Oggi come ieri.
Ma essere politicamente schierati voleva dire essenzialmente riconoscersi in un insieme di valori.
Io sono progressista e tu sei conservatore. Ok e su questo abbiamo visioni diverse su come tante cose dovrebbero essere fatte.
Esiste però un punto di svolta che non capisco ed è quello per cui per onorare la propria parte politica, o gruppo di appartenenza, o fede o insieme o chiamatelo come vi pare, si deve falsificare o fare finta di non vedere la realtà dei fatti.
Perché allora la politica non c’entra più niente. Qui siamo in un’altro luogo, in un’altra situazione completamente.
Sono due anni che sento dire che Israele commette crimini. Che ha causato un genocidio, una carestia e chissà che altro.
Diciamo che la voce che lo dice per prima è quella che ti fa spaventare e anche dubitare che potrebbe pure essere vero.
Ma quindi per capirlo si cercano prove e però le prove non ci sono, non si vedono, non si manifestano.
A questo punto non c’entra più lo schieramento politico. Se non ci sono prove non ha senso continuare ad affermare qualcosa che non riesci a dimostrare, ti copri solo di ridicolo.
Invece, tutti i giorni scendo sui social e tutti i giorni vedo iniziative di sinistra che cercano di sensibilizzare sul genocidio.
Cioè, non si sta cercando di contestare la condotta del governo israeliano in quanto ha sbagliato questa tale o tal’altra politica e magari si suggerisce che cosa avrebbe dovuto o non dovuto fare o non fare.
Che poi sarebbe anche il modo migliore di dimostrare che abbiamo una visione politica migliore, un progetto di società migliore e delle soluzioni migliori per pacificare il Medio Oriente.
No, si continua ad affermare una falsità che nessuno dopo due anni riesce a provare e a chiedere sostegno per lo staterello aggressore che ha scatenato una guerra assurda, massacrando civili e sulla base di rivendicazioni territoriali anche quelle non provate.
E accampando, poi, continue falsità su falsità conclamate, tipo quella per cui la Striscia di Gaza è in stato di apartheid e che gli israeliani gli rubano gli organi, gli tolgono l’acqua, il cibo, l’elettricità, Internet a piacere.
Prove di tutto questo: zero.
Questo non è scontro politico. Non c’entra niente essere di sinistra o di destra. Questo è combattere contro la menzogna da una parte e dall’altra brandire la menzogna e chiamarla verità senza una prova, una che lo sia.
E neanche cercare di trovarla questa prova.
Qualcuno imputa a Israele crimini su crimini tutte le volte che parla ma nei suoi rapporti non ci sono mai prove, solo testimonianze improbabili e dati inaffidabili forniti da Hamas.
Se lo scontro fosse sul serio politico nessuno schieramento difenderebbe mai una tesi indimostrabile, senza prove che la fanno stare in piedi. Senza alcuna pezza d’appoggio.
Sarebbe un inganno con le gambe cortissime, che verrebbe smontato da un giornalismo serio e ci sarebbe un’opinione pubblica che non perdonerebbe alla propria parte politica di dire cose false.
Ma ora noi siamo in un’altra fase storica.
Non ce ne frega nulla della verità. Ci piace raccontarcela in modo da costruire un film bellissimo e poi si decide che quel film deve essere vero.
Perché? Perché è bello così!
Libertà, diritti, giustizia e Palestina libera! Cioè vogliamo la democrazia ma vogliamo pure la dittatura che distrugge la democrazia israeliana.
Però suona bene!
Dopo l’epoca delle ideologie contrapposte siamo entrati nell’epoca dell’imbecillità della post-intelligenza.
I fatti non ci interessano, ci interessa il romanzo! Se il romanzo è ben scritto nessuno lo contesti.
Questa non è politica, è qualcos’altro. Che cosa non lo so. Lo chiederemo allo psichiatra o non so a chi.
Non c’entra niente essere di sinistra o di destra ormai. C’entra se scegli di credere alle favole perché ci vuoi credere o se vuoi aprire gli occhi perché hai bisogno di conoscere la realtà.
Come ci siamo arrivati a tutto questo non lo so ma davvero mi fa paura.
Forse abbiamo visto troppe serie TVV. Forse la realtà non ci dà abbastanza e pensiamo che negarla possa salvarci dal viverla.
Forse. O forse siamo davvero semplicemente rincoglioniti.





