L’Italia sarà osservatore
Alla riunione del Board of Peace del 19 febbraio a Washington verrà annunciato, come ha riferito Donald Trump – che “gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e hanno impegnato migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza”.
“Il Board of Peace – ha detto Trump – ha un potenziale illimitato” con una visione coraggiosa che va oltre Gaza, “la pace nel mondo. Il Board of Peace si rivelerà l’organismo internazionale più importante della storia ed è per me un onore essere il suo presidente”.
Donlad Trump ha anche affermato che “Hamas deve mantenere il suo impegno per una piena e immediata smilitarizzazione”.
“Gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e hanno impegnato migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza”.
L’Italia parteciperà giovedì 19 alla prima riunione a Washington del Board of Peace come Paese osservatore. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto un invito per il “costante impegno dimostrato per la pace, la stabilità e la cooperazione internazionale”.
Il livello di partecipazione del nostro Paese deve ancora essere determinato, anche se probabilmente sarà quello di osservatore.
Nonostante lo starnazzare della sinistra italiana contro la Meloni, anche la commissaria europea Dubravka Suica si recherà a Washington questa settimana per partecipare a una riunione del Board of Peace, istituito dal presidente Donald Trump, in qualità di osservatrice, ha dichiarato lunedì un portavoce della Commissione europea.
“La Commissione europea non diventa membro del consiglio per la pace, partecipiamo a questo incontro proprio nel segno del nostro impegno di lunga data per l’attuazione del cessate il fuoco a Gaza, nonché per prendere parte agli sforzi internazionali per sostenere la ricostruzione e la ripresa postbellica a Gaza”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce Guillaume Mercier.
In ottica statunitense, la presenza di osservatori potrà rafforzare la portata e credibilità dell’esercizio. Secondo quanto si è appreso, gli osservatori non avranno facoltà di intervenire ai lavori, ma potranno partecipare attivamente a discussioni a margine dell’evento e potranno anche condividere in anticipo con gli organizzatori eventuali contributi nazionali da valorizzare durante l’incontro di Washington.
Gli Stati osservatori non dovrebbero votare l’eventuale progetto di risoluzione del Board of Peace, previsto dopo la riunione.





