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I FRATELLI MUSULMANI E I RAPPORTI CON GLI USA

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La persecuzione dei Fratelli Musulmani e dei loro proxy da parte dell’Amministrazione Trump

Nei corridoi del potere, le parole contano, inquadrano la minaccia, giustificano la risposta e plasmano la percezione pubblica. Sotto l’amministrazione Trump, la retorica antiterrorismo ha progressivamente offuscato i confini tra ideologia e fede, culminando in una campagna mirata contro i Fratelli Musulmani e i loro militanti inclusi Hamas.

Centrale in questo cambiamento è Sebastian L. Gorka, reintegrato all’inizio del 2025 come Vice Assistente del Presidente e Direttore Senior per l’Antiterrorismo. Il suo ruolo ha cristallizzato la postura ideologica dell’amministrazione che, intenzionalmente o meno, rischia di amplificare le divisioni interne mentre intensifica la sua guerra asimmetrica. “Il prossimo anno ricorrerà il 25º anniversario dell’11 settembre”, ha detto Gorka in un recente evento, aggiungendo che il suo obiettivo, sotto la guida del Presidente Trump, è quello di sradicare l’estremismo islamico.

Gorka non ha mai nascosto le sue posizioni: ha descritto l’estremismo islamista non solo come una piaga politica o sociologica, ma come una minaccia ideologica esistenziale. Lo stesso sostiene che “la violenza è una parte ‘fondamentale’ dell’Islam” e respinge spiegazioni radicate nella governance, nella povertà o nelle rivendicazioni politiche insistendo invece che l’antiterrorismo deve riconoscere il nucleo ideologico del radicalismo.

In un’intervista del gennaio 2025 al The Times, Gorka ha delineato le sue priorità immediate: “mettere in sicurezza i confini, identificare le minacce terroristiche all’interno della nazione, localizzarle e rimuoverle”. A livello internazionale, ha invocato la necessità di delegittimare le narrazioni jihadiste globali, paralizzare la propaganda estremista attraverso strumenti cibernetici e collaborare con partner regionali come Giordania ed Egitto. In modo significativo, ha invitato alleati come il Regno Unito a rimpatriare i cittadini legati all’ISIS presenti in Siria, riconoscendo un dovere condiviso in materia di sicurezza.

Sotto questo ombrello strategico, i Fratelli Musulmani da tempo stigmatizzati dai parlamentari vicini a Trump come progenitori ideologici di minacce quali Hamas sono finiti al centro dell’attenzione. Proposte come il Muslim Brotherhood Terrorist Designation Act e leggi simili puntano su sanzioni, divieti legali e designazione ufficiale un percorso che si inserisce perfettamente nella visione di Gorka secondo cui il linguaggio è politica e l’ideologia è un campo di battaglia.

Ma c’è un punto da considerare: i Fratelli Musulmani non costituiscono una rete unitaria e violenta sono un movimento complesso, decentrato, con molte dimensioni politiche e sociali. Assimilarli in toto a entità terroristiche rischia di alienare attori moderati e di compromettere le relazioni degli Stati Uniti con nazioni come Giordania, Tunisia o Marocco, dove affiliati dei Fratelli Musulmani partecipano alla governance. Inoltre, i critici sostengono che l’impostazione di Gorka calpesti le sfumature.

Esperti di antiterrorismo e studiosi denunciano la semplificazione eccessiva racchiusa nel suo mantra —e avvertono che dipingere l’Islam in generale come il problema rischia di allontanare gli alleati e di alimentare la propaganda estremista. Ciononostante, all’interno dell’amministrazione questa lente ideologica ha guadagnato terreno. La riammissione e il posizionamento pubblico di Gorka evidenziano un cambiamento strategico: uno che privilegia la battaglia ideologica contro quella che l’amministrazione considera un’ideologia totalitaria islamista — rispetto ad approcci più misurati e multifattoriali, radicati nell’analisi sociopolitica. L’antiterrorismo non deve avere la politica intrecciata al suo interno per poter essere efficace. Hamas, Al Nusra e simili entità devono sparire. Insieme a loro, devono essere bandite anche le organizzazioni che li finanziano e li rafforzano, come il CAIR. Gli innocenti devono essere protetti a tutti i costi, così come la libertà.

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  • Redazione

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