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NETANYAHU, IN OGNI CASO CONTROLLEREMO GAZA CITY

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a cura di Agenzia Nova
Netanyahu: “Controlleremo Gaza City anche se Hamas accetta la proposta Usa. Lavoriamo per gli ostaggi”

Non ci sono tuttavia piani “in questa fase” per inviare una delegazione israeliana in Qatar o in Egitto per colloqui su un cessate il fuoco e un accordo per il rilascio degli ostaggi, ha specificato l’ufficio del primo ministro israeliano

Israele assumerà il controllo di Gaza City, nel nord della Striscia, anche se il movimento islamista palestinese Hamas dovesse accettare l’accordo di tregua proposto dagli Stati Uniti, che in precedenza aveva rifiutato. Lo ha detto all’emittente “Sky News Australia” il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aggiungendo che lo Stato ebraico è “sul punto di portare a termine la guerra” a Gaza. Netanyahu ha affermato che, anche se Hamas avesse accettato l’accordo, le Forze di difesa israeliane (Idf) avrebbero comunque conquistato Gaza per eliminare i miliziani di Hamas rimasti e garantire la sicurezza. “Lo faremo comunque, non c’è dubbio: Hamas non rimarrà a Gaza. Penso che il presidente (degli Stati Uniti, Donald) Trump l’abbia espresso al meglio, dicendo che Hamas deve scomparire da Gaza”, ha affermato Netanyahu, sottolineando: “Ci stiamo avvicinando alla fine della guerra, una guerra su sette fronti che include l’Iran e i suoi alleati”. “Questa guerra potrebbe finire oggi. Può finire se Hamas depone le armi e rilascia i restanti 50 ostaggi, almeno 20 dei quali sono vivi, e il nostro obiettivo è quello di liberare tutti gli ostaggi, disarmare Hamas, smilitarizzare Gaza e dare un futuro diverso ai gazawi”, ha spiegato il premier israeliano, secondo cui l’eliminazione dell’ultima roccaforte del gruppo islamista è essenziale per una pace duratura, sia per gli israeliani che per i palestinesi.
 
Il primo ministro ha approvato i piani per l’occupazione di Gaza City e ha “ordinato di avviare negoziati immediati per il rilascio di tutti i nostri ostaggi”. Lo riferisce l’emittente israeliana “Channel 12”, citando le parole del leader israeliano dopo un briefing dei vertici delle Forze di difesa israeliane sui piani per il proseguimento delle operazioni nella Striscia di Gaza. “Siamo nella fase decisiva”, ha affermato Netanyahu. “Sono venuto oggi alla Divisione di Gaza per approvare i piani presentati dalle Idf e dal ministro della Difesa per la conquista di Gaza City e la sconfitta di Hamas. Apprezzo moltissimo l’impegno dei soldati della riserva e, naturalmente, dell’esercito regolare, per raggiungere questo obiettivo cruciale”. Il premier ha poi sottolineato l’importanza di procedere parallelamente sul fronte degli ostaggi: “Contemporaneamente, ho ordinato di iniziare immediatamente negoziati per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la conclusione della guerra, a condizioni accettabili per Israele. Questi due obiettivi – la sconfitta di Hamas e il rilascio di tutti i nostri ostaggi – vanno di pari passo”.
 
Non ci sono piani “in questa fase” per inviare una delegazione israeliana in Qatar o in Egitto per colloqui su un cessate il fuoco e un accordo per il rilascio degli ostaggi, ha specificato l’ufficio del primo ministro israeliano al quotidiano “The Times of Israel”, in seguito all’annuncio del premier.
Le Forze di Israele avvertono gli ospedali e le Ong di prepararsi ad evacuare Gaza City
Intanto le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato le prime chiamate di avvertimento agli enti medici e alle organizzazioni internazionali nel nord della Striscia di Gaza per prepararsi a evacuare la popolazione di Gaza City verso il sud dell’enclave.
 
Le Idf hanno riferito agli enti medici che “sono in corso adeguamenti alle infrastrutture ospedaliere nella parte meridionale della Striscia per accogliere i malati e i feriti, insieme a un aumento dell’ingresso delle attrezzature mediche necessarie secondo le richieste delle organizzazioni umanitarie internazionali”, si legge nella nota. “Ci sarà un’evacuazione completa da Gaza City alla Striscia meridionale”, hanno detto le Idf agli enti medici e alle organizzazioni, secondo quanto riportato nella stessa nota.
L’Italia e altri 26 Paesi chiedono l’accesso nella Striscia dei media stranieri
L’Italia, insieme ad altri 26 Paesi che aderiscono alla “Media Freedom Coalition”, ha firmato un appello al governo di Israele, affinché consenta l’accesso immediato a Gaza a giornalisti e media, chiedendo a tutte le parti del conflitto ogni sforzo per garantire la sicurezza degli operatori dell’informazione. Già negli scorsi giorni, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva definito inaccettabili gli attacchi contro i giornalisti a Gaza, segno del livello di violenza ormai raggiunto dal conflitto e dell’urgenza di mettere fine all’uccisione di vittime innocenti. Il ruolo dell’informazione è difatti fondamentale nel mettere in luce la devastante realtà della guerra e per questo è necessario garantire l’accesso in sicurezza dei media anche alle zone di conflitto. L’Italia e i suoi partner ribadiscono la condanna contro attacchi deliberati e contro ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dei media, ricordando che il diritto internazionale umanitario prevede l’obbligo di proteggere quanti operano per assicurare la libertà d’informazione anche durante i conflitti. Viene, inoltre, rinnovato l’appello a un percorso che garantisca pace e sicurezza durature e la realizzazione della soluzione a due Stati, attraverso il cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi e l’accesso degli aiuti umanitari a Gaza. La “Media Freedom Coalition” è stata istituita nel 2019 ed è una partnership che riunisce oggi oltre 50 Paesi e organizzazioni internazionali che lavorano per sostenere e difendere la libertà di stampa e la sicurezza di giornalisti e operatori dell’informazione

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  • Redazione

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