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LIBERTÀ È OSARE LA VERITÀ

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In quel mondo degli ignavi, dei cerchiobottisti che è diventata l’Europa sottoposta al lavaggio del cervello di trent’anni di predominio delle logiche neocon, fabiane, neocolonialiste, ormai difendere la libertà significa osare la verità. La verità, intesa come orthothes, in quanto esatta corrispondenza, si avvale della razionalità.

Per l’aletheia (svelamento) rinvio alla conoscenza intuitiva, ma qui, per la verità come esatta corrispondenza, non è necessario intuire, basta ragionare osando.

In previsione del vertice Nato di oggi, domenica scorsa il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha dichiarato che l’intelligence di Kiev ha le prove che la Russia sta preparando nuove operazioni militari in Europa.

L’ex comico che comanda a Kiev sforna notizie senza senso, definite dal presidente russo, Vladimir Putin: “tattica intimidatoria utilizzata dall’Occidente per estorcere denaro al proprio popolo”.

Al netto delle reazioni russe, la dichiarazione sui piani di invasione russa è pura propaganda.

Zelensky, sfuggito, sempre secondo l’intelligence di Kiev, ad un attentato all’aeroporto polacco di Rzeszów (lo riferisce l’agenzia polacca Pap), è volato ieri a Londra per incontrare Re Carlo e il premier britannico Keir Starmer, in quanto Kiev spera che le sue esigenze di fronte all’avanzata russa non siano oscurate dagli sviluppi in Medio Oriente.

La ricerca di protezione inglese mette a nudo il vero problema attuale di Kiev. Zelensky è letteralmente nelle mani degli inglesi, ancorati all’idea neocon di confliggere con Mosca, mentre Donald Trump al G7 ha detto che è stato un errore di Obama e di Trudeau quello di espellere la Russia del G8. Donald Trump, inoltre, se ne è andato prima del tempo dal G7, di fatto delegittimando un organismo internazionale ormai obsoleto.

Gli Usa hanno trasformato la Russia da nemico in interlocutore. Questo non significa che si sono fidanzati e che andranno a nozze, ma che hanno invertito la marcia neocon intesa a disastrare e infiacchire la Russia.

Ne è prova che il Cremlino fa sapere che i raid Usa in Iran non intaccano il dialogo fra Mosca e Washington.

I bombardamenti degli Stati Uniti in Iran, che Vladimir Putin ha condannato come “ingiustificati e non provocati”, non intaccano il dialogo fra Stati Uniti e Russia, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che “si tratta di processi indipendenti l’uno dall’altro”.

Piaccia o non piaccia a Zelensky e agli inglesi (e ai loro corifei baltici), Usa e Russia si parlano.

In questo nuovo quadro a Zelensky non rimane che alzare la tensione, con notizie di piani di invasione ai quali crede ormai solo la Kallas, impotente a fare qualsiasi cosa, come dimostra il fatto che Ungheria e Slovacchia hanno bloccato un nuovo pacchetto di sanzioni Ue a Mosca.

Qualsiasi soluzione riguardante l’Ucraina, se soluzione si vuole che sia, passa attraverso un esame di realtà che esclude la propaganda e razionalmente fa i conti con la verità, ossia l’esatta corrispondenza tra ciò che è e ciò che si pensa e si dice che sia.

Se si passa dall’Ucraina al quadrante Medio Orientale, il fatto che la baronessa von der Leyen abbia convocato per ieri la riunione dei Ministri degli Esteri e per domani il Collegio dei Commissari per discutere dell’escalation del conflitto in Medio Oriente e dei suoi effetti sull’Europa, fa capire che l’Unione Europea si muove come un plantigrado in un momento nel quale sarebbe necessaria una reazione immediata. Del resto un morto non può correre.

L’Unione Europea, questa la verità incontrovertibile, è un fantasma geopolitico e una dittatura insensata nei rapporti con le popolazioni degli Stati aderenti, nonché un carrozzone burocratico che sforna idiozie a raffica. Osare la verità per difendere la libertà è dire che l’Unione Europea andrebbe sepolta, prima che il suo cadavere impesti il Vecchio Continente, già invaso dal suo olezzo di morte.

Osare dire la verità per difendere la libertà è dire che l’Onu è ormai un cadavere imbalsamato mantenuto sulla scena come il povero Leoníd Il’íč Bréžnev quando salutava dalle mura del Cremlino.

Il suo segretario straparla, mentre le sue organizzazioni o sono impotenti o sfornano pasticci.

L’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il sussidio dei rifugiati nel Medio Oriente, è stata più volte accusata di coprire i terroristi di Hamas.

L’Organizzazione mondiale della sanità è stata all’origine di tutte le follie che si sono accumulate nell’occasione della pandemia e ha perso ogni credibilità.

L’Aiea, ora, è all’origine del pasticcio Iran-Israele, in quanto in pochi giorni è passata dal dire che l’Iran era prossimo ad avere la bomba a dire l’esatto contrario. Ignavia pura. Cerchiobottismo all’ennesima potenza.

Il fatto è che l’Aiea, che doveva essere l’agenzia che certificava lo stato dell’arte dell’arricchimento di uranio non sapeva e non sa cosa dire dopo vent’anni di permanenza in Iran. Altra squadra di inutili da licenziare.  

Se vogliamo osare la verità per difendere la libertà , dobbiamo dire con chiarezza che gran parte degli organismi sovranazionali creati nel secolo scorso vanno eliminati.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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