
Dopo le precisazioni di ieri, vorrei partire dalle ultime frasi dell’articolo dell’ottimo Roberto Pecchioli intitolatO: “Israele, la destra e il canone occidentale” del 22 Giugno 2025.
Confesso di aver sempre letto avidamente tutto ciò che Pecchioli ha pubblicato, ma negli ultimi due articoli ho visto cose che, francamente, non capisco.
Pecchioli scrive: “Israele esista, magari spiegando chi finanzia il suo poderoso apparato militare e di intelligence, ma non distrugga tutto ciò che incontra sul suo cammino, non faccia ciò che lamenta sia stato fatto al suo popolo in passato.”
Come facciamo sulle montagne della Galil, analizziamo il bellissimo incipit “Israele esista.” Inconsapevolmente, credo, l’autore ha riecheggiato il grido che risuona in tutto Israele: “Am Israel chai!” “Viva il popolo di Israele!”
Ciò risulta conforme allo status di cattolico, che Pecchioli rivendica spesso con orgoglio, perché per un vero cattolico Israele risulta prezioso e l’augurio di vita è sicuramente sincero.
Mi ha fatto venire in mente, inoltre, il passuk della Torah relativo al Mago Balaam:
“… secondo il libro dei Numeri 22-24, Balaam incontra la vicenda di Israele in cammino verso la terra promessa, nelle steppe di Moab. Battaglieri gli Israeliti seminano il panico tra le popolazioni locali durante il loro cammino. I Moabiti decidono di ricorrere non alle armi ma piuttosto alla magia. Il loro re Balac interpella Balaam affinché fermi questi invasori con le sue imprecazioni. Ma una sorpresa interviene: con tutta la sua tenacia, il mago Balaam non riesce a maledire Israele. Pronuncia solo benedizioni, divenendo in modo paradossale un “profeta” di Israele, malgrado sé stesso e l’ordine del suo mittente, il re di Moab. Giunto a vedere da alture vicine il campo degli Ebrei, Balaam ripete per tre volte successive la benedizione ispiratagli da Dio invece della maledizione proposta da Balac. «Che belle sono le tue tende Israele». Prima di ripartire alla volta del suo paese enuncia un ultimo oracolo di carattere messianico: «Un astro spunterà da Giacobbe, uno scettro sorgerà da Israele». Stranamente Dio si è servito del gioco di forze antagoniste per ottenere la salvezza del suo popolo. Balaam diventa uno strumento nella mano di Dio per confermare il permanere della promessa.”
(L’Osservatore Romano 25 settembre 2021)
Ho voluto citare il noto giornale vaticano proprio per non rischiare di offendere nessuno.
Ecco, l’ottimo Pecchioli in un articolo fortemente critico nei confronti di Israele ha finito per benedirne l’esistenza, come fece Balaam.
Sarebbe anche opportuno comunicare in Israele che un influente e stimato cattolico consente l’esistenza di Israele, perché oggidì anche in Italia molti la pensano diversamente. Ne saranno tutti deliziati.
Pecchioli si chiede anche chi finanzi Israele, come se fosse un segreto.
Risposta: In gran parte gli Stati Uniti (organizzazione statale) e gli ebrei americani, alcuni dei quali sono molto ma molto ricchi.
Ma i cattolici americani, alcuni dei quali sono molto ma molto ricchi, sono di gran lunga i maggiori finanziatori della Chiesa e non mi sembra ci sia nulla di strano. L’attuale presidenza USA, che poco piace a tutti in pubblico, certo non ha subìto rifiuti quando ha cominciato ad aprire i cordoni della borsa sin dal funerale di Bergoglio, tanto che Leone ha già un bell’avanzo di cassa.
Non che ciò abbia influito sul Conclave! Nooooooooooooooooooooooooooo!
Quello che trovo indigeribile è l’invito ad Israele: “ma non distrugga tutto ciò che incontra sul suo cammino, non faccia ciò che lamenta sia stato fatto al suo popolo in passato.”
Davvero? Non è un pochino troppo?
Andiamo con ordine. Le famiglie più importanti tra i “palestinesi” hanno venduto terra agli ebrei per moltissimo tempo, ben prima della Shoa.
Il movimento sionista, cui fa riferimento Pecchioli e che tutti conoscono, quello ateo e laico, fu solo uno dei canali di emigrazione in Terra Santa.
Ma quelli di matrice religiosa, come quello chassidico o quello dei cosiddetti mitnagdim (entrambi in Italia praticamente sconosciuti) furono anche loro molto vigorosi e fruttiferi, solo meno visibili.
I sionisti, figli dell’Haskalah (illuminismo ebraico) si presero gran parte del palcoscenico e relegarono i religiosi ad un ruolo secondario, ruolo che hanno mantenuto fino a pochi anni fa.
Ma altre migrazioni importanti erano avvenute in precedenza, ad esempio quella derivante dalla cacciata degli ebrei dalla Spagna che portò alla creazione dello splendido gruppo di Kabbalisti di Safed nel secolo XVI.
La migrazione verso la Terra Santa è stata continua nei secoli e non legata solamente ai sionisti.
Pecchioli caro, da ex cultore di storia del diritto, vorrei renderle noto che l’Impero Romano, divenuto cristiano nel IV secolo, per la prima volta nella sua storia sporcò il proprio magnifico diritto con vere e proprie “leggi razziali” proprio contro gli ebrei.
Dalla Constitutio Antoniniana del 212 (che ho avuto l’onore di toccare con queste mani) che stabiliva la concessione della cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero Romano (ad eccezione dei dediticii), con il Cristianesimo si è passati alle leggi fasciste …
Altro esempio. In una cittadina tranquilla come Ravenna esisteva un ghetto, piccolo ma fiorente.
Subito dopo il concilio di Trento, eccitati dallo spirito (santo?) della controriforma e guidati dai loro p/cretini, i buoni ravennati fecero un piccolo pogrom, con uccisioni, stupri, incendi e generali ruberie, cacciando gli ebrei per sempre dalla loro città.
Quante altre città e paesi hanno vissuto le stesse esperienze di Ravenna? 1.000? 10.000? 100.000?
Fortunatamente uno dei nostri (cabalisti) antenati spirituali, Johannes Reuchlin, riuscì ad evitare che il macellaio Johannes Pfefferkorn, su mandato dei domenicani di Colonia, riuscisse a eseguire l’ordine di sequestro (e rogo) di tutti i libri ebraici, promulgato dall’Imperatore Massimiliano I per facilitare la conversione dei riottosi giudei.
Altrimenti avremmo perso un patrimonio immenso.
Ma torniamo ai maggiorenti palestinesi, capeggiati dal Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al-Husseini, amico dei nazi-fascisti, residente presso Hitler e supremo antisemita.
Yasser Arafat, terrorista poi ritenuto (?) moderato, fu suo nipote e suo pupillo.
La famosa Nakba altro non fu che il tentativo degli arabi palestinesi, con il concorso degli stati arabi confinanti, di massacrare nuovamente tutti gli ebrei e di rigettarli in mare, riprendendosi così gratis le terre che avevano VENDUTO a caro prezzo ai coloni.
Ma ne presero un sacco ed una sporta.
Curiosamente si evita sempre di citare quegli arabi che, non partecipando al conflitto, rimasero pacificamente in Israele e che ottennero lo status di cittadini esattamente come gli ebrei, che votano regolarmente ed eleggono i loro rappresentanti alla Knesset …
Alcuni combattono nell’IDF, come fanno praticamente tutti i Drusi (musulmani anche loro, di derivazione sciita-ismailita, fra i quali conto diversi cari amici).
Andate a parlare con i drusi e vedrete come la raccontano …
Vogliamo menzionare la guerra dello Yom Kippur del 1973?
Cari amici cattolici, se attacchi Israele nel giorno Santissimo dell’Espiazione sei già per questo un abominio agli occhi del Signore. Sei un malvagio, un dannato, un essere spregevole e senza onore.
Se poi le prendi di santa ragione, sei veramente maledetto dal Cielo.
Quante volte i Palestinesi hanno rifiutato la soluzione dei due stati? Dodici volte? Tredici volte?
Ma capisco che, attualmente, il fastidio maggiore provenga da Gaza e dalle immagini terribili di morte e devastazione che la riguardano.
Una immane tragedia, ma è veramente paragonabile alle persecuzioni subite dagli ebrei sin dal IV secolo e culminate nella Shoa come sembra suggerire il nostro autore?
Poi, scusate, devo ancora udire da chi si lamenta una soluzione alternativa!
Hamas ha sapientemente e dichiaratamente utilizzato le proprie donne ed i propri poveri bambini come arma difensiva contro Israele.
Inoltre, Hamas ha sempre trattato la popolazione di Gaza in modo terribile.
La gente aveva fame mentre Hamas spendeva miliardi per i suoi tunnel, per trasformare Gaza in una fortezza militare e base terroristica.
Appena cessata l’operazione Piombo Fuso (2008), la prima entrata di Israele a Gaza, vidi al TG1 la seguente scena. Frattini, credo, aveva portato cibo e medicinali a Gaza. Un coraggioso giornalista fece un servizio, che seguiva quello ufficiale sulla consegna, che mostrava un povero vecchio che aveva appena comprato a caro prezzo da Hamas un pacchetto di spaghetti sottratti agli aiuti. Hamas ha sempre venduto ai propri cittadini gli aiuti umanitari.
Eppure, quanti in occidente (non mi riferisco certo a Pecchioli) fanno le cheerleaders per un branco di belve assetate di sangue che utilizzano come scudi umani le proprie famiglie, mentre loro si nascondono come ratti nei tunnel assieme ai poveri ostaggi. E per passare il tempo gli ostaggi di sesso femminile li stuprano in gruppo … ed è capitato anche a diversi ostaggi di sesso maschile.
Quale sarebbe la soluzione politico militare, non fare nulla?
Per favore, poi, non parlate di genocidio che significa un’altra cosa, sia quantitativamente, che qualitativamente.
Semmai Israele cerca disperatamente di sgombrare Gaza affinché possa arrivare un garante, un fideiussore che assuma il governo della striscia al posto di Hamas e che mantenga l’ordine.
Quindi non è neppure una pulizia etnica.
Venga l’Arabia Saudita, magari assieme agli Americani, e prenda il controllo, garantendo così agli abitanti di gaza una vita degna e non la porcheria che ha imposto Hamas.
La verità è che sin qui i paesi arabi hanno fortemente voluto questa situazione di crisi a Gaza come arma contro Israele.
Vogliamo parlare della posizione egiziana sul valico di Rafah?
I nostri media hanno parlato spesso e parlano tuttora di galera a cielo aperto. Di scatola chiusa etc., peccato che uno dei lati sia in Egitto ed è staro quest’ultimo a tenerlo chiuso per lunghissimi periodi.
Andiamo con ordine.
Per restituire Gaza ai palestinesi Israele fece un atto di fiducia e speranza nella pace, completamente inutile come la storia ha dimostrato.
Il paese si spaccò, tanto che Ariel Sharon dovette uscire dal Likud e fondare un nuovo partito chiamato Kadima, assieme a politici provenienti dalla sinistra.
Molti, infatti non credevano che i Palestinesi avrebbero mantenuto i patti. E avevano tristemente ragione.
Qualche maligno potrebbe affermare che dall’alto non gradirono perché poco dopo Sharon si ammalò e rimase per un lungo periodo in coma senza più svegliarsi.
Comunque, fatto questo coraggioso passo, dopo un anno e mezzo da Gaza i missili cominciarono a piovere su Israele.
La logica avrebbe dettato che l’IDF avesse invaso immediatamente la striscia e avesse cacciato via i palestinesi, se non altro per la presa in giro ricevuta dalla inerte comunità internazionale, la quale si affrettò, al contrario, a frenare Israele.
Come ha sempre fatto.
Da una parte l’occidente ha aiutato moltissimo Israele e dall’altro gli ha sempre impedito di cogliere vittorie decisive, come accadde proprio ad Ariel Sharon nella guerra del Kippur, mentre correva verso Ismailia.
Ecco perché l’attuale generazione in Israele non ha moltissima fiducia nei negoziati.
Ma vorrei proprio sapere come Israele, piccolo stato con un pugno di abitanti, possa distruggere “tutto ciò che incontra sul suo cammino, non faccia ciò che lamenta sia stato fatto al suo popolo in passato”
Ma le risultano persecuzioni religiose in Israele? In altre parole, vede gli ebrei perseguitare i cristiani ovvero i musulmani, allo stesso modo in cui i cattolici e i protestanti hanno perseguitato gli ebrei?
I problemi in Cisgiordania non sono religiosi, sono relativi alla terra.
Le racconto questo: un mio amico, grande teologo cristiano che parla anche l’ebraico correntemente, nel suo primo pellegrinaggio in Terra Santa, si fermò a pregare con altri fedeli in una chiesetta sulla Via Dolorosa. Mentre era in raccoglimento entrò un famosissimo Vescovo della Chiesa locale, che si lanciò in un lungo e violentissimo comizio contro gli ebrei.
Il mio amico rimase sconvolto. Ma nessuno ha arrestato quel vescovo.
Le risulta che Israele possa o voglia distruggere uno stato grande e popoloso come l’Iran?
Ovvero che voglia (o possa) fare lo stesso alla Giordania? Ovvero all’Egitto?
La verità è che, l’Iran, stato di zeloti terroristi che iniziò la sua carriera rapendo il personale dell’ambasciata americana, ha speso in questi decenni molti dei suoi profitti nel tentativo di estirpare Israele dalla faccia della terra.
Dichiaratamente. Ufficialmente. Platealmente.
In tutti i discorsi ufficiali e su tutte le piattaforme mediatiche, come hanno fatto Hamas e Hezbollah, i figliocci pagati di Teheran.
Non vogliamo mica cadere nella trappola anglosassone (che puzza tanto di razzismo) che in sostanza afferma che questi popoli hanno la pelle un po’ scura e sono diversi da noi, per cui non andrebbero presi sul serio quando per decenni ti dicono “ti distruggo, ti anniento, ti spacco etc.”
Come bambini un po’ esuberanti.
Perdindirindina ma questi soggetti sono nazioni esattamente come l’I-taglia, stessi diritti e stessi doveri!
In altre parole, se quattro yemeniti vogliono dichiarare guerra a tutto l’occidente, perché sono dei fanatici religiosi, poi non si pianga sullo Yemen se subisce gravi ripercussioni.
In ultima analisi, quando uno ti promette il genocidio dal 1979, se poi subisce una reazione violenta la cosa non è così incomprensibile.
Scusate la nuova interruzione e un bacione a tutti! (come disse Giuda).





