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SIAMO IN OSTAGGIO DI UNA MINORANZA GREEN

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di Marco Pugliese

Il numero uno di Eni ha ragione, in Europa siamo ostaggio d’una risicata minoranza (foraggiata dal Nord Europa) che utilizza l’ideologia verde (in realtà d’ecologico c’è poco) per imporre una transizione economica che rischia di far diventare l’Europa un deserto industriale con un mare di poveri…

Claudio Descalzi, numero uno di Eni ha espresso senza mezzi termini le sue preoccupazioni riguardo alle scelte dell’Unione Europea in materia di transizione energetica, con particolare riferimento a bio-fuel ed e-fuel. Durante il suo intervento alla ‘Giornata dell’Economia’ ha dichiarato: “Il settore automotive ci fa arrabbiare”, criticando duramente le politiche della Commissione UE negli ultimi cinque o sei anni, in continuità con la precedente. Riguardo agli e-fuel, Descalzi ha affermato che “attualmente non esistono” in commercio su larga scala. L’unica fabbrica, situata in Germania, non ha ancora reso il prodotto accessibile, e i costi di produzione restano estremamente elevati. “La scelta dell’e-fuel non nasce da un confronto tecnico, ma è solo un’opzione politica presa senza un’analisi approfondita,”ha concluso Descalzi.

*come scrivo da tempo l’Italia è avanti anni luce con i biocarburanti (già in pompa e con due biiraffiberie funzionanti) ma la Ue ci ignora, anzi punta a e-fuels (tedeschi) che ancora sono in laboratorio…

Il presidente di Eni ha continuato: “Non voglio essere antieuropeo, ma sono antistupidità, perché la stupidità uccide e ci sta uccidendo.”Secondo Descalzi, l’Europa sta seguendo ideologie imposte da una minoranza, senza un’analisi razionale dei costi e benefici, costringendo il continente a un lento declino economico.

* Lo si scrive da tempo, ma sempre la solita minoranza bolla da anni le voci critiche come “incompetenti”, minoranza che come una piovra occupa media, settori culturali, social e via dicendo. Pochi i coraggiosi, chi non si piega viene demonizzato, deriso ed escluso.

Descalzi ha poi posto l’accento sulla disparità tra Europa, Stati Uniti e Cina: “Siamo competitivi sull’ambiente, ma non sulla crescita.” Mentre i rivali globali investono nella crescita, l’Europa viene lodata per la sua attenzione all’ambiente, ma a quale costo?

* Lo abbiamo visto con il gas, la Germania per anni ha avuto contratti al ribasso e ha omesso debito (800 miliardi) per finanziare aziende (in realtà tecnicamente in crisi…se non fallite…)

È ora che questa narrazione (chiara al 90% degli italiani che ragionano fuori da ideologie) venga spezzata.

Un Paese come il nostro, all’avanguardia ed in forte ripresa, rischia un brutto stop (che andrà a creare poveri veri) ed una perdita definitiva dei suoi migliori cervelli (che andranno in USA o Australia) oltre che una svendita del proprio patrimonio industriale e manifatturiero.

Ma si vuole questo? Chi in Italia continua con la manfrina “lo ha detto l’Europa” vuole che l’Italia non valga più nulla?

Autore

  • Redazione

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