
di Angelo Giubileo
Il destino del mondo
In una lettera scritta al nunzio apostolico ucraino, arcivescovo Visvaldas Kulbokas, del 19 novembre u.s., Il Pontefice di Roma conclude: “Che il Signore consoli i nostri cuori e rafforzi la speranza che, mentre raccoglie tutte le lacrime sparse e ne chiederà conto, Egli rimane accanto a noi anche quando gli sforzi umani sembrano infruttuosi e le azioni non sufficienti. Con la fiducia che sarà Dio a pronunciare l’ultima parola su questa immane tragedia”. Segue formale benedizione all’intero popolo ucraino.
A leggere e rileggere queste parole sembra che non ci sia alcun particolare commento da fare. E invece non è affatto così. Insieme alla speranza che Dio rimanga accanto ai bisognosi – in questo caso, della pace -, nonostante gli sforzi umani e le azioni si siano finora rivelati “vani”; Josè Maria Bergoglio coltiva la speranza – sua e, crediamo dei fedeli nel suo Dio – che Egli “ne chiederà conto” sia la fiducia – sua e, crediamo dei fedeli nel suo Dio – che “sarà” – sempre Egli – “a pronunciare l’ultima parola”.
Io non credo nel Dio di Bergoglio. Credo invece che, per quanto riguarda la guerra in corso, saranno i capi delle fazioni in guerra tra loro a dichiarare il cessate il fuoco e poi una nuova pace. Quanto invece alla speranza di Bergoglio che, detto in sintesi, sia Dio a “pronunciare l’ultima parola e chiedere conto di tutte le lacrime sparse” – per quanti sforzi facciamo, non riusciamo a cogliere alcuna differenza con l’immagine di un Dio che, nell’Antico Testamento, si comporta in modo essenzialmente vendicativo nei confronti di tutti coloro che recano offesa a sé, ai suoi figli, al suo popolo.
E quindi, in fine, una vendetta che non durerebbe per una vita terrena, ma per una vita ultraterrena: aggiungendo “lacrime sparse” a lacrime da versare, eternamente.
Ha scritto Roberto Calasso nel suo ultimo libro, uscito postumo, dal titolo “Sotto gli occhi dell’Agnello”: “L’Apocalisse (n.d.r.: l’ultimo libro della Bibbia) è la distruzione del cristianesimo (…) Ma come eliminare la colpa? O come trattarla? La cristianità è l’ultimo tentativo di farlo. L’Apocalisse tentò di abolire il mondo quale era, ma lasciando trionfare l’Agnello con il suo sangue sgorgante”.
E pertanto, il tentativo del cristianesimo si rivela anch’esso “vano”. Ciò che – nell’Antico Testamento e in particolare nel libro di Qoelet – era stato già ampiamente ribadito: Vanità di vanità, tutto è vanità.





