
di Alessandro Roazzi
Delle due elezioni mi convincono i candidati ormai Presidenti.
De Pascale dimostra dalla sua prima dichiarazione di aver i piedi per terra e di non cavalcare la contrapposizione mostrandosi pronto con realismo a collaborare con il governo centrale.
La Proietti, che deve probabilmente la sua elezione in primo luogo alla Chiesa umbra e ad Assisi, molto più che alla unita’ rivendicata dalle opposizioni.
E si tratta anche in questo caso di una persona che può rivalutare buon senso e umanesimo Cristiano.
Le opposizioni possono trarre frutto da queste affermazioni se finalmente aprono la mente e si liberano gradualmente di zavorre grottesche.
Basta pensare al fatto che il lavoro è enorme, nelle due regioni ha votato una quota di elettori non esaltante che fa pensare e che impedisce alla percentuali ottenute dai singoli partiti di essere realmente veritiere.
Ho fatto questa curiosa riflessione: con il Governo in difficoltà sulla immigrazione e la autonomia differenziata, per vincere in Emilia Romagna e in Umbria si è’ dovuto scegliere figure che vengono da una tradizione riformista da prima Repubblica e da una esponente di un mondo cattolico di grande dignità. Ovvero che c’entrano poco o niente con le polemiche ed i veleni.
Un gesto di saggezza da parte di chi ha votato. E questa volta da parte di chi li ha scelti.





